______________________________________________________________________________________________________________________________
domenica 20 maggio 2012
ATTENTATO BRINDISI CI SONO FILMATI
"Abbiamo delle buone immagini. Non ce le hanno regalate ce le siamo andate a cercare. Immagini che possiamo ricollegare con quasi certezza all'attentato". Lo ha detto all'ANSA il procuratore della Repubblica a Brindisi, Marco Dinapoli, a proposito di filmati riguardanti l'attentato fatto ieri alla scuola 'Morvillo Falcone' dove e' morta Melissa Basso, studentessa di sedici anni. Intensa l'attivita' investigativa con perquisizioni e interrogatori.
FORTE TERREMOTO IN EMILIA
Nessuna speranza di ritrovare in vita l'operaio disperso nel crollo del tetto della fonderia Tecopress di Sant'Agostino (Ferrara) causato dal terremoto. Sale così a sei il numero delle vittime provocate dal terremoto in Emilia-Romagna. Una scossa di magnitudo 6, forte quasi quanto quella che il 6 aprile 2009 ha distrutto l'Aquila, con epicentro 36 chilometri a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara, dove si registrano anche una cinquantina di feriti, nessuno dei quali in gravi condizioni, e ingenti danni a chiese ed edifici storici.
Quattro vittime sono operai, uccisi dal crollo dei capannoni in cui stavano lavorando in provincia di Ferrara: due alla Sant'Agostino Ceramiche, un'altro alla fonderia Tecopress di Dosso e un'altro ancora in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno. Le altre due vittime sono una ultracentenaria di Sant'Agostino e una tedesca di 37 anni che si trovava a Bologna per lavoro. Ad uccidere entrambe lo spavento per il forte terremoto, che è stato avvertito in tutto il nord Italia.
La scossa è stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un'altra di 2.9 alle 5.44. L'epicentro nella pianura padana emiliana, una decina di chilometri di profondità dal suolo, 36 chilometri a nord da Bologna - dove la gente è scesa in strada per la paura ma non si registrano particolari problemi. Circa duecento, fino ad ora, gli interventi richiesti ai centralini del 118 tra Modena e Ferrara. Evacuati i 35 pazienti dell'ospedale di Finale Emilia, tra cui una donna incinta, che é stata trasportata al policlinico modenese, mentre all'ospedale di Mirandola i pazienti sono stati fatti uscire dalle camere e sistemati in apposite strutture fuori dall'ospedale. A Ferrara, intanto, è arrivato il capo della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, che partecipa ad un vertice in prefettura con le autorità locali per fare il punto sull'emergenza. Subito dopo si recherà anche nel Modenese.
sabato 19 maggio 2012
COMPAGNA DI MELISSA: C'ERA SANGUA DA PERTUTTO
"Ho visto sangue e ambulanze da tutte le parti" ha raccontato una compagna di scuola di Melissa, la povera vittima dell'attentato di questa mattina a Brindisi.
"Non si capiva cosa stava accadendo. Selenia Greco, che e' rimasta lievemente ustionata, si e' alzata per chiedere aiuto e ha iniziato a gridare: 'Melissa, Melissa'. Io ho visto l'esplosione perche' ero nel bar di fronte con delle amiche" ha concluso la ragazza. Il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso e' arrivato davanti alla scuola di Brindisi colpita dal grave attentato di questa mattina, che ha causato la morte di una ragazza e il ferimento di altri studenti, di cui una gravissima. Subito dopo la notizia della tragedia, si e' precipitato nella citta' pugliese mentre stava svolgendo un convegno a Milano sui beni di mafia sequestrati. Il procuratore sta facendo un sopralluogo e poi raggiungera' la prefettura di Brindisi per la prima riunione con forze di polizia e inquirenti.
MANGANELLI : LI PRENDEREMO!
"Non daremo loro tregua. Li prenderemo e si pentiranno di questa nefandezza". Lo dice il capo della polizia, Antonio Manganelli, commentando l'attentato a Brindisi. Intanto, i resti di un timer sono stati trovati dagli investigatori nei pressi della scuola. Il timer, secondo indiscrezioni, e' fermo sulle 7.55 ma l'esplosione dell'ordigno è avvenuto prima, intorno alle 7.45. Sul luogo dell'attentato sono ancora in corso i rilievi da parte della polizia scientifica.
BRINDISI BOMBA DAVANTI SCUOLA ALLE 08:00
BRINDISI - Una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio di un ordigno e cinque feriti, tra cui Veronica Capodieci, in gravissime condizioni; e poi altri cinque pazienti dimessi dopo aver ricevuto cure. E' il bilancio dell'esplosione reso noto dalla Asl in seguito all'attentato compiuto dinanzi ad una scuola brindisina, l'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali 'Francesca Laura Morvillo Falcone', che conta 600 alunni.
Un attentato, quello di stamattina a Brindisi, diretto contro la scuola, secondo i primi accertamenti degli investigatori. Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a tre bombole di gas, probabilmente collocate anche ad un timer e collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola Morvillo Falcone di Brindisi. E' stato trovato successivamente anche il timer. Il timer trovato nei pressi della scuola 'Morvillo Falcone' era bloccato, secondo indiscrezioni, sulle 7.55 ma l'esplosione dell'ordigno rudimentale è avvenuto intorno alle 7.45. Sul luogo dell'attentato sono ancora in corso i rilievi da parte della polizia scientifica. A breve comincerà in Prefettura una riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico al quale è prevista la partecipazione del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che sta raggiungendo Brindisi.
L'esplosione ha coinvolto alcune studentesse che erano appena scese da un autobus urbano e stavano raggiungendo l'edificio scolastico. Non a caso è il preside della scuola che dà fiato al tremendo timore e orrore che serpeggia nelle teste di tutti, via via che si delineano i particolari dell'attentato: "'E' stato fatto per uccidere: a quell'ora - dice all'ANSA il prof.Angelo Rampino - le ragazze entravano, proprio a quell'ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza". D'altro canto, ha rilevato poco dopo l'attentato il neosindaco, Mimmo Consales (in carica da una settimana), sono troppe le "coincidenze" perché il pensiero non corra subito ad un attentato mafioso di forte valenza simbolica: è stato colpito l'istituto intitolato alla moglie di Giovanni Falcone, a pochi giorni dal ventesimo anniversario della strage di Capaci, e nel giorno dell'arrivo a Brindisi della Carovana antimafia. E' stata inoltre colpita la scuola, gli studenti, i giovani, proprio i giovani che dalla Sicilia alla Calabria alla Puglia hanno costituito l'elemento più forte di rifiuto della cultura mafiosa di guerra e di morte. All'ospedale 'Perrino', è morta Melissa Bassi, 16 anni.
E' invece viva Veronica Capodieci, anche lei di 16 anni, che sembrava essere la seconda vittima dell'attentato, secondo informazioni fornite dalla polizia nei primi, concitati momenti subito dopo l'esplosione. Per la direzione sanitaria dell' ospedale, le condizioni di Veronica rimangono gravissime ma sono stabili. Entrambe le ragazze sono di Mesagne (Brindisi). Degli altri feriti, due soli hanno ferite di lieve entità e se la caveranno - pare - con poco. Gli altri - a quanto si apprende - avrebbero riportato ustioni almeno del 40%, e uno di loro avrebbe subito fratture e gravissimi danni agli arti inferiori. A Brindisi è arrivato il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, per tenere nella Procura di Brindisi con le forze di polizia una riunione per le strategie di indagine sull'attentato. Vi parteciperà anche il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo.
Il ministro Cancellieri riferirà al Senato martedì alle 16,30. L'attentato è "un fatto anomalo e complesso che desta grande preoccupazione, oltre che grande dolore perché ha colpito giovani vite", ha detto a Sky. Lunedì il ministro sarà a Brindisi con i vertici delle forze di polizia ed i magistrati. Nella ricerca del movente dell'attentato "colpisce che sia stato presa di mira una scuola intestata a Morvillo Falcone" nel ventennale della strage di Capaci, ha detto. Cancellieri ha aggiunto che "qualsiasi pista e buona: per ora non nessuna certezza su nessun canale". "Non si può pensare di militarizzare il territorio, serve potenziare l'intelligence". "Lo Stato è forte e compatto - ha aggiunto - ma abbiamo bisogno di capire di più attraverso l'intelligence".Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo si recherà sul luogo dell'esplosione. Anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo e con l'assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati si recheranno a incontrare i feriti. L'ex ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, sollecita "una risposta coesa nella lotta al terrore" dopo "l'atto ignobile" dell'attentato davanti alla scuola di Brindisi.
giovedì 17 maggio 2012
OGGI E' STATO INNAUGURATO IL JUVENTUS MUSEUM
Una casa per 115 anni di storia. Nasce Juventus Museum, il museo del club bianconero, inaugurato accanto al nuovo stadio, sul lato Est adiacente al centro commerciale Area 12.
Si tratta di un viaggio nell'epopea bianconera attraverso le vittorie, i trofei, i personaggi, calciatori e dirigenti, che hanno contribuito a generare il mito della Juve. Trascudetti e coppe, immagini, foto e cimeli in 1.500 metri quadrati fino ad arrivare all'ultimo successo, il tricolore appena conquistato. Interamente bilingue (italiano e inglese), loJuventus Museum -presieduto dal giornalista Paolo Garimberti e ideato dallo studio Camerana&Partners in collaborazione con Studio Dedalo-é concepito con l'utilizzo di tecnologie multimediali innovative che trasformano la visita in esperienza diretta. I suoi contenuti sono in costante aggiornamento, per stare al passo con l'attualitàdella squadra. Attraverso la storia del club, ilpubblico potra rivivere alcune tappe fondamentali della storia dell'Italia.
"La storia del club - dice il presidente Andrea Agnelli - si intreccia con la storia d'Italia. Il museo spiega come la Juve sia diventata non solo la squadra di Torino, ma la squadra d'Italia e ci porta al livello dei competitor europei". Tante léchicché presenti nelle sale.
C'é il"tempio dei trofei" con il racconto di coppe e trofei sapientemente orchestrato da un gioco di luci e immagini. Ci sono le teche con le 34 maglie dei giocatori che hanno superato le 300 presenze in bianconero, la "quadrisfera" in cui scorrono le immagini degli juventini in maglia azzurra nei quattro mondiali vinti, la medaglia d'oro di Gigi Buffon vinta a Berlino nel 2006 ("L'ho donata affinché tutti la possano godere", dice il portiere), l'enciclopedia touch-screen, il ricordo delle 39 vittime dell'Heysel (i parenti avranno l'ingresso gratuito a vita).
Quindi il gran finale, dove si entra in campo insieme ai giocatori, dentro lo Juventus Stadium e nei teatri dei trionfi bianconeri, accompagnati dall'urlo dei tifosi e dalle atmosfere dello stadio. Con un messaggio:"Fino alla fine forza Juventus".
mercoledì 16 maggio 2012
LETTERE DI MINACCE DAL FAI VERSO MONTI ED EQUITALIA
Lettere con minacce al presidente del Consiglio, Mario Monti, e a Equitalia sono state recapitate ad alcuni giornali calabresi
A firmare i documenti la Federazione anarchica informale, la stessa sigla che ha rivendicato l'attentato all'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Le missive sono state recapitate ai quotidiani Gazzetta del Sud e Calabria Ora. Nella lettera recapitata ai due quotidiani, il "Nucleo Olga" avvisa la società di riscossione che "sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo di affari e servitore del potere economico".
La prima lettera è stata inviata ieri alla redazione di Reggio Calabria della Gazzetta del Sud, che la pubblica nell'edizione odierna, ed oggi al quotidiano Calabria Ora, a Cosenza. Nel testo è scritto anche che "la riscossione, in Italia, é divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita" e che "ogni altro suicidio che avverrà per tali motivi sarà ritenuto un omicidio di Stato". La missiva del "Nucleo Olga", così denominato in onore di un'anarchica greca, è stata consegnata ai carabinieri di Reggio Calabria che stanno indagando con il coordinamento del procuratore facente funzioni Ottavio Sferlazza. L'altra lettera, identica alla prima, è stata trovata stamani dai redattori di Calabria Ora e successivamente sequestrata dalla Digos.
"Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti". E' quanto scrive la Federazione anarchica informale nella lettera recapitata al quotidiano Calabria Ora.
Il riferimento "ai 7 rimasti" contenuto nella lettera del Nucleo Olga del Fai è legato alla missiva di rivendicazione del ferimento del dirigente dell'Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, in cui gli anarchici annunciavano altri attentati. "Il popolo - si aggiunge nella lettera - non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio".
"Il Popolo ci ha dato mandato e sacrificheremo anche le nostre vite per la causa giusta". E' la frase conclusiva della lettera inviata ai giornali dalla Federazione anarchica informale federazione Calabria. "Le mani della piovra, dello Stato a derubare il Popolo devono ritirarsi - prosegue il testo - bisogna ridare dignità ai cittadini ormai ridotti alla fame per mantenere uno Stato lussuoso rappresentato da non eletti e benestanti che disconoscono la realtà vera del bisogno del Popolo".
Nella lettera del nucleo Olga della Federazione anarchica informale c'é anche un riferimento al ministro del'Interno Annamaria Cancellieri. "La signora ministro Cancellieri - è scritto - ha detto che se si attacca Equitalia è come attaccare lo Stato. Quindi, attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutelare il Popolo, gli Operai e le Imprese".
Ma l'opinione che si sta facendo strada tra gli investigatori e gli analisti d'intelligence che stanno valutando l'attendibilità del documento e' che le lettere contenenti minacce al premier Monti e Equitalia che sarebbero state inviate dalla Federazione Anarchica Informale ai quotidiani 'Gazzetta del Sud' e 'Calabria Ora' sarebbero un falso. Nelle lettere ci sarebbero infatti diversi elementi che avrebbero fatto sorgere dubbi.
Stamani il presidente del Consiglio, durante la cerimonia di apertura del Forum P.A, ha ringraziato a nome del governo i dipendenti della Pubblica amministrazione che corrono rischi per la loro incolumità fisica". "Ringrazio i dipendenti della P.A. - ha detto Monti - che in questi giorni affrontano particolari criticità e persino rischi per la propria incolumità come la cronaca degli ultimi giorni ha purtroppo documentato, ribadendo loro, e avrò altre occasioni molto presto di farlo, che la vicinanza e il supporto del governo sono incondizionati e costanti".
lunedì 14 maggio 2012
IN ESCLISIVA ASSOLUTA LA LETTERA DI DEL PIERO AI TIFOSI JUVENTINI
DI PIU’, NIENTE
Più di 8 scudetti.
Più di una promozione dalla serie B
Più di una Coppa Italia (e speriamo due)
Più di 4 supercoppe italiane
Più di una Champions League
Più di una Supercoppa europea
Più di una Coppa Intercontinentale
Più del gol alla Fiorentina
Più di un gol alla Del Piero
Più del gol a Tokyo
Più delle mie lacrime
Più del gol a Bari
Più di un gol al volo di tacco nel derby
Più di un gol per l’Avvocato
Più della linguaccia contro l’Inter
Più dell’assist a David
Più del gol numero 187
Più del gol alla Germania
Più di Berlino
Più del gol al Frosinone
Più del titolo di capocannoniere in B
Più del titolo di capocannoniere in A
Più della standing ovation al Bernabeu
Più di 704 partite con la stessa maglia
Più di 289 gol
Più di una punizione che vuol dire Scudetto
Più del gol all’Atalanta
Più di ogni record
Più della maglia numero 10 con il nome Del Piero
Più della fascia di capitano
Più di tutto…
C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni.
Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero.
Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: GRAZIE.
Sempre al vostro fianco
Alessandro
LA JUVE FESTAGGIA IL TITOLO DI CAMPIONE D'ITALIA
Una festa per centinaia di migliaia di persone. Forse 300mila, forse 400mila: difficile fare una stima precisa anche per le forze dell'ordine. In centinaia di migliaia hanno invaso il centro di Torino, sono scesi nelle strade e nelle piazze per celebrare lo scudetto della Juve e per accompagnare il pullman scoperto con a bordo i giocatori. Una folla oceanica, oltre ogni previsione, come oltre ogni previsione è stata la stagione dei bianconeri di Antonio Conte. Con persone arrivate da tutta Italia, in aereo, in auto, in treno, alberghi esauriti. Il pullman nero con lo scudetto e il numero 30 sulle fiancate, e le tre stelle ben visibili, parte attorno alle 19.30 dallo Juventus Stadium tra due ali di folla, direzione Porta Susa, punto di partenza del tour. Da lì una lenta avanzata lungo via Cernaia e via Pietro Micca, fino all'apoteosi di piazza Castello, dove i campioni sono stati accolti dai fuochi d'artificio. Tutto il centro colorato di bianconero e di bianco-rosso-verde, di scudetti, di stelle - sempre rigorosamente tre - e di numeri 30. Cori e applausi per tutti. Neanche a dirlo, i più gettonati sono Conte e Del Piero. Il capitano era stato già protagonista allo stadio, prima con il gol dell'addio, poi al momento della sostituzione-tributo regalatagli dall'allenatore - con standing ovation del pubblico, molti i tifosi in lacrime, e gli abbracci di compagni e avversari - e successivamente al momento di sollevare la coppa che la Lega Calcio consegna ai campioni d'Italia. La folla occupa ogni angolo dei portici, i semafori, le pensiline dei tram. Ovunque caroselli di auto e motorini, con bandiere e clacson spiegati. C'è chi da casa porta la scala a pioli per vedere dall'alto i vip di un calcio da sogno. Il bus scoperto non rispetta i tempi previsti poichè procede molto lentamente: l'entusiasmo per la Juve va oltre ogni limite. Si procede a fatica verso via Po e piazza Vittorio Veneto, poi verso corso Cairoli e il gran finale del parco del Valentino.
UNA DOMENICA DI FESTA - La parata è stata il climax di una domenica intera di festa. Già due ore prima della partita tutta l'area intorno allo stadio era bollente di passione. Il pullman con a bordo i giocatori viene accolto all'esterno dello stadio da 5.000 persone, e mancano quasi due ore al fischio d'inizio della partita con l'Atalanta. Per raggiungere l'ingresso del sottopassaggio ci vuole un buon quarto d'ora. Nel prepartita, sui maxi schermi viene ripercorsa la storia degli scudetti, accompagnata dalla colonna sonora degli inni storici del club. A bordo campo seguono il riscaldamento fianco a fianco il presidente, Andrea Agnelli, e il presidente di Exor, John Elkann, insieme ai bambini. "È stato un anno straordinario, la Juve ha dimostrato di essere forte come squadra", afferma l'azionista di maggioranza. La partita è quasi una parentesi della festa, i bianconeri chiudono imbattuti la stagione, Del Piero solleva la coppa, parte la festa. Per una notte, Torino è tutta bianconera.
IN ESCLUSIVA LETTERA FAI
In anteprima assoluta la lettera con il quale la Fai un organizzazione anarchica ha rivendicato l'attentato ad Adinolfi di Ansaldo Nucleare
domenica 6 maggio 2012
POGBA ARRIVA A TORINO
«Pogba ha deciso: saluta Ferguson e dice sì alla Juventus». L'indiscrezione che dovrebbe mettere la parola fine alla lunga telenovela di mercato fra il club bianconero e il giovane centrocampista del Manchester United arriva dal tabloid inglese Daily Mail. Un lieto fine per Marotta e la Juventus, un'ottima notizia per Antonio Conte che dalla prossima stagione potrà contare sull'astro nascente del calcio europeo. Il diciannovenne francese sarà il primo rinforzo per la Champions League. Non il top player che i tifosi bianconeri attendono con ansia, ma un ottimo innesto in una rosa che deve esse rinforzata in tutti i reparti per gestire al meglio le numerose fatiche della prossima stagione. «Pogba ha scelto di rinunciare ad un contratto importante pur di trasferirsi in Italia», prosegue il tabloid. «La sua decisione è stata comunicata alla società inglese attraverso una lettera inviata dal suo agente, Mino Raiola, al chief executive dei Red Devils David Gill».
sabato 5 maggio 2012
DOMANI DERBY DI MILANO CON LA JUVE CHE TIFA INTER
Cagliari-Juventus domenica prossima si giocherà alle 20.45 anziché alle 15.00 sul campo di Trieste. Lo ha deciso la Lega Calcio garantendo così la contemporaneità con il derby Inter-Milan nella volata scudetto.
Prima di prendere la decisione definitiva, il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta questa mattina verso le 9.30 ha telefonato all'amministratore delegato del Millan Adriano Galliani per verificare se il club rossonero avesse qualcosa in contrario alla modifica del programma. Galliani ha confermato il proprio benestare, già espresso martedì all'amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta.
HARAKIRI JUVE, MILAN A -1 RIAPRE CORSA SCUDETTO
ROMA - Un errore di Buffon sfruttato da Bertolacci segna la terz'ultima di campionato. La Juventus pareggia con il Lecce in casa e perde due dei tre punti di vantaggio che aveva sul Milan che, anche senza strafare, supera l'Atalanta con un gol di Muntari e raddoppio finale di rOBINHO.
Colpo di scena a pochi minuti dalla fine e ora la corsa scudetto ricomincia da capo con Juve e Milan che sono separate da un punto a 180' dalla fine. Ma la serata di campionato è caratterizzata anche dal successo dell'Udinese che rilancia le sue ambizioni Champions agganciando il fuggitivo Napoli mentre La Lazio pareggia e l'Inter perde chiamandosi sostanzialmente fuori. Nella corsa salvezza il Genoa guadagna due punti sul Lecce ma la battaglia rimane aperta. La Juventus fa harakiri in casa: il vantaggio iniziale di Marchisio viene vanificato dal gol di Bertolacci che rilancia il Milan e consente ai pugliesi di sperare ancora nella salvezza. Il Milan non si arrende, ottiene subito il vantaggio sull'Atalanta con Muntari poi comanda le operazioni e l'Atalanta non riesce e riequilibrare la partita.
I rossoneri raddoppiano alla fine e guadagnano inopinatamente due punti sulla capolista. A Firenze avviene un episodio incredibile: Delio Rossi aggredisce Ljajc che lo applaude dopo la sostituzione. Un evento inusitato che produrrà conseguenze ma è lo specchio della crisi viola. La Fiorentina in svantaggio di due reti riesce comunque a pareggiare e il Novara non può evitare che la matematica certifichi la sua retrocessione. In chiave Champions harakiri dell'Inter che dopo essere andata in vantaggio viene rimontata e battuta sonoramente 3-1 dal Parma con il solito Giovinco in grande spolvero.
Per Stramaccioni addio Champions visto il Napoli è a +3 e viene raggiunta dall'Udinese che vince in casa del retrocesso Cesena con un gol all'inizio di Fabbrini. Il Genoa sul neutro di Brescia conquista tre punti preziosi in chiave salvezza battendo 2-1 in Cagliari che era passato in vantaggio. Ma il Lecce con il punto prezioso e insperato di Torino continua la sua corsa sperando che non sia troppo tardi. Il Bologna continua a stupire: con un gol di Ramirez conquista tre punti preziosi in casa del Catania.
NEL COSENTINO E' STATA ARRESTATA LA MADRE E MOGLIE DEI DUE MORTI
E' stata arrestata dai carabinieri Domenica Ruggiano, la donna di 54 anni che ha confessato di avere ucciso a Villapiana (Cosenza) il marito Vincenzo Genovese, di 67, e la figlia Rosa, di 26. L'arresto e' stato fatto in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip del tribunale di Castrovillari su richiesta della Procura. Il fatto di sangue e' avvenuto il 27 aprile. La donna aveva ammesso di essere stata lei ad assassinare marito e figlia, aggiungendo di avere tentato il suicidio.(
OGGI GIORNATA STORICA IN GIAPPONE:PER LA PRIMA VOLTA DOPO 42 ANNI TUTTI I REATTORI NUCLEARI SPENTI
Da questa sera, per la prima volta in 42 anni, il Giappone non avrà più - almeno nell'immediato futuro - energia elettrica generata dall'atomo in scia alla grave crisi della centrale di Fukushima. La Hokkaido Electric Power, utility dell'isola a nord di Hokkaido, disattiverà l'unità n.3 della struttura di Tomari, l'ultima attiva sulle 54 disseminata nell'arcipelago, con la procedura che partirà dalle 17:00 locali (le 10:00 in Italia) per concludersi col blocco totale previsto alle 23:00.
Lo stop dei reattori, obbligatorio ogni 13 mesi in Giappone per poter effettuare i controlli ordinari, si e' da oltre un anno intrecciato alla crisi di Fukushima: dopo il devastante sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, la peggiore emergenza dopo Cernobyl ha rilanciato forti dubbi sulla sicurezza degli impianti che, al contrario, era in precedenza considerata una certezza. La perdita di radiazioni e le evacuazioni di massa hanno moltiplicato le paure nell'opinione pubblica sulle centrali al punto che, al netto dei reattori danneggiati (come la centrale di Fukushima Dai-ichi), tutte le unita' fermate per le verifiche di routine non sono piu' ripartite in scia alle forti resistenze registrate tra le comunita' locali. Il processo amministrativo di riavvio, dopo il via libera dell'authority sulla sicurezza nucleare, prevede che ci sia il consenso espresso dagli enti locali (comuni e prefetture) che ospitano gli impianti. Finora, da questi ultimi non e' maturata alcuna approvazione neanche in quelle zone a forte vocazione come la prefettura di Fukui, il 'cuore atomico' del Giappone con 14 reattori su una superficie simile a quella della citta' di Roma, che ne fanno l'area piu' nuclearizzata al mondo.
La Hokkaido Electric Power (Hepco) ha iniziato la procedura di arresto del reattore n.3 della centrale di Tomari, l'ultimo a essere ancora operativo in Giappone sui 54 totali, che dovrebbe concludersi in tarda serata alle ore 23.00 locali (le 18.00 in Italia). Lo stop annunciato dall'utility dell'isola di Hokkaido, la più a nord dell'arcipelago, è per la manutenzione ordinaria obbligatoria ogni 13 mesi, ma che ha valore straordinario questa volta a poco più di un anno dalla crisi di Fukushima.
Decine di migliaia di persone stanno manifestando in tutto il Giappone perché si arrivi "subito a un addio addio definitivo" all'energia nucleare, nel giorno in cui l'ultimo reattore ancora attivo, il n.3 della centrale di Tomari, sarà fermato per i controlli di manutenzione ordinaria. A Tokyo un lungo corteo ha attraversato le parti centrali della città, lambendo sedi dei ministeri e il quartier generale della Tepco (il gestore della centrale di Fukushima), tra slogan quali "Sayonara genpatsu" ("addio alle centrali nucleari!") e "Mai più Fukushima", e canti come "We Shall Overcome", inno degli anni '60 dell'African-American Civil Rights Movement, diventato simbolo dei diritti civili a livello mondiale.
CINQUE CARABINIERI MORTI IN INCIDENTE STRADALE
Cinque morti e diciotto feriti: e' il bilancio di un grave incidente sull'A13 all'altezza di Padova, dove un pullman, forse per un colpo di sonno dell'autista o per un guasto, e' uscito di strada, finendo in una scarpata.
Nel pullman c'erano 23 passeggeri più l'autista (ma pare che uno dei passeggeri poi non sia partito). Il bus proveniva dal Lazio: a bordo c'erano infatti ex carabinieri iscritti all'associazione nazionale di Aprilia, vicino a Roma, e i loro familiari. Stavano recandosi a Jesolo per partecipare al XII raduno nazionale dell'Arma.
L'incidente è avvenuto poco dopo le 8. Poco prima delle 12 è stato riaperto sull'A13 Bologna-Padova, all'altezza del km 109, il tratto tra l'allacciamento con la Diramazione Padova Sud e Padova Zona Industriale in direzione Nord, chiuso a seguito dell' incidente.
Sono tre le ipotesi formulate dalla Polstrada: un guasto tecnico, un colpo di sonno dell'autista o un malore. "Quest'ultima, al momento, è la meno accreditata" ha sottolineato all'ANSA il comandante della Polizia Stradale di Padova, Carmine Tabarro. L'incidente è avvenuto dopo circa nove chilometri dall'immissione nello svincolo che dalla A13 porta alla A4, un centinaio di metri prima di una curva e del ponte di San Nicolò. Il pullman si è infilato in un varco tra due guardrail in acciaio e ha finito la propria corsa adagiato sul fianco destro dopo essere scivolato giù per una cinquantina di metri, vicino allo scolo che separa la recinzione di un'abitazione privata.
Cinque feriti sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale di Padova. Tutti gli altri, ex militari e familiari, sono stati portati anch'essi con le ambulanze nel nosocomio della città euganea. Il tratto della A13 è stato chiuso per circa due ore per consentire ai mezzi della Polstrada, dei Vigili del Fuoco e alle ambulanze di muoversi liberamente. Il pullman, secondo quanto riferito da Tabarro, era partito nella notte da Aprilia (Latina) e aveva fatto una tappa circa un'ora prima in un'area di servizio del bolognese. A chiamare i soccorsi sarebbero stati alcuni passeggeri, gli unici testimoni di quanto è accaduto. Sembrerebbe infatti che al momento dell'incidente non ci fosse alcun veicolo in transito su quel tratto di autostrada.
Iscriviti a:
Post (Atom)

