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domenica 12 agosto 2012
AUTOMOBILISTA SI FERMA A PRESTARE SOCCORSO E VIENE TRAVOLTO
Mentre stava andando in vacanza, con la sua famiglia, ha visto un'auto ribaltata lungo la carreggiata e si è fermato per prestare i primi soccorsi. Proprio in quel momento, però, è sopraggiunta un'altra vettura che lo ha travolto e ucciso sul colpo. E' morto così, Antonio Crisafulli, un ispettore in servizio presso la Polizia stradale di Milano. L'incidente è avvenuto domenica in tarda mattinata lungo la corsia nord dell'A14, a Fano.
L'INTERVENTO - L'ispettore viaggiava verso sud, diretto in vacanza. Ha visto un'auto ribaltata lungo la carreggiata nord, si è fermato e ha scavalcato il new jersey centrale per prestare i primi soccorsi. Proprio in quel momento, però, è sopraggiunta l'altra vettura che lo ha falciato. Nell'incidente, avvenuto al km 176, sono rimaste ferite altre due persone. La salma di Crisafulli è stata portata nell'obitorio dell'Ospedale di Fano. Ad assistere i familiari ci sono funzionari della polizia stradale di Pesaro e Fano, che ha svolto anche i rilievi sull'incidente. Il questore Italo D'Angelo ha inviato sul posto il vicario.
LA VITTIMA - L'ispettore Antonio Crisafulli, 50 anni, era nato a Messina. Prestava servizio al commissariato di Sesto San Giovanni. In auto con lui, verso la vacanza c'erano la moglie e i due figli, che hanno assistito al tragico incidente in cui l'uomo ha perso la vita mentre cercava di prestare i primi soccorsi a un'auto che si era ribaltata nella carreggiata opposta al suo senso di marcia.
SPARATORIA A TIME SQUARE. POLIZIA UCCIDE UOMO PER UNO SPINELLO
Una caccia all’uomo a Times Square, lungo la Settima Avenue, finita con un morto. Decine di pistole puntate contro un uomo di 51 anni, forse ubriaco, che impugnava un grosso coltello da macellaio. «Mettilo giù», gli hanno urlato gli agenti davanti a centinaia di passanti, tra cui molti turisti che hanno seguito la scena riprendendola con telefonini e videocamere. Ma lui si è rifiutato, continuando a impugnare l’arma con la lama verso l’alto e a indietreggiare.
SPRAY URTICANTE - Per fermarlo gli agenti lo hanno colpito inizialmente con delle raffiche di spray urticante che però non hanno avuto alcun effetto. L’uomo, un afroamericano a torso nudo e con una bandana in testa, ha continuato ad indietreggiare, mulinando l’arma forse in segno di sfida o di scherno. Il tutto tra le urla dei passanti, gente che fuggiva e che cercava riparo tra le auto.
L’INSEGUIMENTO - Gli agenti, che lo stavano seguendo camminando a una ventina di metri di distanza da lui, hanno sparato ferendolo gravemente. E’ morto una quarantina di minuti più tardi, all’ospedale Bellevue dov’era stato portato nel tentativo disperato di salvargli la vita. Secondo le testimonianze, gli agenti avrebbero fermato l’uomo perché stava fumando uno «spinello» nei pressi della trafficatissima Times Square.
IL COLTELLO - Alla richiesta dei documenti, ha tirato fuori il coltello da cucina (lungo 28 centimetri) minacciando i poliziotti del Nypd che hanno chiamato i rinforzi. A questo punto è scattato un surreale inseguimento lungo la Settima Avenue. Gli agenti con le pistole puntate camminavano circospetti, badando a non avvicinarsi troppo all’uomo che indietreggiava a passo lento, zigzagando sull’asfalto e girando attorno alle automobili parcheggiate lungo la strada.
GLI SPARI - Non è chiaro quanti colpi siano stati sparati per uccidere il fuggitivo. Il portavoce della polizia di New York non lo ha precisato anche se dai filmati si ascoltando una decina di detonazioni, esplose in rapida sequenza. «Ho sentiti molti spari – ha detto un testimone – ma non mi sono fermato a contarli. Ho pensato unicamente a ripararmi tra le auto perché ero terrorizzato». Un altro uomo ha urlato: «E’ stata un’uccisione senza giustificazione».
TERREMOTO IN IRAN OLTRE 300 VITTIME
La terra ha tremato con violenza in Iran. Due forti scosse di magnitudo 6,3 e 5,2 ha gettato nel panico la popolazione di Tabriz, città di un milione e mezzo di abitanti nel nord-ovest dell'Iran. Il terremoto è avvenuto alle 14.30 ore italiane e nella notte tra sabato e domenica già si contano 250 morti e 2.000 feriti. Quattro villaggi sono stati rasi al suolo, mentre almeno altri 60 risultano gravemente danneggiati, presentando tra il 50 e l'80 per cento di edifici distrutti. Lo ha detto alla tv di Stato Khalil Saei, capo della commissione di crisi locale, la protezione civile iraniana.La provincia iraniana dell'Azerbaijan orientale si trova su una faglia sismica ed è un'area quotidianamente colpita dai terremoti, anche se generalmente le scosse sono di entità trascurabiEPICENTRO - Il sisma ha avuto come epicentro una zona a una sessantina di chilometri da Tabriz, a dieci chilometri di profondità. La prima scossa si è verificata a 48 km a nord di Tabriz e la seconda a 32 km dallo stesso punto. Ad amplificare l'effetto delle due scosse è stata la bassa profondità dell'ipocentro individuato ad appena 10 km. La città devastata è patrimonio mondiale dell'Unesco e vi venne girato "Il deserto dei tartari" nel 1976 dal romanzo di Dino Buzzati. le.
TENTA DI RECUPERARE IL CANE SUI BINARI MA VIENE TRAVOLTA DA UN TRENO
Una ragazza rumena di circa 30 anni e' stata travolta da un treno in corsa ad Ardore, nel reggino. Stava attraversando le rotaie della ferrovia quando il suo cane le e' scappato di mano. La ragazza ha tentato di recuperarlo, senza accorgersi del treno che giungeva alle sue spalle. E che l'ha investita in pieno. Il convoglio e' rimasto ferma poi per quasi tre ore e con i tanti pendolari costretti a rimanere sotto il sole cocente in attesa di qualche aiuto. L'episodio e' avvenuto ieri, ma lo si e' appreso soltanto oggi. Le condizioni della ragazza, ricoverata al reparto di rianimazione dell'ospedale di Locri, sono gravissime.
PERDE IL SELLINO PRIMA DELL'ARRIVO MA CONQUISTA LO STESSO LA MEDAGLIA DI BRONZO BIKER REGINO ALLE OLIMPIADI
Marco Aurelio Fontana, classe 1984, nato a Giussano (MB) ma originario di Annà di Melito Porto Salvo (RC) da parte di padre, ha vinto il bronzo
nella finale olimpica di mountain bike. Questo, nonostante le circostanze imprevedibili e sfortunate per il biker italiano.
Ad un giro dalla fine, infatti, durante la fuga a tre con altri due ciclisti, Fontana ha inspiegabilmente perso il sellino della propria mountain bike. C’è da dire che il biker reggino aveva sempre mantenuto durante la gara la testa della corsa. Già a meta percorso, infatti, i tre ciclocrossisti saliti poi sul podio, tra cui Fontana, avevano staccato agevolmente gli altri corridori. Al penultimo giro, addirittura, Fontana era passato in testa.
Poi l’imprevisto: il sellino vola via.
Fontana perde contatto con la testa della corsa, ma resiste magistralmente al ritorno dei biker alle spalle.
E’ bronzo. Con un piccolo rammarico, forse, per non aver potuto combattere in condizioni ottimali alla fine della corsa ed aggiudicarsi una medaglia più pregiata.
Ma va bene così. Dopo Rosalba Forciniti, la Calabria porta a casa la seconda medaglia alle Olimpiadi di Londra 2012. Nonostante i natali confinati in Lombardia, infatti, Fontana si sente al 100% calabrese. Si vada a vedere il suo sito personale alla voce ‘nazionalità’. Quale? Italo-calabrese.
TAMPONAMENTO A CATENA SULLA A3
Un tamponamento tra cinque automobili si e' verificato sul tratto calabrese dell'autostrada A3, nei pressi dello svincolo di Campotenese. L'incidente stradale ha provocato solamente danni ai mezzi.
Da stamane traffico intenso senza particolari disagi viene segnalato sulle strade statali e su tutto il tratto dell'Autostrada Salerno - Reggio Calabria. Agli imbarchi di Villa San Giovanni per la Sicilia, dopo la giornata intensa di ieri, non ci sono tempi d'attesa.
sabato 11 agosto 2012
ATTACCHI VIRUS PER ANDROID E BLACKBERRY
I possessori di Blackberry e cellulari Android devono stare attenti: secondo la compagnia di sicurezza informatica Kaspersky Labs potrebbe essere in atto un attacco di hacker contro i dispositivi. Lo afferma uno degli analisti dell'azienda, secondo cui sono state trovate 5 nuove versioni di un malware diretto proprio a questi smartphone.
Il programma utilizzato per gli attacchi e' Zitmo, versione per dispositivi mobili del noto Zeus per pc.
BAMBINA DI UN ANNO MORTA, SOSPETTA MENINGITE
Caso di sospetta meningite in Calabria. Un bambina di un anno e' morta nell'ospedale di Polistena dopo essere stata ricoverata per febbre alta e vomito. I medici ipotizzano che la bambina fosse affetta da meningite ed hanno segnalato il caso alla Polizia che, a sua volta, ha inviato un'informativa alla Procura di Palmi. Il pm di turno, Giulia Masci, ha disposto l'autopsia per accertare se la morte della bambina sia da attribuire effettivamente a meningite.
USTICA AUTO IN MARE, MUOIONO DUE 14ENNI
Trappola mortale in mare per una 'bravata'. E così a Ustica, l'isola delle vacanze a largo di Palermo, 1.300 anime, intorno alle 22 di ieri, si è consumata una tragedia. Due ragazzini di 14 anni si sono impossessati di un'auto parcheggiata vicino al molo dove attraccano gli aliscafi, e per inesperienza o per una manovra sbagliata, forse in retromarcia, sono finiti in mare. A nulla sono valsi gli immediati soccorsi: i due ragazzini sono morti intrappolati nella Fiat Panda che si écapovolta sul fondo.
Erano nati lo stesso anno, il '98, e separati da pochi mesi di distanza i due ragazzini, uno, di origini tunisine, usticese di nascita, Sta Fedi, 14 anni appena compiuti il 25 giugno, e l'altro, Bartolomeo Licciardi, che avrebbe compiuto gli anni il prossimo 27 agosto. La piccola comunità è "incredula e sgomenta". Il sindaco, Aldo Messina, ha dichiarato lutto cittadino e dei genitori dei due ragazzini dice: "Il loro è il nostro lutto".
Le famiglie sono "conosciute e molto apprezzate" in paese. I papà sono un impiegato comunale e un falegname. Ora intorno a loro e ai familiari si è stretta tutta la cittadinanza. L'auto sembra avesse le chiavi inserite nel cruscotto. Una usanza che però a Ustica, ma anche in altre isole minori italiane, è una pratica considerata "comune", dettata dall' amicizia e dalla tranquillità delle persone e del posto. La procura di Palermo ha aperto un'indagine. Sui corpi, su cui non verrà fatta l'autopsia perché le cause della morte sono chiare, sono stati fatti prelievi di sangue per accertare eventuali assunzioni di stupefacenti.
Lunedì arriveranno a Palermo i campioni che verranno affidati al professore Paolo Procaccianti, responsabile di medicina legale del Policlinico. Dalle prime indagini non sembra ci siano stati ritardi nei soccorsi che, anzi, sarebbero stati tempestivi. Il pm Renza Cescon e l'aggiunto Maurizio Scalia, che coordinano l' indagine, escludono dunque l'ipotesi di omicidio colposo. Il reato ipotizzato è istigazione al suicidio a carico di ignoti, un'ipotesi solo formale che consente ai magistrati di svolgere gli accertamenti tecnici e di sentire i testimoni. Ancora prematuro pensare a un accertamento di responsabilità a carico dei genitori delle vittime per omessa vigilanza di minori. Concitati i momenti del recupero dei corpi.
A estrarli Fabrizio Catalano, 27 anni di Palermo, istruttore subacqueo, e uno dei titolari del Barracuda Diving Ustica, che, di ritorno con il suo gruppo dopo una immersione notturna, ha dirottato il suo gommone sul luogo della tragedia. "L'auto era sottosopra con il cofano verso il basso e il portabagagli verso l'alto e il lato del passeggero era ridossato alla banchina". Nell'auto, secondo il racconto del subacqueo, non c'era traccia di alcolici. I genitori di Sta Fedi hanno espresso la volontà di riportarlo in Tunisia. Domani si svolgeranno i funerali di Bartolomeo.
SVIENE, FINISCE NEL CONGELATORE E MUORE
E' morto all'ospedale di Treviso Roberto Barina, operaio di 32 anni di Vedelago (Treviso), che ieri aveva perso i sensi sopra un nastro trasportatore dell'azienda alimentare in cui lavorava finendo, assieme al cibo da congelare, all'interno dell'impianto di refrigerazione.
A scoprire quanto era accaduto sono stati i colleghi di lavoro i quali sono riusciti ad estrarlo dal vano ma solo dopo alcuni minuti di permanenza in un ambiente a varie decine di gradi sotto zero.
Il giovane, dopo i tentativi di rianimazione dei sanitari del Suem 118, aveva ripreso a manifestare segni di vita ed era stato trasportato all'ospedale di Treviso. La sindrome da assideramento, pero', e' risultata troppo grave e Barina ha cessato di vivere questa mattina. Le cause dell'accaduto saranno accertate dall'autopsia.
La tragedia e' maturata nei locali di lavorazione dell'azienda "Surgenuin", un laboratorio alimentare nella frazione di Vallà. Quando il giovane si e' accasciato sul nastro che trasporta i cibi preconfezionati nei reparti di refrigerazione non c'erano persone presenti. Questo, al momento, non ha consentito di stabilire con certezza quanto Barina sia rimasto all'interno del frigorifero - un tunnel piuttosto angusto che fa da primo stadio alla catena di surgelamento - prima di essere scoperto ed estratto dal vano dell'impianto di refrigerazione. Operazione per la quale erano in un primo tempo stati chiamati i vigili del fuoco, ma che si era risolta prima del loro arrivo grazie all'intervento dei colleghi dell'infortunato.
Secondo quanto si è appreso, lo Spisal, autorità alla quale la Procura della Repubblica ha affidato l'indagine sull' accaduto, non ha notificato ai titolari dell'azienda alcun provvedimento di sequestro dei locali o delle apparecchiature. Gli accertamenti dovranno stabilire sul piano medico quali sono state le ragioni del malore che ha colpito l'operaio e probabilmente cercare di capire se ci possano essere o meno possibili correlazioni con l'ambiente in cui stava lavorando.
MORTO CARLO RAMBALDI IL CREATORE DI E.T. E KING KONG
Carlo Rambaldi è stato soprattutto un artista e un artigiano, uno che aveva vinto tre Oscar, ma non si vantava affatto e odiava, su tutti, il computer. Una vera e propria contraddizione. "Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti. Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa" diceva a chi gli chiedeva del suo lavoro. Ottantasei anni, Rambaldi il grande creatore di effetti speciali morto a Lamezia Terme (Catanzaro), dove viveva da dieci anni, era nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda (Ferrara). Tra i numerosi altri film a cui ha collaborato, oltre ai tre per i quali aveva ricevuto l'Oscar ('King Kong' di John Guillermin, 'Alien' di Ridley Scott ed 'E.T. l'extra-terrestré di Steven Spielberg) ci sono anche 'Incontri ravvicinati del terzo tipo' (1977) sempre di Spielberg, e 'Dune' (1984) di David Lynch. Sull'odio dell'artista per il digitale, Rambaldi che è stato il rappresentante di quell'Italia artigiana del cinema che non ha mai mancato di vincere agli Oscar più di ogni altra categoria del nostro cinema, diceva ancora: "il digitale costa circa otto volte più della meccatronica. E.T. è costato un milione di dollari, l'abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa 120 inquadrature. Se noi volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci
CALCIOSCOMMESSE, 10 MESI DI STOP PER CONTE
La lunga attesa per le sentenze della Commissione Disciplinare nel processo al Calcioscommesse è finita. Gli 'spifferi' della camera di consiglio avevano già anticipato tutto; mancava soltanto l'ufficialità che non ha fatto altro che confermare le indiscrezioni dei giorni scorsi: la Juventus perde il tecnico Antonio Conte e il suo vice, Angelo Alessio, squalificati rispettivamente 10 e 8 mesi, ma potrà contare ancora su Leonardo Bonucci e Simone Pepe, prosciolti da ogni accusa; così come l'ex capitano del Bologna, Marco Di Vaio, i granata Giuseppe Vives e Salvatore Masiello, il portiere della Sampdoria Daniele Padelli e l'Udinese. Nelle 24 condanne decretate dall'organo presieduto da Sergio Artico, spiccano poi le esclusioni dal campionato di Serie B di Lecce (più ammenda di 30mila euro) e Grosseto e, di fatto, la loro retrocessione in Lega Pro; con l'inibizione di 5 anni dell'ex presidente salentino Pierandrea Semeraro e del patron grossetano Piero Camilli. A loro le pene più dure; ai loro tifosi la delusione di dover lasciare il campionato cadetto senza neppure disputare una partita di una stagione che il presidente di Lega B, Andrea Abodi, ha assicurato partirà regolarmente il 25 agosto. Tra gli avvocati e i tesserati festanti e quelli, invece, pronti a dare battaglia in ogni grado di giudizio, ha però fatto rumore il silenzio del condannato più famoso: Antonio Conte. La squalifica è già esecutiva e gli impedisce di dire la sua alla vigilia della Supercoppa Italiana con il Napoli. La società ha espresso a lui e Alessio "pieno sostegno", "nell' auspicio che i prossimi gradi di giudizio possano infine permettere alla loro innocenza di emergere appieno". Alla nota sul sito ufficiale si aggiungono poi le
MORTI TRE ALPINISTI SUL MONTE CRIDOLA
Una ascensione di routine da fare in scioltezza per allenarsi e preparare il più giovane di loro alla carriera di soccorritore. Ma il probabile cedimento dei chiodi di sosta ha provocato la morte di tre alpinisti. Vittime dell'ennesimo incidente in montagna non degli sprovveduti ma tre uomini preparati ed esperti del soccorso alpino di Belluno precipitati al suolo mentre percorrevano la via Dino e Maria sul Cridola.
A 'cadere' sono stati Andrea Zanon, 38 anni, di Chies d'Alpago (Belluno) di professione falegname, Maudi De March, 36 anni, di Chies d'Alpago insegnante, e David Cecchin, giovane aspirante del Soccorso alpino di 28 anni residente a Belluno che si era da poco laureato. I tre erano partiti per salire sul Cridola lungo la via Dino e Maria, dallo sviluppo di 250 metri che sale lungo un colatoio. La difficoltà era, per loro, del tutto banale trattandosi di un 4/o-5/o grado inferiore, e probabilmente era stata scelta per allenarsi da una parte, ma anche per 'temprare' il più giovane di loro quell"aspiranté che a breve sarebbe diventato soccorritore a tutti gli effetti.
I tre, secondo le prime informazioni fornite dallo stesso Soccorso alpino, sono precipitati dopo il primo o il secondo tiro di corda a nemmeno un centinaio di metri di salita. Secondo i soccorritori i tre in cordata avrebbero fatto - secondo prassi - una 'sosta' su un terrazzino ancorandosi ai chiodi ma si potrebbe essere verificato un cedimento degli stessi che li ha fatti precipitare. Proprio la loro dimestichezza con la montagna li avrebbe dovuti far tornare a casa presto ed è stato il loro silenzio a far scattare l'allarme. I colleghi del Soccorso alpino, con l'ausilio dell'elicottero del Suem 118 di Pieve di Cadore (Belluno), hanno così sorvolato la zona scoprendo l'accaduto.
Agli stessi uomini del Soccorso alpino è toccato il gravoso compito di recuperare le salme dei colleghi per portarle nella cella mortuaria di Domegge di Cadore da dove saranno trasferiti - molto probabilmente - a Belluno dove verrà allestita la camera ardente prima dei funerali. E' un bollettino tragico quello che riguarda le vite spezzate tra gli uomini del Soccorso alpino di Belluno che porta a nove le vittime tra le loro fila in soli tre anni. Fatale il mese di agosto. Dopo quelli di oggi, a morire, nel 2009, sono stati quattro esperti e nel 2011 altri due; tutti caduti per salvare la vita altrui in montagna o mentre stavano prepararsi a farlo.
DOPO DUE ANNI DI DUCATI ECCO LA NOTIZIA CHE MOLTI ASPETTAVANO: VALENTINO ROSSI TORNA IN YAMAHA
Un ritorno che in molti aspettavano, quello di Valentino Rossi alla Yamaha.
Dopo due anni in sella alla Ducati, il nove volte campione del mondo non ha ripetuto il miracolo che nel 2004 gli era riuscito proprio con la moto con i tre diapason. La capricciosa e bizzarra Desmosedici ha avuto un solo vero 'amante', l'australiano Casey Stoner, l'unico in grado di portarla in alto, al titolo iridato nel 2007. Poi, più niente. Rossi e la Ducati, nonostante la voglia di far bene, non hanno mai fatto squadra, mentre con la Yamaha fu amore vero. In sei stagioni, dal 2004 al 2010, infatti, il pesarese e la giapponese hanno scritto la storia: 46 vittorie e quattro titoli mondiali (2004, 2005, 2008 e 2009). Con la Ducati sono arrivati due podi, sempre e solo in Francia con il bagnato, e tante delusioni. Rossi, dunque, ha scelto di tornare lì dove ha avuto le soddisfazioni migliori, anche se non è mai una sicurezza ripercorrere i propri passi.
Dal celebrato matrimonio del secolo con la Ducati alla 'minestra riscaldata' con la Yamaha, forse si tratta di un'impresa disperata, ma comunque necessaria. Dopo due anni di disastri con la 'rossa', la carriera di Rossi deve tornare a essere quella che è sempre stata: ricca di successi, trionfi, titoli iridati. Ma stavolta non sarà così facile come nel recente passato.
Nel box della casa nipponica, Rossi ritroverà Jorge Lorenzo. Il maiorchino, che in MotoGp è cresciuto all'ombra del 'Dottore', prendendone il posto dopo il 2010, è maturato tanto. Tantissimo. Oggi è il leader della MotoGp, con 285 punti iridati è primo nella classifica davanti a Casey Stoner ( lontanissimo con 182 punti) e vanta un ruolino di marcia impressionante, con cinque vittorie e tre secondi posti (ma c'é anche una caduta, quella in Olanda, causata da un errore di Bautista). Rossi, quindi, stavolta sarà gregario e dovrà ricominciare da garzone nella stessa bottega dove di fatto comandava lui. Paradossi della vita, scherzi del destino.
Ma il carattere di Valentino è abbastanza forte per vincere almeno questa di sfida, mentre quella della Ducati è ormai definitivamente persa, ma non per sua esclusiva responsabilità. Quello che nessuno ha mal messo in discussione è il valore di Valentino: con la 'rossa' però non ha funzionato l'insieme, cosa che in Yamaha non è invece mai accaduta. Sin dal suo arrivo nel 2004 alla casa nipponica, Rossi è diventato subito un riferimento, soprattutto dell'allora capo del reparto corse, Masao Furusawa, che oggi però è in pensione. In questo momento, dunque, la sola cosa che il 'Dottore' dovrebbe conoscere in Yamaha è la moto, quella M1 che, nonostante il cambio di cilindrata (da 800 a mille), non è poi cambiata molto da come era stata lasciata due anni fa. Tutto il resto sarà una sfida, dalla convivenza nell'ombra di Lorenzo - che sarà la prima guida questa volta - al fatto di dover ritrovare la velocità di un tempo, persa per forza, in due anni di tribolazioni con la Ducati.
L'arrivo di Valentino in Yamaha rappresenta, infine, l'antidoto alla perdita di fascino del motociclismo sportivo, dopo i due anni di oblio del fenomeno di Tavullia. Da quando Rossi ha scelto la Ducati, infatti, gli ascolti in tv sono precipitati, così come le vendite delle maximoto, già affossate dalla crisi, che hanno subito un'ulteriore flessione. Rossi, quindi, non avrà solo gli occhi puntati addosso il prossimo 13 e 14 novembre, nei primi test sulla pista di Valencia, per verificare la bontà della propria scelta; ma in quella occasione si tasterà anche il polso di un intero settore che dipende ancora molto dalle gesta di un campione vero come Valentino Rossi.
mercoledì 8 agosto 2012
SCHWAZER, NON VEDO L'ORA CHE TUTTO FINISSE
''Alla fine dello scorso anno, dopo tre anni molto difficili e travagliati, non sono stato piu' capace di dire no al doping'': cosi' Alex Schwazer ha parlato in conferenza stampa a Bolzano. ''Quando il 30 luglio si sono presentati a casa mia per i controlli non avevo la forza di chiedere a mia madre di dire che non ero a casa. Avrei potuto farlo, ma non vedevo l'ora che tutto finisse'', ha aggiunto, con voce rotta dal pianto. "Per me non è stato facile dire a Carolina (Kostner, ndr.) che in frigo non c'erano vitamine B12, ma epo. Mi vergogno tanto. Carolina non sapeva niente", ha aggiunto in lacrime. Parlando di Carolina, Alex ha rivelato altri particolari sul suo stato psicologico nei mesi recenti. "Avevo la nausea della marcia, non ne potevo più degli allenamenti. Alla mia fidanzata piace il pattinaggio, io faccio marcia perché sono bravo, ma non ho piacere a faticare. La differenza tra il mio rapporto con lo sport e quello di Carolina è questo". "So che alle Olimpiadi non sarei andato, perché non ce l'avrei fatta psicologicamente", ha confessato. SCHWAZER, DOMANI RESTITUISCO TESSERA E PISTOLA CC - "Domani vado a Bologna perché devo restituire il tesserino e la pistola dei Carabinieri". Lo ha detto Alex Schwazer, che ha espresso parole di elogio per il gruppo sportivo dei Carabinieri. "Se non ci fosse stata l'Arma non avrei potuto fare questo sport a livello professionale", ha aggiunto Schwazer. SCHWAZER, HO AGITO DA SOLO, EPO ACQUISTATO IN TURCHIA - "Sono andato in Turchia per comperare l'Epo. Ho fatto tutto da solo, sono partito con 1.500 euro e ho acquistato il prodotto in una farmacia". Così Alex Schwazer ha spiegato come si è
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