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martedì 14 agosto 2012
SPARATORIA VICINO ATENEO: NEL TEXAS 3 MORTI
Appena una settimana fa, il presidente Barack Obama aveva ammesso che "sparatorie" sanguinose "stanno accadendo con troppa regolarità". Oggi, quasi a confermare le sue parole arriva l'ennesimo atto di violenza nei pressi di una università, questa volta in Texas, dove un uomo ha aperto il fuoco con un'arma automatica: Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno tre morti, tra cui un agente di polizia e l'uomo che stesso che per primo ha sparato, e quattro o cinque feriti. Secondo quanto è stato finora reso noto, erano quasi le 12:30 (19:30 italiane) quando un uomo ha iniziato a sparare da una finestra di una casa a un isolato dal campus della Texas A&M University di College Station, una cittadina a circa 150 km da Houston. Rapidamente sono arrivati sul posto alcuni agenti di polizia, e uno di essi è poi rimasto ucciso.
Allo stesso tempo, l'ateneo diffondeva l'allarme dal suo sito web, e 15 minuti dopo, citando la polizia locale, riferiva che l'uomo che ha aperto il fuoco era stato messo "sotto custodia" delle forze di sicurezza. Col passare del tempo si è poi appreso che tra i feriti ci sono anche altri tre agenti di polizia e una donna, che è stata sottoposta a intervento chirurgico. Sembra che l'uomo che ha aperto il fuoco, che a sua volta è poi stato ferito dalla polizia ed è poi morto in ospedale, avesse nel mirino proprio l'agente che è rimasto ucciso, Brian Bachmann, per motivi ancora oscuri. Citato dal New York Times, un veterano della guerra in Afghanistan, Rigo Cisneros, che abita lì vicino, ha riferito che la sparatoria è andata avanti per alcuni minuti. Dopo diversi colpi, "mi sono messo al riparo e ho potuto vedere che c'era un agente a terra" ha raccontato, aggiungendo che l'uomo che ha aperto il fuoco aveva apparentemente un fucile d'assalto, forse un M4 o un M16. Finita la sparatoria, il vicino si è avvicinato e ha potuto vedere che l'agente ucciso era stato colpito più volte al torace, mentre un altro agente aveva ferite più leggere.
"Il sospetto" aveva a sua volte ferite alle gambe e nella parte alta del torace, ma era cosciente e chiedeva perdono per aver ucciso l'agente. Anche due passanti sono rimasti feriti, ha aggiunto ancora Cisneros, che in Afghanistan è stato ufficiale medico. Poi, fonti della stampa locale hanno riferito di aver appreso dalla polizia che "il sospetto" è morto dopo il ricovero. Nelle prime concitate fasi una portavoce della Texas A&M University, Sherylon Carroll, ha affermato di non essere in grado di confermare o smentire se tra i feriti ci fossero anche degli studenti, ma ha però sottolineato che l'anno accademico non è ancora cominciato e non riprenderà prima del 27 agosto. Come a dire, poteva andare peggio.
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14 agosto, 09:50 Ritorna alla news
DA PHELPS A IDEM, QUELLI CHE A RIO NON CI SARANNO
Abituarsi all'idea di non vederli tra i protagonisti della prossima Olimpiade, tra quattro anni a Rio de Janeiro, non sarà facile. Campioni come Michael Phelps, Aleksandr Vinokourov o Josefa Idem, solo per citarne alcuni, abituati a salire alla ribalta quando le Olimpiadi irrompono nelle case e il calcio non è più l'unica religione da idolatrare, a Rio non ci saranno. La loro avventura olimpica è finita a Londra: e in qualche caso anche la carriera. Nessun ripensamento per Michael Phelps che lascia sul più bello dopo aver raggiunto il record di medaglie olimpiche: 22, di cui 18 d'oro. Dopo tanti anni, al nuotatore americano le piscine vanno strette: meglio l'Oceano dove nuotare con gli squali bianchi o i green su cui divertirsi col golf.
Intanto strizza l'occhio pure al grande schermo: c'é già chi lo vuole per vestire i panni di Tarzan. "Ho fatto, posso appendere la tuta e dire che ho ottenuto tutto quello che volevo" l'epitaffio con cui consegna alla storia una carriera da leggenda vivente. A Rio non ci sarà neanche il kazako Alexander Vinokourov, vincitore a 38 anni della prova in linea di ciclismo.
La gara di Londra doveva essere l'ultima per lui, ma il ciclista che già più volte ha annunciato il suo ritiro salvo ripensarci, ha già fatto una deroga per la classica di San Sebastian del 14 agosto. Vederlo a Rio, tuttavia, sarebbe una sorpresa. Sempre nel ciclismo, ma su pista, dice basta Chris Hoy, l'atleta britannico più medagliato di sempre con sei ori.
Nel tennis per Roger Federer questa Olimpiade era la grande occasione per completare una carriera da favola col titolo olimpico. Che però non è arrivato. Difficile pronosticare se a Rio, dove avrebbe 35 anni, ci sarà. Dubbi anche sulla presenza di Kobe Bryant nella nazionale Usa di basket.
Nel 2016 avrà 38 anni, e poi ha già realizzato il sogno di vincere due ori ai Giochi come Michael Jordan. In chiave azzurra, a 48 anni Josefa Idem ha detto basta. La canoista a Londra è uscita di scena con un quinto posto che vale come una medaglia prenotando un posto per Rio, ma solo come commentatrice.
Conteggiando anche le due edizioni dei giochi alle quali ha partecipato sotto i colori della bandiera tedesca, spetta a lei il record di partecipazioni a un'Olimpiade per un atleta italiano: otto volte. Non ci sarà un'altra irriducibile delle Olimpiadi, la regina della vela azzurra Alessandra Sensini. La campionessa di windsurf, a 42 anni, non ha ancora sciolto i dubbi sul suo futuro rimandando ogni decisione a dopo le vacanze. Ma se anche continua, per lei i Giochi resteranno una chimera: la sua gara a Rio verrà sostituita dal kitesurf. Disco rosso per motivi di anagrafe anche per il triplista Fabrizio Donato, brillante bronzo a Londra, e per il pugile Roberto Cammarelle, che ha già detto no a Rio 2016, quando avrebbe 36 anni. Così come quasi sicuramente non ci sarà Antonietta Di Martino nell'alto, sfortunata nel dover rinunciare a questa edizione dei Giochi per un infortunio.
Olimpiadi a rischio anche per il 36 enne Alessio Sartori, argento nel due di coppia del canottaggio e per Vanessa Ferrari, che di anni a Rio ne avrebbe 26, tanti per una disciplina logorante come la ginnastica. Andrà rifondata la squadra di pallavolo che ha conquistato il bronzo: difficile tra quattro anni rivedere i senatori Fei (34 anni), Mastrangelo (37) e Samuele Papi (39). Nella scherma ha chiuso in bellezza la carriera con il bronzo nella sciabola a squadre Gigi Tarantino, che ora vuole fare il tecnico. Ma l'interrogativo maggiore riguarda un'altra grande protagonista dello sport azzurro, Federica Pellegrini. La nuotatrice veneziana è stata la grande delusione di queste Olimpiadi: chissà se avrà voglia di cercare il riscatto in Brasile.
LA BANDIERA OLIMPICA GIUNTA A RIO PER I GIOCHI DEL 2016
RIO DE JANEIRO - La bandiera olimpica è giunta da Londra a Rio de Janeiro, la città che ospiterà i Giochi del 2016. E' stato il sindaco della città carioca, Eduardo Paes, alla discesa dall'aereo, a portare il vessillo, che gli era stato consegnato domenica dal primo cittadino di Londra, Boris Johnson, tramite il presidente del Cio Jacques Rogge, al termine della cerimonia di chiusura dei Giochi 2012. Oggi la bandiera con i cinque cerchi volerà a Brasilia per la cerimonia ufficiale di accoglienza. CHIUSURA TRIONFALE ADESSO INCOGNITA CONTI LONDRA - Alla fine è andato tutto bene: logistica, sicurezza, glamour, partecipazione emotiva, la Tube di cui tutti dubitavano che ha tenuto all'impatto di 60 milioni di passeggeri, più della popolazione dell'Italia, le 29 medaglie d'oro: la Gran Bretagna esce da Londra 2012 all'insegna dei 'Momenti di Gloria' degli ultimi 17 giorni, cominciati con il tuffo della Regina-Bond Girl sullo stadio e conclusi con il passaggio del testimone a Rio 2016 e a una nuova generazione di sudditi di Sua Maestà contagiati dal carisma degli atleti e pronti ad abbandonare il sofà e abbracciare uno sport. Perfino la criminalità è calata del 5 per cento, ha detto un euforico Boris Johnson glissando elegantemente sul fatto che l'anno scorso, nei giorni delle Olimpiadi, Londra era stata messa a ferro e fuoco dai riots. Ieri il sindaco ha ballato assieme a David Cameron durante l'elettrizzante performance delle Spice Girls, ma intanto Boris spera di capitalizzare sul successo olimpico per sfrattare l'ex compagno di Eton da Downing Street: potrebbe non essere così facile in realtà, dal momento che il 'bounce' olimpico per lui è stato inferiore al previsto. Pazienza per Johnson e pazienza per tutti: ci vorrà una generazione per vedere gli effetti pratici dei Giochi sulla 'rigenerazione' dell'area attorno al Parco Olimpico a dispetto dei massicci investimenti. "Sono i ragazzini che oggi hanno tra sette e dieci anni i beneficiari di tutto questo", ha detto al Financial Times Daniel Moylan, il capo della London Legacy Development Corporation che ha la proprietà dell'area. Un po' una doccia fredda a dispetto del trionfalismo delle ultime ore: "Sono stati i
TERREMOTI: FORTE SCOSSA DI MAGNITUDO 7.3 TRA RUSSIA E GIAPPONE
Un forte sisma di magnitudo 7.3 è stato registrato a nord del Giappone alle 12.01 locali (le 5.01 in Italia), con epicentro nella parte meridionale del mare di Okhotsk, tra Hokkaido e l'isola russa di Sakhalin, e ipocentro a 590 km di prodonfità. Lo rende noto la Japan Meteorological Agency (Jma) che ha escluso l'allarme tsunami.
La scossa, di magnitudo 7.5 nella misurazione fornita dalla U.S. Geological Survey, è stata però avvertita chiaramente, quanto alla parte giapponese, nelle isole di Hokkaido e Honshu, fino alla capitale Tokyo. L'intensità, ha spiegato la Jma, è stata rilevata al livello 3 sulla scala massima nipponica di 7. Secondo i media giapponesi, infine, non risultano esserci al momento danni a persone o cose.
lunedì 13 agosto 2012
BOLT, PHELPS,VEZZALI: QUANTI EROI A 5 CERCHI
Bolt e Phelps, ma anche Boris Jhonson e Chris Hoy. Giochi da protagonisti assoluti, vincenti sul campo o anche fuori, idoli locali o simboli mondiali dello sport. Londra saluta le Olimpiadi e lascia in eredità all'immaginario collettivo una galleria di eroi.
Usain Bolt e Michael Phelps. Come già a Pechino 2008 sono stati loro i protagonisti sportivi di questa Olimpiade. Sono passati quattro anni, ma il tempo non ha cancellato il loro talento nella corsa veloce ed in piscina, e Londra li consacra come miti 'scolpiti' nel ricordo dei Giochi che la capitale britannica ha ospitato per la terza volta. Anche questo è un record, e ha il volto dell'onnipresente sindaco londinese Boris Johnson, capace di sconfiggere ogni scetticismo. Come ha fatto in pista il fenomenale giamaicano, il primo a fare la tripletta 100-200-4X100 in due edizioni consecutive. Un'impresa sportiva anche quella di Phelps, il più medagliato di sempre: ha raggiunto l'incredibile numero di 22, di cui 18 d'oro. Un primato che sembra destinato a resistere a lungo, visto che nel nuoto ha ritmi sempre più veloci il ricambio generazionale dei campioni. Limitando il discorso a Londra 2012, Phelps è andato sul podio per 6 volte in 7 prove, e 3 sono stati gli ori. E proprio 3 ori, più un record del mondo in staffetta, sono stati il bottino di Bolt, ormai una leggenda dell'atletica. Anche il presidente del Cio alla fine si è dovuto arrendere, e ammetterlo, dopo averlo collocato dopo Lewis. Bolt ha risposto che a Rio ci sarà, e se avrà ancora voglia di stupire cambierà anche specialità (i 400 o il lungo), altrimenti concederà un ultimo sprint. Basta che conservi, oltre al talento puro, la simpatia che lo ha reso eroe planetario e la capacità di farsi trovare pronto al momento giusto.
Restando all'atletica, ha fatto la storia di Londra 2012 la splendida corsa negli 800 del fenomeno Masai David Rudisha, che aveva promesso a Sebastian Coe, suo mentore e capo-organizzatore dell'Olimpiade, vittoria e primato del mondo. Ha mantenuto la parola dando vita alla più bella gara di sempre nel doppio giro di pista. Rimarrà impressa anche l'immagine del secondo arrivato, perché la felicità del 18enne del Botswana Nijel Amos è stata talmente tanta che alla fine ha collassato ed è stato portato via in barella.
Il pubblico di casa è impazzito per le imprese della regina dell'eptathlon Jessica Ennis e di Mo Farah, capace di vincere 5000 e 10.000 a spese dei fenomeni del Kenya e dell'Etiopia. La sua capacità di corsa e di sprintare nel finale ha fatto la differenza. Applausi da record anche per Oscar Pistorius, campione paralimpico che ha vinto comunque. La staffetta del Sudafrica non è andata sul podio della 4X400, come ai Mondiali di Daegu, ma Pistorius è stato da Oscar regalando una speranza a tanti come lui ed infrangendo barriere che sembravano insormontabili.
Gloria anche al Dream Team, ma quello del fioretto azzurro. Valentina Vezzali che urla per la sua quinta Olimpiade d'oro rimane nella memoria, ma stavolta è solo un pezzo di storia: la campionessa di Jesi ha fatto da coprotagonista nella gara individuale (oro con Di Francisca, argento con Errigo, bronzo per lei) e ha partecipato all'oro a squadra, poi bissata anche dagli uomini. E che dire di Brad Wiggins e Chris Hoy, signori della bicicletta su strada e pista? Il primo, reduce dal trionfo nel Tour, ha vinto il suo quarto oro olimpico e il primo su strada (nella cronometro) dopo i tre nei velodromi di Atlanta e Pechino; il secondo si è imposto a Londra nel keirin e nella velocità a squadre portando a 6 il totale dei suoi titoli olimpici. Essendo già in possesso del titolo di Sir, viene da chiedersi di cos'altro potranno insignirlo. Leggenda è diventato anche il velista Ben Ainslie, il primo nel suo sport a vincere medaglie (4 ori e 1 bronzo) in cinque diverse edizioni delle Olimpiadi. E' anche Commodoro dell'Impero britannico.
Doppietta olimpica, e quattro ori in totale contando quelli delle precedenti edizioni, per Serena Williams che è piaciuta non solo per ciò che ha fatto in campo (compreso il doppio con la sorella Venus) ma anche per l'atteggiamento con cui ha affrontato l'Olimpiade: voleva assolutamente vincere, un po' come Roger Federer, che però ha dovuto inchinarsi alla voglia di riscatto a Wimbledon di Andy Murray. Anche lui, lo scozzese che non canterà mai 'God save the Queen', è un simbolo della riscoperta dell'orgoglio britannico e del miglior 'Team GB' di sempre.
In Casa Italia è momenti di gloria per Jessica Rossi, 99 colpi su 100, o Carlo Molfetta, calci d'oro nel taekwondo. Rispettivamente 20 e 28 anni, assicurano che a Rio ci saranno. Appuntamento a Copacabana.
LONDRA 2012 CHIUDE I BATTENTI ORA IL TESTIMONE PASSA A RIO 2016
Londra 2012 passa il testimone a Rio. Con il principe Harry sugli spalti, 80 mila nel pubblico e il gotha della musica britannica mischiato a 4.000 tra comparse e ballerini è arrivato il gran finale: il passaggio della bandiera a cinque cerchi dal sindaco Boris Johnson al collega brasiliano Eduardo Paes. Audience globale, un miliardo di spettatori per tre ore di spettacolo creato dal coreografo Kim Gavin. Gli atleti, protagonisti per 16 giorni, scendono in campo come in un happening, non in parata come detterebbe la tradizione. Portabandiera per l'Italia il canoista medaglia d'oro Daniele Molmenti, ma tocca a un eroe per caso che da anni incanta il Carnevale di Rio con la sua semplicità e la sua ironia, il samba-spazzino Renato Sorriso, il compito di cancellare le tracce delle Olimpiadi di Londra e guidare la carica dei sambisti negli otto minuti finali coreografati dal Brasile. Gran finale con i Who e 'My Generation', ma ad aprire la festa sono stati black cabs (i tradizionali taxi inglesi) ricoperti di pagine di giornali - sono in realtà citazioni di grande letteratura -, camion, motorini e pendolari: il Ponte di Waterloo la mattina all'ora di punta. Dalla cima del Big Ben Winston Churchill (Timothy Spall di Harry Potter) cita dalla Tempesta di Shakespeare ("l'Isola è piena di rumorì) e annuncia l'arrivo del presidente del Cio Jacques Rogge e di Harry: la Regina è rimasta a Balmoral, ma ha mandato un messaggio di lode agli atleti del Team Gb e del Commonwealth. La 'Sinfonia di 50 anni di musica britannica', con le Spice Girls che cantano Wannabe e Spice Up Your Life, risuona sullo sfondo dello skyline di una città che appartiene a tutto il mondo: Tower Bridge, London Eye, St. Paul, Battersea Power Station. E poi Jessie J e il rapper Tinie Tempah su una Rolls decappottabile bianca, Eric Idle, l'ex Monty Python con Always Look at the Bright Side of Life circondato da suore sui pattini, Annie Lennox su una nave spettrale, i Take That, Muse, FatBoy Slim e Brian May e Roger Taylor dei Queen. Secondo il governo britannico, i Giochi sono stati un affare, con utile netto di 4 miliardi di sterline, ma nello stadio ci si commuove per Imagine e John Lennon. Sfilano le top model 'storiche': Naomi, Kate, Stella. Poi il samba-spazzino. Con lui nel 'biglietto da visita' di Rio a Londra, la modella Alessandra Ambrosio, il rapper BNegao, 'O Rei' del calcio Pelé e oltre 250 ballerini volontari e musicisti, uniti in un grande "abbraccio multiculturale" che precede il momento simbolico dello spegnimento del braciere, i suoi 'petali' distribuiti ai 204 Paesi olimpici: il countdown per Rio 2016 è cominciato. L'ITALIA CHIUDE CON 28 PODI - Cinque medaglie azzurre nell'ultima giornata, con l'oro inseguito e svanito in due occasioni. L'Olimpiade dell'Italia si chiude così come si era aperta, tra un ping pong di emozioni, sorprese, polemiche e recriminazioni. Cinque volte sul podio ma senza cantar l'inno stavolta (alla prima giornata furono due i primi posti). I due argenti (pallanuoto e Cammarelle) e i tre bronzi (pallavolo, ritmica, Fontana in mountain bike) della chiusura fanno però salire l'Italia a
DALLA DIGA IL VOLO A 100KM/h
In volo da 24 metri. Tanto è alta la diga di Rochemolles in Piemonte. Un salto dal tetto di un palazzo di otto
Il volo spettacolare
piani e giù a una velocità di 100 chilometri orari. Il salto è per gli undici coraggiosi che hanno gareggiato per la Coppa del mondo di tuffi da grandi altezze che si è disputata nella diga Enel Green Power di Rochemolles (Bardonecchia). Ad aggiudicarsi il titolo è stato il tuffatore della Repubblica Ceca, Michal Navratil, seguito dall'inglese Gary Hunt e dal francese Laurent Fisher.
SPETTACOLO - Arriva in Italia la 25° edizione della Coppa del Mondo di tuffi dalle grandi altezze e fa tappa a Bardonecchia. Si tratta della categoria di tuffi più spettacolare in assoluto. La piattaforma di lancio può essere un ponte, un castello, una roccia, un terrazzo, una diga, una qualunque sporgenza a picco sull’acqua. Gli atleti si lanciano da una altezza che varia tra i 22 e i 27 metri. Lo specchio d’acqua sottostante deve avere una profondità minima tra i 4 e i 5 metri, a seconda della conformazione dei fondali.
HUNZIKER LANCIATA IN ARIA DURANTE SHOW TV CADE A TERRA
È finita con una leggera commozione cerebrale e una contusione all'osso sacro la disavventura della showgirl Michelle Hunziker, vittima di un incidente, domenica sera, durante la registrazione della puntata di un talent dell'emittente tedesca Rtl. «È stato doloroso, ma va tutto bene. Mi verranno un paio di lividi, ma in cambio il mal di testa passerà presto», ha voluto rassicurare la nota conduttrice dalle pagine del tabloid Bild. L'emittente ha diffuso solo qualche fermo immagine della violenta caduta che ha visto protagonista Hunziker, finita poi in ospedale per alcuni controlli precauzionali. Secondo quanto reso noto, al momento dell'incidente la showgirl di origini svizzere stava dondolando su un'altalena tenuta da un concorrente con i denti. L'uomo avrebbe però perso il controllo dell'attrazione, facendo volare la 35enne verso un angolo del palco, contro cui ha battuto violentemente la testa. Michelle Hunziker si era comunque subito rialzata, rassicurando il pubblico sulle proprie condizioni. L'ufficio stampa di Rtl ha confermato che la sequenza dell'incidente verrà trasmessa interamente, senza precisare la data della messa in onda.
LA SICILIA TREMA DUE VOLTE
Un terremoto di magnitudo 3.9 è avvenuto alle ore 09:30:52 italiane nel tratto di mare antistante la costa palermitana. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'Ingv nel distretto sismico del Tirreno meridionale. L'ipocentro del sisma, avvertito lievemente dalla popolazione di Palermo soprattutto ai piani alti dei palazzi, è avvenuto a 10 km di profondità. In precedenza, alle 5,23 un altro sisma di magnitudo 3.5 è stato localizzato a nord dell'arcipelago delle Eolie, nel distretto sismico del Tirreno Meridionale B.
AUSCHWITZ, SORPESO A RUBARE UN PEZZO DI FILO SPINATO: ARRESTATO
MILANO - Un milanese di 66 anni è stato fermato domenica pomeriggio all'aeroporto di Cracovia, nel sud della Polonia, perché trovato in possesso di un pezzo di filo spinato lungo 30 centimetri proveniente dal campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Ma non si trattava di un fanatico nazista, al contrario: soltanto di un figlio che ha nostalgia del padre morto in quel campo. Le autorità polacche, dopo aver ascoltato la sua commovente storia, hanno deciso di rimetterlo in libertà. Anche perché non ha violato il perimetro del museo. «L'uomo è stato fermato ieri sera. Ha spiegato agli agenti di aver voluto prendere un ricordo da Auschwitz perché suo padre morì in quel lager», ha spiegato un portavoce della polizia di Cracovia, Mariusz Ciarka.
NESSUN REATO - L'uomo «ha mostrato ai poliziotti il luogo da cui ha raccolto il pezzo di filo spinato - ha precisato Ciarka - Ha spiegato che non si trattava di un luogo protetto dal museo. Non c'è quindi reato». L'anno scorso c'era stato un caso simile: un cinquantenne francese era stato fermato all'aeroporto con due pezzi di filo spinato nel bagaglio a mano. Ad Auschwitz-Birkenau, campo di sterminio creato dai nazisti nella Polonia occupata, morirono un milione di ebrei, 75.000 polacchi non ebrei, 21.000 nomadi, 15.000 prigionieri di guerra sovietici e oltre 10.000 oppositori del regime nazista.
domenica 12 agosto 2012
CAMMARELLE IL SETTEBELLO CHIUDONO L'OLIMPIADE ITALIANA CON DUE MEDAGLIE D'ARGENTO
Roberto Cammarelle ha vinto la medaglia d'argento nei super massimi di boxe (+91 kg) alle Olimpiadi di Londra. L'azzurro e' stato battuto dal pugile di casa Anthony Joshua per la preferenza dei giudici dopo che il match si era chiuso in parita' 18-18 (6-5, 7-5, 5-8). I bronzi erano andati a Magomedrasul Medzhidov (Azerbaijan) e al kazako Ivan Dychko.L'Italia ha presentato ricorso, ma e' stato respinto. SETTEBELLO D'ARGENTO SI ARRENDE ALLA CROAZIA DI RUDIC Il Settebello si arrende alla Croazia del maestro Rudic e prende la medaglia d'argento nel torneo olimpico di pallanuoto maschile. E' finita per 8 a 6 per i croati, che in avvio avevano subito l'Italia di Sandro Campagna andando sotto per 0-2. Poi il recupero e, dopo una fase di equilibrio, la Croazia ha preso il largo, inseguita sempre a un paio di lunghezze, anche tre. L'atteso miracolo di ripetere l'oro olimpico del 1992 non c'e' stato, ma per l'Italia resta la grande soddisfazione di un argento conquistato dopo aver battuto compagini come la Spagna, l'Ungheria e la Serbia. MOUNTAIN BIKE: FONTANA TERZO Uno sfortunato Marco Aurelio Fontana nella mountain bike uomini: ha perso il sellino negli ultimi chilometri ed ha quindi dovuto pedalare alla 'bersagliera', impossibilitato a cambiare la bici. L'incidente e' avvenuto quando Fontana era in terza posizione, dopo essere stato davanti per un po' proprio nei chilometri finali. L'oro e' andato al ceco Jaroslav Kulhavy che nel rettilineo finale ha superato lo svizzero Nino Schurter. E' comunque una medaglia storica per la mountain bike azzurra in campo maschile: finora si contavano solo successi femminili, con Paola Pezzo, e finora il miglior piazzamento maschile era stato il quinto posto. Ad Hadleigh Farm, sede del percorso a cinque cerchi, l'azzurro ha chiuso la gara in 1h29'32", a soli 15 secondi dai due battistrada. Fontana e' sempre stato nei primi; poi, nell'ultimo giro, ha perso il sellino, lasciando strada al ceco Kulhavy ed allo svizzero Schurter. L'altro italiano in gara, Gerhard Kerschbaumer, ha chiuso in 13ˆ posizione, con il tempo di 1h32'02". GINNASTICA RITMICA, BRONZO AZZURRE Per la quarta volta consecutiva la Russia vince la medaglia d'oro alle Olimpiadi nella ginnastica ritmica. Il team russo ha totalizzato 57.000, precedendo la Bielorussia (55.500) e quindi le 'farfalle' italiane (Elisa Blanchi, Elisa Santoni, Romina Laurito, Anzhelika Savrayuk, Marta Pagnini e Andreaa Stefanescu), con
COMUNICATO STAMPA LAVORATORI SUL. PORTO GIOIA TAURO
Ecco a voi in originale ed eslusiva il comunicato stampa con il quale il SUL (Sindacato Unitario Lavoratori) ha comunicato ai propri iscritti di aver vinto il referendum.
AL PORTO VINCE IL NO ANNULLATO L'ACCORDO TRA SINDACATI E MCT
I lavoratori del porto di Gioia Tauro hanno detto no. L’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Ugl con Mct, sottoposto al referendum tra gli operai è stato cestinato. Vittoria per il Sul quindi, il sindacato autonomo che da subito si è schierato per il no. Questi i numeri del referendum: 1023 sono stati i votanti, su 1282 di aventi diritto. I no hanno ottenuto 583 voti; 410 i sì. 4 le schede bianche e 15 le nulle; 8 schede in tarda serata erano ancora in valutazione. Dopo un anno di esperienza all’insegna della flessibilità nello scalo, che ha visto comunque aumentare i volumi di traffico senza però vedere modificati i numeri della cassa integrazione, e dopo il nuovo accordo che procedeva sulla falsa riga del precedente, gli operai hanno detto no.
L'ULTIMO SALUTO ALLA BIMBA DI ROSARNO MORTA ALL'OSPEDALE DI POLISTENA
A un certo punto dell’omelia, don Mimmo Serreti invita la comunità al silenzio della preghiera, “onoriamo Chiara in questo modo”, dice. Il silenzio. Davvero tutta l’atroce vicenda della bambina di nemmeno due anni morta all’ospedale di Polistena per ragioni e responsabilità al vaglio della magistratura, ha molto a che fare con l’inesprimibile, l’inadeguatezza dei discorsi. Soprattutto oggi, giorno di lutto sconfinato, che pure le lettere gonfiabili del nome Chiara si scompigliano di continuo sulla porta della chiesa. Oggi, tra quelle vie accaldate di persone e lacrime, raccontare i fatti, ritrovarne il senso, è un precipizio della ragione.
Intanto la procura di Palmi ha aperto un fascicolo contro ignoti, lo segue il sostituto procuratore Giulia Masci. Legale della famiglia è Domenico Malvaso. La difesa ha pure nominato due consulenti medici che hanno assistito all’autopsia sul corpo della bambina. Esame questo di cui ovviamente non si conoscono i risultati. Bocche cucite all’ospedale di Polistena, i medici di pediatria, dove era ricoverata Chiara, accolgono con favore l’avvio delle indagini, fiduciosi che si possa arrivare prima possibile all’accertamento dei fatti.
BENZINA GRATIS PER TUTTI A CAUSA DI UN GUASTO ALLE POMPE. E' SUBITO ASSALTO
A causa di un errore per una notte un distributore di benzina erogava benzina gratis. Qualcuno l'ha scoperto e si è scatenato l'assalto. Sono state almeno sessanta gli automobilisti che si sono messi in fila al distributore Total sulla provinciale Dalmine-Villa d'Almè, all'altezza di Treviolo, rubando benzina per 10.000 euro. E che ora, filmati dalle telecamere, saranno denunciati per furto. All'origine di tutto un errore del benzinaio, che alla chiusura si è dimenticato di inserire la modalità di pagamento self service.
L'ERRORE - Le pompe, quindi, hanno continuato a funzionare come se lui fosse presente. Il primo automobilista ad accorgersene ha scatenato il tam tam. Uno è arrivato con la sua auto, poi con quella della moglie, poi con gli amici e infine con delle taniche. Un altro ha portato gli amici più volte avanti e indietro, e sono arrivati anche Suv, Range Rover e Mercedes Ml che hanno riempito i loro grossi serbatoi. Il tutto si è però svolto sotto gli occhi delle telecamere di sorveglianza. Dopo la denuncia del benzinaio i carabinieri stanno controllando le targhe e scatteranno così raffiche di denunce per furto. Un caso identico si era verificato lo scorso anno al distributore Q8 di via Borgo Palazzo a Bergamo, quando erano spariti 10.000 litri di carburante per un valore di 15.000 euro. Il gestore disperato aveva chiesto pubblicamente che chi gli aveva preso la benzina si presentasse a pagare. Ma era arrivato solo un ragazzo con 50 euro.
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