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sabato 27 aprile 2013

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO INCARICATO, ENRICO LETTA AL QUIRINALE PER PARLARE CON NAPOLITANO

Il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta è al Quirinale per incontrare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e riferire sullo stato delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. Il suo governo potrebbe già giurare nella tarda serata. "Sono fiducioso nella formazione del nuovo governo che potrebbe giurare anche oggi" ha detto Silvio Berlusconi al termine di un lungo incontro con Enrico Letta avvenuto alla Camera in mattinata. Ma ha assicurato: "Io non sarò ministro".  Prima di incontrare i vertici del Pdl, Letta ha visto il segretario dimissionario del Pd Pier Luigi Bersani che ha osservato: "Il governo non deve essere fatto a tutti i costi". 
Tra il 29 e il 30 aprile il nuovo governo dovrebbe andare in Parlamento per la fiducia. Un governo che Letta vorrebbe fatto da persone nuove: un mix di giovani e figure non logorate. 

martedì 16 aprile 2013

Anonymous contro il rigassificatore di Gioia Tauro-San Ferdinando, e' battaglia!

Chi, ieri pomeriggio, avesse cercato di accedere al sito web ufficiale del porto calabrese di Gioia Tauro avrebbe avuto qualche difficoltà: a partire dalle 17, infatti, il sito era tenuto sotto scacco dai membri di Anonymous, che hanno lanciato un attacco hacker per protestare contro il progetto del rigassificatore al largo della costa calabrese.

OPERAZIONE GREENRIGHTS - Colpiti, seppur in misura minore, anche il sito ufficiale di Enel e quello del Ministero dell’ambiente: un attacco, quello di Anonymous, rivendicato sul loro stesso sito con un lungo comunicato che spiega perché il rigassificatore è dannoso per l’ambiente e una bandiera di una falsa politica di green economy:
OperationGreenRights prende posizione contro i progetti per la realizzazione di impianti di rigassificazione del GNL e condanna fermamente questi scempi i quali vantaggi sono praticamente nulli sul piano economico e ambientale, mentre arricchiscono le tasche di multinazionali e profittatori. In nome del progresso e di una falsa green economy, si tende a scegliere soluzioni che indietreggiano anni luce rispetto all’obiettivo che qualunque artefatto ambientale dovrebbe porsi: il basso impatto inquinante e la maggiore sostenibilità possibile.

ECOSISTEMA DISTRUTTO - Tra i rischi che il rigassificatore poterebbe con sé, Anonymous sottolinea lo sviluppo di una possibile ”oligotrofia del sistema prelagico” (pelagico, NdR) ovvero un impoverimento del mare dal punto di vista dei nutrienti: il mare, in sostanza, smette di produrre sostanze nutrienti, anche a causa del cloro scaricato nelle acque dopo essere usato nei processi di pulizia e manutenzione delle tubature del rigassificatore. Il primo organismo a scomparire sarà il plancton: la base dell’ecosistema marino.
RISCHI E DEGRADO PAESAGGISTICO - Oltre ai rischi per la sicurezza, Anonymous cita anche un paio di incidenti recenti, dovuti all’inesattezza dei test di collaudo, si sottolinea anche il degrado paesaggistico che il rigassificatore poterebbe con sé perché “i serbatoi di contenimento hanno un’altezza media pari a quella di un grattacielo di 17 piani”, e i rischi economici connessi agli alti costi della realizzazione della struttura (circa 500 milioni di euro).
AEROSOL CANCEROGENI - Il comunicato si chiude con un’inquietante arringa che mette sul piatto, ancora una volta tutti i rischi del progetto, rischi cui la popolazione calabrese sarebbe esposta senza esserne pienamente consapevoli.
Chi ripagherà l’umanità per la distruzione del corallo nero endemico dei mari gioiesi?  Chi potrà impedire gli effetti cancerogeni delle aereosol che i vostri impianti provocheranno? Chi eviterà che le schiume immonde effetto collaterale delle vostre attività avvelenino le acque? Ovviamente la risposta a queste tre domande retoriche è:”nessuno”. [...] Amministratori, politici di ogni colore e sorta, la vostra sfacciata ipocrisia e la vostra venalità ci disgusta e oltraggia. Non possiamo tollerare che in nome dell’arricchimento sfrenato di poche persone venga sacrificata la natura, che è un bene primario e patrimonio di tutti. Volete sottrarci la natura ma non potete ingannare le nostre coscienze. Noi di Anonymous ribadiamo che siamo e saremo al fianco dei cittadini, al fine di contrastare questo scempio.
Anonymous, ribadisce anche la sua vicinanza nei confronti dei cittadini coinvolti nella vicenda del rigassificatore di San Ferdinando, scrivendo ne comunicato:

         Noi di Anonymous ribadiamo che siamo e saremo al fianco dei cittadini, al fine di contrasta
         questo scempio.

Dopo di che' il comunicato si conclude con la promessa da parte di Anonymous di rendere piu' difficile possibile la realizzazione del rigassificatore. 


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domenica 7 aprile 2013

Un "serbatoio" per l'agricoltura nella Piana di Rosarno

È stata collaudata definitivamente, dal Consorzio di bonifica Tirreno-Reggino, la diga Castagnaro sul fiume Metramo, a Galatro. L'invaso ha un volume totale pari a 29 milioni 650mila metri cubi di acqua e la superficie del bacino imbrifero è di 16,50 chilometri quadrati. L'infrastruttura servirà l'agricoltura della piana di Rosarno-Gioia Tauro e altre attività extragricole nella zona.
«A distanza di poco tempo dall'insediamento degli organi di autogoverno degli agricoltori, il Consorzio – afferma il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, presente alla cerimonia – ha portato a termine questa importante infrastruttura ferma da molti anni, dando prova di grande efficienza e dando una risposta concreta ad uno dei mali della Calabria che è il “costo del non fare”».
«Dopo la “realizzazione” di qualche mese fa a Corigliano da parte del Consorzio di Trebisacce – prosegue Molinaro – un altro tassello si aggiunge all'attività dei Consorzi di Bonifica riformati. È una ulteriore risposta a chi pensa di operare altre riforme su questi enti che invece stanno operando con grande dinamismo e capacità. L'autogoverno degli agricoltori vince sempre».

Dà in escandescenze sull’elicottero del 118 Atterraggio d’emergenza

Un romeno rimasto ferito nel tardo pomeriggio di ieri in un incidente stradale verificatosi nella valle dell’Alcantara, mentre a bordo dell’Elisoccorso dell’Azienda ospedaliera di Messina veniva trasportato al Papardo è andato in escandescenze e l’equipaggio del velivolo composto da tre persone è stato costretto ad operare un atterraggio di “e m e rgenza” avvenuto nel campo sportivo di Itala Marina che sorge in contrada Livito. Riccardo R., romeno 30 anni, manovale residente a Francavilla di Sicilia, non riuscendo a sopportare presumibilmente a causa delle numerose ferite riportare nell’incidente il rumore e i sobbalzi del velivolo, in preda a incontrollabile nervosismo ha sollecitato il personale di bordo a scenderlo a terra ed eventualmente trasportarlo al nosocomio messinese in ambulanza. Risultati vani i tentativi per calmarlo gli elicotteristi e il medico accompagnatore hanno deciso mentre sorvolavano l’abitato di Itala Marina di effettuare un atterraggio nel locale campo sportivo ritenendolo luogo idoneo. All’interno del terreno di gioco prontamente è intervenuta l’ambulanza del 118 di Itala Marina e il personale del presidio dopo aver provveduto a trasferire sul loro mezzo il ferito l’hanno trasportato al Policlinico di Messina. Subito dopo l’elicottero nonostante il sopravvenuto buio, ha ripreso la sua marcia di rientro a Messina.

Dietro la Corea del Nord c’è l’ombra della Cina

Il bollettino di “guerra” in arrivo dalla Corea del Nord è di quelli che, a prima vista, fanno rizzare il pelo. Nonostante la fame si tagli col coltello, è stato dato il via libera “a un attacco nucleare” contro Usa e Corea del Sud, allo spostamento di vettori balistici di ultima generazione e all’aumento “immediato” nella produzione di artiglieria (di pane e companatico, ovviamente, manco a parlarne). Infine, per completare l’opera, è partito anche un minaccioso “invito”a fare fagotto, rivolto alle ambasciate, ultima goccia di un beverone avvelenato offerto alle sbigottite Cancellerie occidentali. La Cina, oltre a qualche “blablabla” di circostanza, praticamente non ha battuto ciglio, dimostrando ancora una volta che se il rottweiler rischia di azzannare tutti, forse a Pechino qualcuno ha allentato la catena. Anche se, proprio ieri, il ministro degli Esteri, Wang Yi, ha “rassicurato” il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, a dimostrazione (qualora ce ne fosse stato bisogno) che ai nordcoreani, ogni giorno, arriva proprio dal principale (o, meglio, unico) alleato, il copione da seguire. Cioè, per farla breve, il “mattinale” delle cose da dire e di quelle che, invece, bisogna poi effettivamente fare. Più chiaro di così…Ma andiamo con ordine. Washington, per la serie “non ci credo, ma mi preparo lo stesso”, ha già messo le mani avanti, spedendo in tutta fretta sistemi anti-missile a Guam (oltre a quelli già presenti nell’area) e proclamando uno stato d’allerta “rosso” per le sue truppe, dall’Estremo Oriente fino alle Filippine. Pensierino della sera: ma che sta succedendo dalle parti di Pyongyang? Improvvisamente hanno scavalcato tutti il muro della clinica neurodeliri? Calma e gesso. Tanto per capirci, sani di testa non lo sono mai stati, però una lettura meno superficiale dei fatti servirà a indovinare la logica dei “duri e puri”nordcoreani. E di chi gli sta dietro. L’infoiamento nucleare di Kim Jong-Un, ultimo rampollo della più decrepita dinastia comunista della storia, è solo la continuazione della partita a poker che, per tanti lustri, ha giocato suo padre buonanima. Kim Jong-Il, infatti, mentre dalle maniche gli uscivano assi di tutti i tipi, rilanciava continuamente, sapendo che nessuno avrebbe avuto il fegato (o la follia) di andare a vedere le sue carte. Insomma, è stato un formidabile biscazziere (o imbroglione, fate voi) che ha utilizzato senza ritegno bombe atomiche, missili di ogni specie, virus e batteri micidiali per riempirsi la greppia e stipulare una sorta di “assicurazione sulla vita” (del regime). La sua “dottrina delle scatolette”funzionava né più e né meno come il “pizzo”: tu sganci e io non ti brucio la saracinesca. Di fronte a questo ricatto, tutto coppola storta e bandiera rossa, per il quieto vivere (mettiamola così) gli altri polli seduti al tavolo verde hanno dovuto ingoiare una cofanata di rospi. E hanno scelto, prudentemente, di farsi spennare. A cominciare dagli americani, che da Clinton in poi (e sottobanco) hanno spedito ai Kim ostriche e champagne, nel senso che nei Palazzi del potere di Pyongyang è arrivato di tutto e di più. Mentre, dentro le fabbriche del Paese, che probabilmente può vantare l’economia più disastrata del mondo, sbarcavano materie prime, semilavorati e benzina. Successivamente, Kim Jong-Il, dopo il suo primo “bluff”, è tornato alla carica, lanciandosi in un programma di armamenti missilistici (con relative esportazioni urbi et orbi) e di arricchimento dell’uranio, che ha fatto sobbalzare dalla sedia mezza Casa Bianca e tolto per diversi anni il sonno ai responsabili del Dipartimento di Stato e, soprattutto, del Pentagono. Per chiudere il principale reattore nucleare (Jongbyon), l’illustrissimo “Caro Leader” ha chiesto, in quell’occasione, aiuti energetici (50 mila tonnellate di greggio sull’unghia e un milione di tonnellate di petrolio, per completare l’estorsione) più altri annessi e connessi. Tutto sommato un “piatto” misero, che lasciava presagire un rilancio al buio, come in questi giorni sta avvenendo. Occorre, però, tenere presente una cosa: la Corea del Nord è praticamente sfamata (in senso letterale) dalla Cina. Secondo Nicholas Eberstadt (World Bank) il colosso asiatico gira annualmente allo scomodo alleato il 90% dell’energia, l’80% dei beni di consumo e il 45% di ciò che a Pyongyang mettono sotto i denti. In totale, un export per un controvalore di oltre 2 miliardi di dollari. Senza contare aerei, carri armati e proiettili di ogni calibro. In cambio Pechino importa, oltre il fiume Yalu, materie prime per soli 750 milioni di dollari. Ma c’è di più. Un report del Congresso Usa dice che gli aiuti cinesi arrivano direttamente nelle tasche e nelle dispense dei militari e dei vip del partito, mentre le “restatine” del “World Food Program” vengono distribuite alla popolazione, che certo non sciala. Shen Dingli, su “China Security” spiega la visione strategica dell’ex Celeste Impero e l’utilizzo che viene fatto delle paturnie di Kim Jong-Un. Dunque, il regime più chiuso del mondo funge da spina nel fianco di Stati Uniti e Giappone, costretti a tenere in piedi, in quell’area, un caravanserraglio di soldati per pararsi una botta sempre possibile. Nel frattempo, detto tra di noi, Pechino continua a sognarsi, di notte e di giorno, Taiwan. Attenzione, però: perché, come avverte Daniel Sneider (“Asia-Pacific Research Center”di Stanford), se la catena che tiene al guinzaglio la Corea del Nord si dovesse spezzare sarebbero cavoli amari. Di quelli grossi. Il rottweiler, a quel punto, zompa di qua e zompa di là, diventerebbe incontrollabile e la Cina perderebbe asino e carrube, dato che, con un eventuale e catastrofico conflitto, si ritroverebbe milioni di rifugiati alle porte di casa. L’ultima riflessione riguarda proprio il livello delle provocazioni nordcoreane, che ha raggiunto una misura mai conosciuta e che contraddice, all’apparenza, anche la strategia “tanto e non più”dei cinesi. Qualcuno (forse) gioca sporco. Circolano spifferi su un raffinato sfonda- piedi fatto al nuovo presidente Xi Jinping dagli “amici” della vecchia guardia, che evidentemente non gradiscono doppi petti, sgargianti cravatte e fiammanti berline. In fondo, vuoi mettere la nostalgia per i gloriosi tempi del grande Mao, quando dominavano le vecchie grisaglie d’ordinanza, dilagava il fascino dei risciò e il “pane della patria” erano le eroiche scodelle di riso, regolarmente scotto?

Tragico schianto sulla statale 18, un morto e 3 feriti

È una carneficina. Una mattanza raccontata da una statale che è un sentiero di dolore lastricato di tragedie. Una lingua d’asfalto che continua a nutrirsi di umane esistenze. Ci sono croci piantate lungo ogni chilometro di questa strada, e su ogni croce è inciso un nome di qualcuno che non c’è più. Gente che ha perso la vita viaggiando da un capo all’altro della Statale numero 18. L’ultimo dramma, ieri sera, intorno alle 23. Un romeno di 24 anni è morto e i suoi tre compagni di viaggio, tutti connazionali, tutti coetanei, sono finiti in ospedale. I quattro viaggiavano a bordo d’una Fiat Punto di colore bianco che, seguendo il disegno della maligna sorte, è sbandata. Uno schianto e una allegra serata si è trasformata in un attimo in una tragedia. La statale 18 Tirrena inferiore è diventata ancora una volta teatro di un dolore. Forte come può essere la morte improvvisa di un giovane. Santa Maria del Cedro ieri sera era popolata da tantissimi giovani. I locali cominciano a riempirsi di ragazzi. L’estate sta facendo sentire il suo profumo. Poi la serata di ieri era proprio da dedicare al divertimento. Quei quattro giovani erano da poco usciti per passare una serata, dapprima in qualche pizzeria e poi trasferirsi in qualche locale a ballare o a consumare qualche drink. Solo che qualcosa non deve essere andata per il verso giusto. La morte attendeva uno di loro. Una sbandata, forse un malore, forse la poca tenuta della strada. Fatto sta che in pieno centro abitato, dove la statale 18 taglia in due il paese, si consuma la tragedia. La macchina sbanda e finisce fuori strada. Lo schianto è forte tanto da far accorrere sul posto numerose persone che si trovavano nelle vicinanze. Immediatamente viene allertato il 118 e la Polizia stradale di Scalea. I medici soccorrono tutti e quattro. Ma uno non sa segni di vita. Gli altri verranno poi medicati e trasportati presso il nosocomio di Cetraro, per loro lesioni e trauma cranico. Per uno di loro, non c’è stato nulla da fare. Il corpo del giovane è stato poi posto sulla strada e coperto da un lenzuolo. Spetterà alla polizia stradale di Scalea, giunta sul posto, accertare la dinamica dell’incidente. L’ennesimo, che va ad allungare la scia dei morti. Il Tirreno cosentino, e la comunità diamantesi in particolare, ancora piange i suoi due figlio. Scomparsi meno di tre settimane fa. Un giovane di 19 anni, Ernesto De Summa e sua sorella Manuela di 15 hanno perso la vita in un incidente stradale avvenuto sulla strada che collega Cirella a Diamante. La macchina su cui viaggiavano il giovane 19enne e la sorella Manuela, più piccola di lui, era andata a scontrarsi contro un albero sulla strada comunale che collega il centro urbano con la piccola frazione del tirreno cosentino. La macchina era sbandata e finire rovinosamente la sua corsa contro un palo dell’illuminazione. Sul posto era intervenuto anche il padre che al momento aveva accusato un malore. A Belvedere Marittimo, invece, un gravissimo incidente stradale aveva segnato le festività natalizie. A perdere la vita Valeria Cauteruccio di 19 anni, e qualche giorno dopo Valerio Grosso La Valle, giovane carabiniere che si trovava sull’altra macchina. Feriti furono altre 5 persone. Non bastano mai le precauzioni alla sicurezza sulla strada, specialmente durante i fine settimana, dove le strade sono decisamente trafficate.

mercoledì 3 aprile 2013

Spento il Colosseo per chiedere il ritorno dei nostri Marò

Colosseo spento per chiedere che i due maro' detenuti in India, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, tornino in Italia. Questo il momento finale della manifestazione che si e' tenuta ai piedi dell'Anfiteatro Flavio, promossa da Roma Capitale. Subito dopo lo spegnimento delle luci, sulla facciata del Colosseo e' apparsa una striscia tricolore con in testa la scritta 'Salviamo i nostri maro''. "Roma Capitale chiede che i due maro' tornino a casa e lo facciano subito", ha spiegato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sottolineando che "non pensavamo che due militari italiani potessero essere consegnati alla giustizia di un altro Paese che non ha diritti su di noi". .

Nubifragi si abbattono sull'Argentina: è strage

E' di almeno 52 morti il bilancio provvisorio delle inondazioni causate dalle forti piogge in Argentina nella provincia di Buenos Aires. Lo ha annunciato il governatore della zona, Daniel Scioli. Secondo le stime delle autorità, nella notte sarebbero caduti circa 400 millimetri di pioggia in poco più di due ore. La zona più colpita è quella di La Plata, 60 km a sudest della capitale.

I danni materiali sono incalcolabili, mentre le previsioni meteo parlano di nuove precipitazioni e centinaia di migliaia di cittadini sono senza luce o gas. Martedì la pioggia ha colpito diverse zone nell'area urbana di Buenos Aires, sopratutto nel nord e l'ovest della città, causando la morte di 6 persone. Qualche ora dopo, durante la notte, la violenta tempesta si è spostata verso sudest, e ha raggiunto il massimo della sua intensità su La Plata, la capitale della provincia di Buenos Aires, a circa 60 km di distanza.

Daniel Scioli, governatore della provincia, ha parlato di "una tragedia senza precedenti", sottolineando che in poco più di due ore sono caduti su La Plata 400 millimetri di pioggia. I canali all news della televisione locale trasmettono da ore immagini drammatiche: strade inondate, veicoli trascinati dalle onde, case e negozi distrutti e abitanti delle zone più colpite che tentano di trarre in salvo le poche cose che sono riusciti a recuperare dalle loro case.

Almeno 20mila persone sono state evacuate dalla zona urbana di La Plata, chiuse scuole e uffici pubblici, decine di migliaia di persone sono senza luce o gas - le aziende erogatrici hanno sospeso il rifornimento, per evitare incidenti - e migliaia sono di fatto isolati. Sui social network si moltiplicano in queste ore le richieste di informazioni su persone di cui non si è saputo più nulla.

Minacce NordCorea, si "muovono" gli UsaE Pyogyang risponde: ok attacco nucleare

Gli Stati Uniti si stanno preparando a dispiegare un avanzato sistema di difesa missilistico in Asia per difendere le basi militari americane nel Pacifico. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un esponente dell'amministrazione americana. Tale dispiegamento, precisa poi il Pentagono, è una misura "precauzionale" e punta a rafforzare la posizione di difesa contro la minaccia di missili dalla Corea del Nord.

"Gli Stati Uniti stanno adottando le necessarie precauzioni nei confronti della Corea del Nord", afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.

Pressoché immediata la replica di Pyongyang - L'esercito della Corea del Nord ha ricevuto il via libera definitivo a un attacco nucleare contro gli Stati Uniti, riporta l'agenzia Dow Jones citata da alcuni media americani. La Corea del Nord ha ''formalmente'' informato la Casa Bianca e il Pentagono di una potenziale azione nucleare, informa l'agenzia Bloomberg citando la coreana KCNA, secondo al quale ''nessuno può dire se una guerra esploderà o no in Corea e se esploderà oggi o domani''.

Critiche da Cina E Russia Kim Jong-un - Dure le critiche da Cina e Russia per la situazione che Pyongyang ha creato negli ultimi giorni. Pechino ha espresso ''seria preoccupazione'' e condannato tutte le ''azioni e le parole provocatorie'' che minacciano ''la pace e la stabilità nella penisola coreana e nella regione''. Mosca ha definito ''esplosiva'' la situazione. E la Francia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. I margini d'azione della Cina, tra la necessità di frenare l'imprevedibile alleato e di evitare il collasso del regime del 'giovane generale' Kim Jong-un, sembrano sempre più sotto pressione.

martedì 2 aprile 2013

Rapina in ufficio postale a Napoli, rubati 70mila euro

Rapina in un ufficio postale, alla periferia Nord di Napoli. E' di circa 70 mila euro il bottino del colpo consumato da una coppia di banditi ai danni delle poste nel quartiere di Chiaiano, nel giorno in cui si ritiravano le pensioni. Secondo una prima ricostruzione fatta dalla polizia, che indaga sull'episodio, in due armati di pistola e con il volto coperto da caschi hanno fatto irruzione nell'ufficio e sotto la minaccia della armi si sono fatti consegnare i soldi contenuti in alcune casse. I malviventi sono poi fuggiti a bordo di uno scooter.

Le piogge della notte in Calabria e Sicilia: picchi vicini ai 35mm, anche aprile inizia col maltempo

Il transito della perturbazione sull’Italia meridionale ha provocato nella notte piogge sparse su tutto il territorio di Calabria e Sicilia, dove adesso è tornato a splendere il sole con i fenomeni in risalita verso l’alto Jonio e il Salento. Nella notte abbiamo avuto temporali sulla Sicilia sud/orientale e nello Stretto di Messina. Queste le piogge nelle principali località siciliane: 33mm a Nicolosi, 32mm a Pedara, 30mm a Messina, 28mm a Milazzo e Acireale, 27mm a Paternò e Troina, 25mm ad Enna e Agrigento, 24mm a Giarre, 21mm a Lentini 20mm a Catania, 19mm a Mazara del Vallo, 18mm a Caltanissetta, 15mm a Palermo, 14mm a Siracusa, 11mm a Noto, 10mm a Trapani.
Queste, invece, le piogge nella Calabria centro/meridionale: 32mm a Gambarie d’Aspromonte e Bova Superiore, 30mm ad Arasì e Sant’Alessio in Aspromonte, 28mm a Sinopoli, 26mm a Roccaforte del Greco e Serra San Bruno, 25mm a Reggio Calabria, 16mm a Vibo Valentia, 15mm a Gioia Tauro. Ha piovuto di meno tra crotonese, catanzarese e cosentino. Nelle prossime ore un nuovo fronte perturbato avanzerà dal Tirreno con piogge e temporali nelle zone esposte di Calabria e Sicilia.

India, per i nostri Marò si torna a parlare di pena di morte

La stampa indiana torna a parlare di pena di morte nel caso maro'. La decisione del governo di affidare le indagini sulla morte dei due pescatori alla Nia. l'Agenzia Nazionale per le Indagini, riapre infatti il delicato capitolo .

Brindisi, avvelena la figlia di tre anni e poi si getta dal balcone

Una bambina di tre anni è morta in ospedale dopo essere stata trovata in fin di vita nella sua abitazione, in via Monteverdi, a Carovigno (Brindisi). La madre della piccola, Francesca Sbano, di 32 anni, è in coma dopo aver tentato il suicidio lanciandosi nel vuoto dal terrazzo dello stesso appartamento, al secondo piano della palazzina. Gli investigatori sospettano che la donna abbia avvelenato la figlia e poi abbia tentato il suicidio.

A quanto si è appreso, Francesca Sbano era separata dal marito. Madre e figlia vivevano da sole nell'appartamento. A dare l'allarme sarebbero stati dei vicini di casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. La bambina, che si chiamava Benedetta, potrebbe essere stata avvelenata ma, al momento, sono in corso accertamenti.

lunedì 1 aprile 2013

Irpinia, trovato nel fiume corpo automobilista

E' stato recuperato dai vigili del fuoco il corpo senza vita di Natalie Ciccone, la 19enne finita con la sua auto nel fiume Ofanto, mentre percorreva la statale Ofantina in Alta Irpinia, tra sabato e domenica. Le ricerche che si erano protratte per tutta la giornata di Pasqua sono riprese all'alba ed hanno viste impegnati quindici vigili del fuoco dei distaccamenti di Lioni ed Avellino insieme a quelli del nucleo sommozzatori.

L'allarme era scattato nella notte tra sabato e domenica quando i genitori della 18enne, non vedendola rientrare, avevano allertato le forze dell'ordine. Le ricerche erano partite subito ma erano state rese particolarmente difficili dalle avverse condizioni del tempo.

La ragazza, originaria di Conza della Campania (Avellino) che era sola in auto al momento dell'incidente, alla guida della sua Fiat Punto stava percorrendo la statale 401, a pochi chilometri da Lioni (Avellino), quando per cause ancora da accertare ha sbandato e dopo aver sfondato il guard rail è finita nel fiume. Sono in corso accertamenti per stabilire dove fosse diretta Natalie: il luogo dove è avvenuto l'incidente si trova a una decina di chilometri da Conza dove la giovane risiedeva.

La Corea del Sud: pronti contro Pyongyang

La presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, ha detto che Seul è pronta a rispondere militarmente a qualsiasi provocazioni proveniente dalla Corea del Nord. La presa di posizione arriva dopo che Pyongyang ha dichiarato di essere "in stato di guerra" con Seul. "Se ci sarà una provocazione contro la Corea del Sud, ne conseguirà una risposta militare forte, che prescinderà da qualsiasi considerazione politica", ha detto Park.

Il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha promesso di rafforzare l'arsenale nucleare aprendo oggi i lavori della riunione plenaria del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori. Lo annuncia l'agenzia ufficiale Kcna, secondo cui Pyongyang migliorerà il deterrente atomico "qualitativamente e quantitativamente" per contrastare le minacce Usa. Kim, nel dispaccio diffuso in serata dalla Kcna, ha poi promesso di promuovere costruzione economica e sviluppo delle forze nucleari "simultaneamente", assicurando che la Corea del Nord lancerà altri "satelliti". La riunione plenaria del Comitato centrale è la prima del suo genere da settembre 2010.

Oggi, invece, è la volta dell'Assemblea suprema del popolo, il parlamento del Nord, convocata a ridosso del primo anniversario (che cade l'11 aprile) della nomina di Kim Jong-un alla carica di primo segretario

Anche il Giappone nel mirino di Pyongyang - La Corea del Nord colpirà anche le basi americane in Giappone in caso di guerra nella penisola di Corea: lo riferisce il Rodong Sinmun, quotidiano del Partito dei Lavoratori, citando esplicitamente le basi di Misawa (prefettura di Aomori), Yokosuka (prefettura di Kanagawa) e di Okinawa. La minaccia giunge all'indomani dell'annuncio di Pyongyang sull'entrata in "stato di guerra" con la Corea del Sud, abbinata alla prospettiva di "guerra nucleare" se Corea Sud e Usa dovessero avviare attività militari contro il Nord.

Gli Usa inviano F-22 come "deterrente" - Gli Stati Uniti hanno inviato in Corea del Sud degli F-22. I jet sono arrivati in queste ore nelle basi americane nel sud della penisola coreana: di solito fanno base in Giappone, a Kadena. Lo riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti del Dipartimento della Difesa. "Si tratta dell'ultima dimostrazione" da parte americana "delle avanzate capacità militari come mezzo per scoraggiare le provocazioni dalla Corea del Nord".