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martedì 10 aprile 2012

AUTISTA SVIENE 13ENNE SALVA COMPAGNI

Un ragazzino di appena 13 anni, grazie alla sua prontezza di riflessi, ha salvato la sua classe da un gravissimo incidente stradale. Seduto in una delle prime file del suo scuola bus, a Milton, nello stato di Washington, verso le otto di mattina, s'e' accorto subito che l'autista era svenuto.
A quel punto, Jeremy Wuitschick, questo il suo nome, ha capito che il mezzo era totalmente fuori controllo. Allora s'e' impossessato del volante, ha estratto le chiavi e piano piano e' riuscito a fermare il bus lungo la strada. Tutti salvi i 15 compagni di scuola che stavano sul pullman. L'intera scena e' stata ripresa da una telecamera a circuito chiuso posta all'interno del bus.
Happy end e grandi lodi della polizia locale al ragazzo eroe: ''Ha fatto esattamente quello che andava fatto, con grande energia, prontezza di riflessi e senza perdere un istante. Merita tutto il nostro applauso'' ha commentato il capo della Polizia del luogo, Bill Rhodes.

TITANIC 100 ANNI DOPO

- Nessuno dei passeggeri e dell'equipaggio avrebbe mai potuto immaginare al momento dell'imbarco a Southampton il 10 aprile 1912, cento anni fa, la tragica conclusione del viaggio inaugurale del Rms Titanic, terminato in fondo all'Oceano meno di cinque giorni dopo, nelle prime ore del 15 aprile. Una fine inaspettata per un transatlantico considerato inaffondabile e destinato a segnare una tappa fondamentale nella storia della marina mercantile. Realizzato nei cantieri Harland e Wolff di Belfast, il Titanic era un vero e proprio palazzo galleggiante, concepito dalla compagnia White Star Line con standard di lusso e sicurezza superiori a qualunque altra nave passeggeri. Lungo 270 metri, largo una trentina, con una capienza di quasi 3.000 persone, era dotato di stravaganti comodità (bagno turco, piscina, palestra, un ristorante 'a la carte') per i passeggeri di prima classe. Non c'erano solo loro, però, il transatlantico aveva anche sistemazioni di seconda classe (ritenute pari a quelle di prima di altre navi per confort) e di terza. A bordo c'era uno spaccato della società dell'epoca: miliardari, editori, aristocratici, pittori e scrittori in prima classe, borghesi, insegnanti e commercianti in seconda, emigranti (molti scandinavi, ma anche gente proveniente dall'Europa dell'Est e dal'area mediterranea) in terza.
Per il viaggio inaugurale erano inoltre presenti il presidente della White Star Line J. Bruce Ismay e il direttore generale della Harland e Wolff Thomas Andrews, che aveva seguito personalmente la progettazione e costruzione della nave. In tutto quasi 2.300 persone, compresi oltre 800 membri dell'equipaggio agli ordini del capitano Edward John Smith, un comandante esperto, al suo ultimo viaggio prima della pensione. Dopo due tappe a Cherbourg in Francia e a Queenstown in Irlanda il Titanic si inoltrò nell'Atlantico. L'arrivo era previsto per il 17 aprile. Domenica 14 aprile, i due marconisti del Titanic ricevono vari avvisi da altre navi sulla presenza di ghiaccio, ma solo alcuni vengono consegnati agli ufficiali. Il comandante sposta leggermente più a sud la rotta, ma non diminuisce la velocità. Nel pomeriggio la temperatura cala bruscamente e arrivano vari avvisi di ghiaccio. Poco prima delle 23:40, i due marinai sulla coffa avvistano un iceberg davanti alla nave e danno l'allarme. Si tenta una manovra per evitare la collisione, rallentando la velocità e virando a sinistra. Il Titanic sembra solo sfiorare l'iceberg, ma in realtà l'impatto apre una falla sul fianco destro e l'acqua invade cinque compartimenti stagni. Immediatamente sul luogo arriva Andrews, che conosce benissimo la nave e che si rende conto della situazione: l"inaffondabilé Titanic è condannato. La sua agonia durerà circa due ore e 40 minuti. Mentre l'acqua penetra nello scafo, la prua affonda nel mare e la nave si inclina sempre di più. Il comandante ordina di distribuire i giubbotti di salvataggio e di preparare le scialuppe: ci sono 16 barche e 4 battelli pieghevoli che possono portare in salvo circa la metà delle persone a bordo. Ma, mentre dal Titanic partono disperati Sos captati da altre navi e da operatori radio che forniscono le prime notizie alle agenzie di stampa, le operazioni di evacuazione della nave si svolgono in modo lento e disordinato, in un clima prima irreale, poi di panico crescente. Varie imbarcazioni di salvataggio vengono calate in mare semivuote. Si segue in modo non rigidissimo la regola "prima le donne e i bambini", ma su una delle scialuppe sale il presidente della compagnia Ismay, che poi verrà criticato aspramente per avere lasciato la nave. Intorno alle 2 le luci sono ancora accese, i marconisti stanno ancora inviando richieste di soccorso, mentre sul ponte ci sono centinaia e centinaia di persone.
Poco dopo le luci si spengono, una delle ciminiere salta, lo scafo si spezza con un boato e i due tronconi si inabissano, prima la prua, trascinando con sé il comandante Smith, un gruppo di gente ricca e famosa - i miliardari John Jacob Astor e Benjamin Guggenheim, lo scrittore di gialli Jacques Futrelle, il proprietario dei grandi magazzini Macy' s di New York Isidor Straus e sua moglie Ida, il pittore Francis Millet, il consulente miitare del presidente Usa maggiore Archibald Butts -, circa tre quarti dei passeggeri di terza classe, la stragrande maggioranza dell'equipaggio, i camerieri italiani del ristorante e gli otto orchestrali che avevano suonato fino all'ultimo per tranquillizzare i passeggeri. Alle 2:20 non c'é più traccia del Titanic. Per un'ora, nella zona del disastro, risuonano le urla e le invocazioni di quanti si sono tuffati o sono riusciti a scivolare in acqua e a rimanere a galla. Pochissimi furono recuperati dalle scialuppe, gli altri morirono assiderati nelle acque gelide dell'Atlantico. Intorno alle 4 del mattino, il transatlantico Carpathia, prima imbarcazione giunta sul luogo, recuperò poco più di 700 sopravvissuti.

domenica 8 aprile 2012

AUGURI

TANTISSIMI AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI I VISITATORI DEL MIO BLOG!!

BY ANTO98COMPANY

HAITI INCIDENTE STRADALE ALMENO 20 MORTI

E' di almeno venti morti e circa 40 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, il bilancio di un grave incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio ad Haiti, nella città meridionale di Petit-Goave. Lo rendono noto fonti ospedaliere.

Secondo alcuni responsabili locali, l'incidente è stato causato da un camion che si è rovesciato sulla Morne Tapion, la seconda strada di Haiti.

JUVENTUS PRIMA IN CLASSIFICA:PARLA BONUCCI

"Sapevamo di dover vincere stasera. Per fortuna Amauri si è sbloccato a San Siro e la vittoria di stasera ci permette di tornare in testa alla classifica".

Leonardo Bonucci, autore del primo gol della Juventus a Palermo, ha commentato a caldo ai microfoni di Sky Sport la vittoria dei bianconeri. "Ora siamo in testa e sta a noi mantenere questa posizione, a cominciare da mercoledì - ha proseguito -. Dal primo giorno abbiamo lottato per arrivare fin qui. Ci piace il primo posto e ce lo terremo stretto".

SERIE A PALERMO JUVENTUS 0-2

Missione compiuta: la Juve batte 2-0 il Palermo al 'Barbera' e scavalca il Milan in testa alla classifica. Bianconeri a 65, rossoneri fermi a 64. Gara costantemente all'attacco da parte della Juve, ma solo nella ripresa (11') il risultato si sblocca: corner da sinistra di Pirlo e colpo di testa vincente di Bonucci. Il Palermo tenta una reazione e sfiora il pari con Miccoli, ma sul rovesciamento di fronte (24') raddoppio di Quagliarella, servito in area da Matri: piatto sinistro e palla nell'angolo.

RAPINA IN UN SUPERMERCATO DUE MORTI

Un commerciante(Giuseppe Strano) e un rapinatore sono morti stasera in un tentativo di rapina a un supermercato di Delianuova, nel reggino. Due banditi sono entrati nel supermercato mentre un complice è rimasto fuori. Nel locale c'é stata una colluttazione col titolare che è stato ferito da alcuni colpi di pistola. Prima di morire l'uomo è riuscito a disarmare uno dei banditi ferendone un altro. I due rapinatori sono fuggiti. Alla periferia del paese, i carabinieri hanno trovato il cadavere del bandito ferito.

sabato 7 aprile 2012

F-18 SU CASE NOVE FERITI TRE DISPERSI

Sono tre le persone che al ancora mancano all'appello tra i residenti del Mayfair Mews complex, la zona residenziale dove e' precipitato ieri il caccia F-18 della marina militare americana, a Virginia Beach. Oltre a questi tre dispersi non ci sono vittime e il conto dei feriti e' rimasto fermo a nove, inclusi i due piloti. Ma tutti di lieve entita'.
''Siamo stati fisicamente dentro ogni struttura e abbiamo completato le nostre ricerche di soccorso per il 95%'', ha spiegato il capo della squadra dei pompieri di Virginia Beach, Tim Riley.
''Subito dopo il decollo l'aereo ha avuto un gravissimo danno meccanico. A bordo c'era un allievo pilota che stava guidando l'aereo, dietro di lui un istruttore tra i nostri migliori uomini con anni di esperienza'' ha detto un portavoce dalla Marina Usa. Il funzionario ha confermato che i due militari si trovano fuori pericolo.
Le immagini delle palazzine invase dalle fiamme, trasmesse su tutte le reti tv, sono impressionanti. I piloti fanno parte dello squadrone di addestramento di stanza alla Naval Air Station Oceana, una delle tanti basi militari della zona.
Secondo alcuni testimoni, i militari si sono lanciati all'ultimo minuto dall'aereo e hanno cercato di liberarsi della maggior parte del carburante, prima dello schianto. ''Disfandosi della benzina hanno evitato quella che sarebbe potuta essere una vera e proprio palla di fuoco e limitato i danni'', affermano le autorità di Virginia Beach.
Secondo quanto dichiarato alla WVEC-TV dal portavoce dei pompieri di Virginia Beach, Tim Riley, sono tre gli edifici del complesso totalmente distrutti, mentre altri due hanno accusato molti danni. L'incidente è avvenuto nell'area di Hampton Roads, dove c'e' un'elevata concentrazione di basi militari, inclusa la stazione navale di Norfolk, la maggiore base navale al mondo.

venerdì 6 aprile 2012

JEEP NUOVO SPONSOR JUVE

Nella prossima stagione sportiva 2012/2013 sulle maglie da gioco dei calciatori della Juventus comparirà il marchio Jeep. Dal primo luglio Fiat diventerà unico sponsor di maglia della squadra bianconera per tutte le competizioni per le prossime tre stagioni sportive a fronte di un corripsettivo fisso complessivo di 35 milioni di euro. Lo prevede il Memorandum of Understanding tra Fiat e Juventus Football Club.
Oltre alla fornitura di vetture del gruppo il Memorandum prevede l'attribuzione a Fiat del diritto di sfruttamento dell'immagine della Juventus, tra cui l'uso dei propri marchi sull'abbigliamento tecnico di tutte le squadre del club e molteplici altre possibilità di partnership in svariati campi. L'accordo definitivo, che avrà durata fino al 30 giugno 2015, sarà firmato nelle prossime settimane. Jeep distribuisce vetture in più di 120 Paesi del mondo: dall'introduzione del primo esemplare, nel 1941, più di 15 milioni di auto sono state prodotte e distribuite nel mondo.

F18 DELLA MARINA USA SI SCHIANTA AL SUOLO

Un caccia F18 della Marina americana si è schiantato nell'area di Virginia Beach. I due piloti - secondo quanto riportato dalla stampa americana - si sarebbero lanciati prima dell'impatto. Il caccia della marina americana si sarebbe schiantato su un edificio, dal quale proverrebbero delle fiamme.
Ancora non è noto se ci siano feriti. I piloti, che si sono lanciati, sarebbero ora nelle mani del personale medico e non sarebbero in pericolo di vita.

giovedì 5 aprile 2012

SIRIA 92 PERSONE UCCISE NELLE ULTIME 24 ORE

Le generalità di 92 persone, tra cui donne e bambini, uccise dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad sono state diffuse oggi dall'Unione dei Comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime, che precisano che le vittime sono cadute ieri per lo più nella regione di Idlib (44) e in quella di Homs (29).
L'unione dei comitati precisa che a Taftanaz, localita' della regione nord-occidentale di Idlib, sono state massacrate 44 persone, per lo piu' membri di una famiglia allargata - quella dei Ghazzal - nota per essersi schierato contro il regime. Tra le vittime si registrano 12 minori e sette donne. Altri uccisi si registrano nella regione di Damasco (9), in quella di Hama (6), in quella di Aleppo e in quella di Dayr az Zor.
SIRIA: ONU; RAGAGLINI, ITALIA APPOGGIA PIANO ANNAN - "L'Italia sostiene l'azione dell'Inviato Speciale congiunto dell'ONU e della Lega Araba per la Siria, Kofi Annan nella convinzione che ogni sforzo per porre termine alle violenze e alla violazione dei diritti umani nel Paese vada incoraggiato". Lo ha detto il rappresentante Permanente d'Italia alle Nazioni Unite Ambasciatore Cesare Maria Ragaglini."
La decisione odierna di erogare un contributo finanziario alle Nazioni Unite per consentire un supporto più efficace del Segretario Generale alle attività dell'Inviato Speciale va in questa direzione" aggiunge Ragaglini. Il governo italiano contribuirà con 650.000 dollari alle Nazioni Unite (Dipartimento Affari Politici) a sostegno dei processi di transizione in Yemen e, soprattutto, degli sforzi per porre fine alla crisi in Siria. In particolare, le risorse messe a disposizione sono mirate al sostegno degli sforzi diplomatici dell'Inviato Speciale congiunto dell'ONU e della Lega Araba per la Siria per porre termine alle violenze e alla violazione dei diritti umani nel Paese e promuovere una soluzione pacifica alla crisi siriana.

martedì 3 aprile 2012

MARO' INTERROGATI NON RISPONDONO

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ''non hanno risposto alle domande della polizia che li ha interrogati'' in carcere. Lo ha appreso l'ANSA da fonte a conoscenza dei fatti: ''I due maro' ad ogni domanda posta hanno detto di non voler rispondere perche' non riconoscono la giurisdizione indiana in questa vicenda''. I due che oggi avevano incontrato anche il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, sono stati interrogati oggi pomeriggio (fine mattinata in Italia).

LAMPEDUSA MORTI DIECI MIGRANTI IN MARE

Altri 10 morti sulla rotta che dalla Libia conduce a Lampedusa. Stavolta gli unici testimoni della tragedia sono i 48 sopravvissuti, soccorsi ieri dalla nave Orione della Marina militare e da una motovedetta della Guardia di finanza quando si trovavano a 60 miglia dall'isola siciliana, con il mare Forza 4-5, in balia delle onde. Sono stati i naufraghi - tra loro 12 donne, di cui 3 incinte - a raccontare che dieci loro compagni, 6 somali e 4 eritrei, erano finiti in acqua poco dopo avere iniziato il viaggio da un porto al confine tra la Libia e la Tunisia. Intanto, oggi il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, é volata a Tripoli per sottoscrivere un'intesa anti-sbarchi con la Libia. Due settimane fa, il 17 marzo, gli uomini della Guardia costiera avevano visto con i loro occhi 5 cadaveri su un gommone in avaria, soccorso al largo delle coste libiche, a 85 miglia da Lampedusa.
Qualche giorno dopo, quando i 52 superstiti furono trasferiti al Cara di Mineo - il Centro per richiedenti asilo aperto lo scorso anno per fronteggiare l'emergenza -, spiegarono che altre 4 persone erano finite in mare per un'onda anomala che aveva investito la loro imbarcazione. I 48 migranti giunti ieri, sono stati già trasferiti a Porto Empedocle (AG) con il traghetto di linea. A Lampedusa il centro d'accoglienza è chiuso dallo scorso settembre, quando un gruppo di tunisini appiccò il fuoco, distruggendo la struttura, per protestare contro la prolungata permanenza nell'isola, dove nel 2011 sbarcarono circa 50 mila extracomunitari. Una cifra che non ha nulla a che vedere con i numeri attuali: con l'arrivo di oggi, infatti, quest'anno a Lampedusa sono giunte 621 persone. Ma nel Canale di Sicilia si continua a morire. "E' necessario incrementare il monitoraggio nel Mediterraneo, da parte della autorità dei paesi rivieraschi, per evitare il ripetersi di queste tragedie del mare", dice Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), che ritiene attendibile il racconto dei superstiti: "Abbiamo saputo di questo gommone in pericolo - spiega - ieri mattina da un collega in Libia che aveva ricevuto una chiamata di soccorso dall'imbarcazione. Dicevano di avere il motore in avaria e di aver perso la rotta, aggiungendo che dieci di loro erano affogati dopo essere caduti in mare". "Queste traversate - osserva Boldrini - ormai sono diventate un vero e proprio azzardo, anche perché l'ultima preoccupazione di chi le organizza è la sicurezza. Proprio per questo motivo é necessario rafforzare la rete di controlli, coinvolgendo anche le navi commerciali in transito nel Mediterraneo".

STASERA BARCELLONA-MILAN

Il Milan affronta al Camp Nou il Barcellona nella partita di ritorno dei quarti di finale di Champions League con il modulo classico 4-3-1-2: in difesa confermato il quartetto Abate, Nesta, Mexes, Antonini. A centrocampo Ambrosini, Nocerino e Seedorf. Trequartista Boateng. In attacco Robinho e Ibrahimovic. Il Barcellona schiera invece a sorpresa in attacco Isaac Cuenca insieme a Fabregas e a Messi. Confermata la presenza di Xavi, in forse fino a ieri. Al suo fianco Busquets e Iniesta. In difesa Puyol, Mascherano, Piqué e Dani Alves.

giovedì 29 marzo 2012

SEQUESTRATI I BENI DI GHEDDAFI IN ITALIA

 Quote societarie delle più importanti aziende italiane, da Unicredit alla Fiat fino a Finmeccanica ed Eni, ma anche azioni della Juve, conti correnti, titoli e perfino un bosco a Pantelleria e una Harley Davidson: la Guardia di Finanza sequestra l'oro di Gheddafi in Italia, un patrimonio che supera il miliardo e cento milioni di euro e che il rais libico aveva accumulato a partire dal 1976 investendo i soldi del petrolio nel nostro paese. I provvedimenti di sequestro sono stati firmati dal consigliere della Corte d'Appello di Roma Domenicomassimo Miceli sulla scorta di una rogatoria internazionale emessa dal Tribunale penale internazionale dell'Aja nell'ambito del procedimento per crimini contro l'umanità aperto nei confronti dello stesso Gheddafi, di suo figlio Said Al Islam e dell'ex capo dei servizi segreti, il potentissimo Abdallah Al Senussi. Un procedimento, quello del tribunale dell'Aja, aperto con l'obiettivo di mettere al sicuro il patrimonio di Gheddafi e del suo entourage, in modo da garantire il risarcimento alle vittime del regime. L'imputazione nei confronti del dittatore e delle persone a lui più vicine è scattata subito dopo le risoluzioni dell'Onu del febbraio e del marzo 2011, con il precipitare della situazione in Libia, recepite da due distinti regolamenti del Consiglio dell'Unione europea. Risoluzioni che avevano consentito di 'congelare' i beni fino ad oggi, quando la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro, informando la Consob visto il coinvolgimento di società quotate in borsa. Gli assets patrimoniali, i terreni, i conti correnti e le moto, non erano però direttamente intestati a Gheddafi: le indagini condotte dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Roma della Gdf hanno infatti consentito di accertare - dopo una serie di controlli incrociati con banche dati, ministero dell'Economia e Banca d'Italia - che gli uni e gli altri facevano capo a due fondi sovrani libici. Si tratta del Libyan Investment Autorithy (Lia) e della Lybian Arab Foreign Investment Company (Lafico), entrambi della Banca centrale libica, controllata di fatto dalla famiglia Gheddafi. Attraverso i due, il Colonnello deteneva una parte non indifferente del patrimonio azionario di società italiane di primordine: l' 1,256% di Unicredit, innanzitutto, pari a 611 milioni. Ma anche lo 0,58% dell'Eni, che 'vale' quasi 406 milioni di euro, il 2,1% di Finmeccanica, pari a 41 milioni, l' 1,5% della Juventus, per un valore di quasi 16 milioni. In Fiat, invece, il Colonnello aveva lo 0,33% di Fiat Spa e di Fiat Industrial, per un valore complessivo di 53 milioni. Tutte quote sequestrate assieme ad azioni privilegiate per 622mila euro e 883mila euro di Fiat Auto e Fiat Industrial. Messa sotto chiave la parte sicuramente più consistente, i finanzieri sono andati a scovare il resto del patrimonio di Gheddafi, sequestrando tra l'altro un intero bosco a Pantelleria: 150 ettari di terreno su cui, si dice, il rais voleva costruire un villaggio turistico. E ancora due moto, una Harley Davidson e una Yamaha, un intero piano di un palazzo in via Sardegna, in pieno centro di Roma, e diversi conti correnti. Su quello più consistente, nella filiale della Ubae Bank di Roma, c'erano 650mila euro in titoli mentre in quello aperto presso l'Abc international 98mila euro e 132mila dollari. Soldi finiti, invece, nei conti aperti presso la Banca popolare dell'Emilia Romagna: quando sono andati a notificare i decreti di sequestro, i finanzieri si sono trovati davanti un 'rosso' di poco più di mille euro.