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venerdì 31 agosto 2012

FILIPPINE: POTENTE SISMA. GENTE SCAPPA SULLE ALTURE

Un terremoto di magnitudo 7.6, dopo una prima stima preliminare di 7.9, è stato registrato a largo delle coste delle Filippine, a circa 45 km di profondità, dando luogo a un'allerta tsunami per il Pacifico, fino al Giappone, poi cancellato dal centro di monitoraggio Usa del Pacifico, per Indonesia, Filippine, Belau e tutte le altre aree interessate dal precedente allarme. Il Giappone ha però mantenuto l'allarme. Nelle Filippine il sisma ha generato il panico: il terremoto é stato avvertito in numerose province, e ha causato secondo un parlamentare citato dall'agenzia Reuters, il "crollo di ponti e strade". La gente comunque è in fuga sulle alture, dopo l'invito in tal senso diramato dalle autorità locali, anche perché in questo momento sta calando la sera. "Siamo stati allertati di andare via", ha detto alla Cnn un impiegato a Guiuan, la città più vicina all'epicentro del sisma. Un altro testimone, Ed Serrano, che lavora al Marco Polo Hotel nella città di Davao, ha detto di aver sentito il terremoto: "E' stato molto forte, gli ospiti dell'hotel sono andati nel panico, molti sono corsi fuori". "Ora la situazione é di calma, siamo in attesa dei bollettini ufficiali". Un altro testimone, Marie Elairon, al desk dell'Hotel Dona Vicenta ha riferito che la terra ha tremato per uno o due minuti, la corrente è saltata, come le linee telefoniche. Il centro meteorologico giapponese, a differenza di quello Usa, ha mantenuto l'allerta tsunami, con un'onda anomala attesa a breve e che ha fatto alzare il livello di soglia anche nella disastrata centrale di Fukushima. L'onda anomala, ha riferito la Japan Meteorological Agency (Jma), dovrebbere toccare le coste della prefettura di Fukushima intorno alle ore 2:00 locali di sabato (le 19:00 di venerdì in Italia). La vigilanza rafforzata sulla centrale, duramente danneggiata dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, è di natura strettamente prudenziale vista l'esperienza drammatica di oltre un anno fa. Come ricordato dalla Jma, infatti, l'onda attesa è stimata di un'ampiezza fino a 50 cm, mentre la Nhk sta effettuando una diretta sull'arrivo dello tsunami sulle coste dell'arcipelago giapponese per verificare la sua effettiva pericolosità. - - - PER SEGUIRE LA SITUAZIONE IN TEMPO REALE VISITATE QUESTO LINK:http://ingvterremoti.wordpress.com/2012/08/31/terremoto-m-7-6-nelle-filippine-31-agosto-ore-1247-utc/ VI MANDERA' ALLA PAGINA UFFICIALE DEL NOSTRO PARTNER INGV

E' MORTO IL CARDINALE MARTINI

E' morto il cardinale Carlo Maria Martini. Lo comunica l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola. Pochi istanti fa, dal cancello del collegio Aloisianum è uscito un anziano sacerdote, che non ha voluto rendere noto il proprio nome, e che però ha detto ai giornalisti che lo hanno avvicinato per chiedergli se sapesse qualcosa del Cardinale, "Martini è morto". "Era un grande uomo - ha aggiunto l'anziano sacerdote - un grande studioso, ci ha lasciato tanti insegnamenti, era un uomo di Dio". Poi si è allontanato in auto. Carlo Maria Martini, nato a Torino il 15 febbraio 1927, era stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, quando gli è subentrato il cardinale Dionigi Tettamanzi. Martini, biblista ed esegeta, si era poi trasferito a Gerusalemme dove ha proseguito i suoi studi. Nel 2008 era rientrato in Italia per curare il morbo di Parkinson da cui era affetto, e da allora risiedeva all'Aloisianum di Gallarate, dove oggi è morto. L'istituto che ha ospitato il cardinal Martini negli ultimi anni di vita, dopo il suo ritorno da Gerusalemme per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, è l'Aloisianum, un importante Istituto di studi Filosofici gestito dai Gesuiti dove il sacerdote in anni passati aveva studiato. L'ultimo piano del complesso è attrezzato per ospitare gesuiti anziani lungodegenti o con necessità di cure. Il nome della struttura deriva da Aloisius (Luigi in latino) ed è dedicata a San Luigi Gonzaga. L'istituto è nato nel 1839, per ospitare un seminario degli aspiranti gesuiti, grazie ad una generosa donazione della contessa Rosa Piantanida Bassetti Ottolini. Sorge alla periferia di Gallarate, nel rione Ronchi, un tempo proprietà dei Bassetti. Il nucleo centrale dell'Aloisianum è costituito dal complesso universitario, fronteggiato da cedri del Libano e affiancato da biblioteca, sala convegni e refettorio. A occidente del complesso ci sono un un orto e un frutteto. Una fattoria è collegata al complesso, e serve l'intera zona con prodotti ortofrutticoli e di allevamento freschi.

SILVIO BERLUSCONI CADE A VILLA CERTOSA

Silvio Berlusconi è caduto in Sardegna e si sarebbe lussato spalla e polso. Lo confermano fonti Pdl dopo che la notizia aveva cominciato a circolare su twitter. Secondo l'edizione on-line de La Nuova Sardegna l'ex premier sarebbe caduto in Sardegna mentre girava per il grandissimo parco di Villa Certosa. Il quotidiano sardo parla di "rovinosa caduta", ma sarebbero al momento "escluse fratture". I primi soccorsi a Berlusconi sono stati prestati da Giorgio Puricelli - uno dei fisioterapisti del Milan e consigliere regionale lombardo del Pdl - che si trovava nella villa.

IMMIGRATI, SALUZZO COME ROSARNO. QUESTA STORIA NON PUO ANDARE AVANTI

Quanto è lunga l’Italia, ma quanto sono vicine Rosarno e Saluzzo. Millequattrocento chilometri. «Ero lì due anni fa, quando scoppiò la rivolta, sono qui adesso - sorride un ragazzo maliano -. Dopo nove anni in Italia, sempre nelle campagne del sud, per la prima volta sono venuto in Piemonte, perché non trovavo più lavoro. Ma è vivere questo?». Un cartone rancido come letto, un telone liso come tetto: certe case di architettura contemporanea si somigliano a tutte le latitudini. Trecento africani, quasi tutti regolari, parecchi fuggiti dalla Libia lo scorso anno. E così la ricca (21 sportelli bancari per 18 mila abitanti), nobile (per secoli capitale di un marchesato) ed elegante cittadina piemontese si scontra con i drammi dell’immigrazione. Il Comune sgombera il foro boario, dove ne erano ricoverati 150, per allestire gli stand della fiera agricola. I migranti si ritirano dietro la cancellata, riparandosi sotto i teloni sostenuti da funi precarie legate a mattoni sull’asfalto. Il Comune monta tre bagni chimici e un rubinetto, poi alza un «muro» con tavole di legno per separare le due zone anche visivamente. Il comitato antirazzista (una ventina di persone) protesta, in poche ore compare la scritta «Saluzzo Vergogna, dignità per i migranti» che «indigna» il sindaco pd Paolo Allemano: «Che c’entra il razzismo? Si vergogni chi lo dice». Così ieri sono arrivati Carlo Petrini, anima di Slow Food, e il cantautore Gianmaria Testa, che si sono appassionati alla causa. Il paragone con Rosarno (e con tutte le altre Rosarno stagionali d’Italia) viene naturale. Giacigli di fortuna, pannocchie bruciate sui falò (le bombole del gas costano 42 euro, non sempre la colletta riesce), rifiuti ovunque, un vecchio biliardino per i pomeriggi senza lavoro, bici da riparare in fretta per raggiungere le aziende fino a quindici chilometri di distanza. E se fa freddo o piove... In realtà, le situazioni sono diverse. A Rosarno gli accampamenti erano da mille persone senza bagni, qui i 164 sistemati nei campi attrezzati vivono dignitosamente (quelli dietro il foro boario, no). E le condizioni di lavoro sono decisamente migliori. Niente caporali, niente tensioni con gli italiani (anziani giocano a bocce a venti metri, donne attraversano la tendopoli), paga buona (in genere 5,50 l’ora, 45 euro al giorno; in Calabria 25-30 lavorando di più), rapporti stabili con le aziende agricole, tasso di occupazione all’80 per cento. E allora, perché l’argine è sfondato? Nel dopoguerra, i braccianti per i frutteti si riversavano dalle valli. Poi toccò ai meridionali. Racconta Gianmaria Testa, figlio e fratello di contadini («Si è emancipato facendo il ferroviere», scherza Petrini) che «fino agli anni ‘70 in estate le aziende si riempivano di studenti con i sacchi a pelo, ancheda Torino. La cultura contadina è permeata di accoglienza, un piatto di minestra c’è sempre per tutti, poi qualcosa si è rotto». Dagli anni ’80 si considera disdicevole mandare i figli a raccogliere pesche, mele e susine (anche se quest’anno se ne rivede qualcuno), e i proprietari trovano conveniente la manodopera straniera. Oggi Saluzzo ha 2000 immigrati su 18000 abitanti. In principio gli albanesi, comunità ancora prevalente (circa 800, bene integrati). Poi macedoni nei vigneti e cingalesi negli allevamenti. Infine africani nei frutteti: imparano in fretta, lavorano tanto e bene, sono flessibili senza le complicazioni burocratiche (e l’obbligo di fornire un alloggio) dei decreti flussi. Nel 2009, alla Caritas se ne erano affacciati otto. Nel 2010 ottanta. L’anno scorso 180. Una progressione insostenibile per i sette Comuni della zona, che con l’aiuto di imprenditori, donatori e associazioni hanno allestito diverse aree (ex ostelli, campi sportivi, prefabbricati, la sede della Caritas, l’alloggio del custode del cimitero). C’erano anche le tende della Protezione civile, poi dirottate per i terremotati dell’Emilia. «Abbiamo fatto il possibile, sopportando anche costi enormi, per assisterne 164. Ne sono arrivati altrettanti che esigono una sistemazione. Impossibile. E poi che cosa dico alle quaranta famiglie italiane sfrattate?». Il sindaco ha scritto al prefetto: «C’è un mondo che ci casca addosso, non può farsene carico solo Saluzzo». Petrini, da vecchio marxista, va al punto. «Sono lavoratori? Lavorano? Allora devono farsene carico le aziende, che ci guadagnano. Non possono girarsi dall’altra parte. Non mi si dica che non sono in grado di farlo. E anche la Cgil, non si accorge di niente?». A ottobre andranno tutti via, in Calabria negli agrumeti. Le soluzioni strutturali sono rinviate al prossimo anno, quando saranno ancora di più. Per il mese che resta, non resta che sopravvivere. Sperando che non piova.

LA DISOCCUPAZIONE VOLA AL 10,5%. TRE MILIONI I LAVORATORI PRECARI

L'Italia non esce dalla crisi. Peggio. Sprofonda sempre più in basso e il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre 2012 vola al 10,5%, in crescita di 2,7 punti percentuali su base annua. Lo rileva l'Istat analizzando i dati grezzi, ma si tratta, comunque, del tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1999. Numeri record anche tra i dipendenti a termine che nello stesso periodo sono stati 2 milioni 455mila, ai massimi dal 1993: aggiungendo anche i collaboratori (462mila) i precari sono poco meno di 3 milioni. Il tasso di disoccupazione a luglio resta, invece, stabile al 10,7%, lo stesso livello di giugno, ma il più alto da gennaio 2004, quando iniziano le serie storiche mensili. Su base annua il tasso è in rialzo di 2,5 punti: nel complesso i senza lavoro sono 2 milioni 764mila, mentre le persone in cerca di occupazione sono cresciute del 33,6%, di 695mila unità. A pagare il prezzo più alto sono ancora i giovani: i senza lavoro tra i 15 e i 24 anni a luglio sono il 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali su giugno e di 7,4 punti su base annua. Con un picco del 48%, su base trimestrale, tra le ragazze del Mezzogiorno. E, come se non bastasse, il ritmo di crescita annuo della disoccupazione giovanile è triplo rispetto a quello complessivo: le persone in cerca di lavoro sono 618 mila e rappresentano il 10,2% della popolazione in questa fascia d'età. Non crescono, invece, gli occupati stabili a 23 milioni 25mila. Secondo l'Istat, la stabilità dell'occupazione è sintesi del calo della componente maschile e dell'aumento di quella femminile. E così il tasso di occupazione è pari al 57,1%. Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente con un tasso pari al 36%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno. Nel secondo trimestre si registra, quindi, un calo del numero degli occupati in termini tendenziali dello 0,2% (-48mila unità). L'aumento dell'occupazione più adulta con almeno 50 anni, soprattutto a tempo indeterminato, si contrappone al persistente calo su base annua di quella più giovane e dei 35-49enni. Al calo tendenziale dell'occupazione italiana (-133mila unità) si associa la crescita di quella straniera (+85mila unità). In confronto al secondo trimestre 2011, tuttavia, il tasso di occupazione degli italiani rimane stabile, mentre quello degli stranieri segnala una nuova significativa riduzione (dal 63,5% al 61,5%). Eurozona. Nuovo record per il tasso di disoccupazione dell'Eurozona che a luglio è salito all'11,3%, il livello più alto dalla nascita della moneta unica: lo ha reso noto Eurostat, che ha rivisto al rialzo il dato di giugno, passato dall'11,2 all'11,3%. Stabile, ma sempre al livello record del 10,4%, il tasso nell'Ue a 27 paesi. In termini assoluti, Eurostat stima che il numero di disoccupati nell'Ue a luglio sia salito a 25,254 milioni di persone di cui 18 nella sola Eurozona, pari ad un aumento di 343mila unità nei 27 e di 88mila unità nei 17. Rispetto a un anno fa, quando il tasso di disoccupazione era al 10,1% nell'Eurozona e al 9,6% nell'Ue-27, i disoccupati sono aumentati rispettivamente di 2,05 milioni e di 2,1 milioni. I paesi in cui la disoccupazione è più elevata sono la Spagna, dove una persone su quattro è senza lavoro (25,1%) e la Grecia (23,1% a maggio). I tassi più bassi sono invece stati registrati in Austria (4,5%), Olanda (5,3%), Germania e Lussemburgo (entrambi 5,5%). Sempre problematica anche la disoccupazione giovanile, ancora in aumento, arrivata al 22,6% nell'Eurozona e al 22,5% nell'Ue a 27, dove ci sono rispettivamente 204mila e 182mila giovani disoccupati in più rispetto a giugno, per un totale di quasi 5 milioni e mezzo di persone sotto i 25 anni senza lavoro. In Spagna e Grecia oltre la metà dei giovani è disoccupata (rispettivamente 52,9% e 53,8%).

IL PRESIDENTE SCOPELLITI IN VISITA ISTITUZIONALE NEGLI EMIRATI ARABI

Il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, in visita istituzionale negli Emirati arabi uniti, ha incontrato a Dubai, il ministro dell'economia Sultan Al Mansouri. Il governatore calabrese ha illustrato al Ministro le opportunita' di investimento per i fondi sovrani dell'Emirato in Calabria. Al Mansouri, al quale e' stato mostrato un video promozionale della regione - fa sapere la Regione - ha espresso la meraviglia e interesse per le bellezze della Calabria.

SCOPERTA PIANTAGIONE DI DROGA NEL VIBONESE

Una piantagione con 76 esemplari di cannabis indica, tutti in avanzato stato di maturazione e dell'altezza media di due metri e mezzo, e' stata scoperta e sequestrata dai carabinieri in localita' Lago piccolo alle pendici del monte Poro, nel vibonese. Il luogo e' praticamente inaccessibile e difficilmente individuabile perche' occultato dalla fitta vegetazione. La piantagione veniva irrigata grazie alla presenza di un piccolo corso d'acqua poco distante.

SEQUESTRATI 58 KG DI COCAINA AL PORTO DI GIOIA TAURO

La Guardia di finanza e l'Ufficio centrale antidroga della Dogana hanno sequestrato nel porto di Gioia Tauro 58 chilogrammi di cocaina che si trovavano in un container sbarcato da una nave mercantile. L'operazione che ha portato al sequestro e' stata condotta sotto le direttive del procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Michele Prestipino Giarritta, e del pm Alessandra Cerreti. Il carico di droga avrebbe fruttato al dettaglio 12 milioni di euro.

SORTEGGI CHAMPIONS: GIRONE DA BRIVIDI PER LA JUVE

Subito Chelsea. E' un sorteggio da brivido quello che riaccoglie tra le grandi d'Europa la Juventus, al suo ritorno in Champions dopo sei anni. Ma a conti fatti, per i bianconeri il sorteggio di Montecarlo è stato duro, ma non crudele: il quadro del girone si completa infatti con Shakthar Donetsk e i danesi del Nordsjaelland. E' andata bene invece al Milan, che oltre allo Zenit di Luciano Spalletti affronterà l'Anderlecht e il Malaga. Il girone di ferro è senza dubbio il D: Real, Manchester City, Ajax e Borussia Dortmund. Quattro squadre campioni dei rispettivi campionati, e soprattutto l'inedita sfida tra José Mourinho e Roberto Mancini, quasi un duello personale dopo gli anni Inter. E' stata la mano maliziosa dell'ex milanista Ruud Gullit ad abbinare, dall'urna di Montecarlo, i Campioni d'Italia a quelli d'Europa. Pirlo contro Lampard, Vucinic contro Hazard: e soprattutto la sfida all'italiano Roberto Di Matteo, che si è guadagnato la conferma sulla panchina del Chelsea a suon di successi, a cominciare da quella Champions dello scorso anno. Successo che Abramovich ha fatto di tutto per bissare, in sede di campagna acquisti, anche considerato che la finale si giocherà a Wembley. Ma la Juve, oltre che sulle sue forze, conta sul livello degli altri avversari. Lo Shakthar Donetsk è ucraino per modo di dire, vista la percentuale di brasiliani allenati da Mircea Lucescu, vecchia conoscenza del calcio italiano: insomma avversario da non sottovalutare, ma assolutamente abbordabile per Conte . Il quadro si completa con gli esordienti danesi del Nordsjaelland (e qui nell'urna c'é la mano di un vecchio amico, Fabio Cannavaro): per la squadra nata nel '91 primo scudetto danese, prima volta in Champions e subito grande avversarie. Una curiosita': la Juve primavera aveva battuto la giovanile del club danese 6-1 all'esordio del Viareggio. Poteva andare peggio, vista la terza fascia che alla Juve avrebbe potuto costare anche il gruppo D, quello di Real e City Un altro ex milanista, George Weah, aveva invece abbinato al Milan lo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti. Anche questo sarà incrocio curioso: prima di andare in Russia e anche dopo il tecnico ex Roma era stato spesso accostato alla panchina del Milan. - Il gruppo C si completa con i belgi dell'Anderlecht e gli spagnoli del Malaga, anche loro alla prima volta e che ha appeno ceduto alla Samp Maresca. La squadra spagnola è finanziata da uno degli sceicchi qatarioti, Al Tani, ma senza spese folli: tra i giocatori di punta lo spagnolo Isco, la guida tecnica è dell'ex Real Manuel Pellegrini. Tira un sospiro di sollievo Ancelotti: il suo Psg pieno di campioni e problemi ha pescato Porto, Dinamo Kiev e Dinamo Zagabria. Appaiono modesti i gruppi B (Arsenal, Schalke, Olimpiacos e Montpellier) e H (oltre al Manchester United, Sporting Braga, Galatasaray e Cluj). Per il Barcellona girone facile, con Benfica, Spartak Mosca e Celtic. Il Bayern Monaco prova il riscatto dalla delusione dell'ultima finale contro Valencia, Lilla e Bate. In chiusura di sorteggio, Iniesta preferito a Messi e Cristiano Ronaldo come miglior giocatore Uefa dell'anno. Premio consegnato tra il gelo dei due grandi rivali di Real e Barcellona: neanche questa volta, come già ieri al Bernabeu per la Supercoppa di Spagna, si sono dati la mano. - Questi i gironi della Champions League 2012-2013. - Gruppo A: Porto (Por), Dinamo Kiev (Ukr), Paris Saint Germain (Fra), Dinamo Zagabria (Cro). - Gruppo B: Arsenal (Ing), Schalke 04 (Ger), Olympiacos (Gre), Montpellier (Fra). - Gruppo C: Milan, Zenit S.Pietroburgo (Rus), Anderlecht (Bel), Malaga (Spa) - Gruppo D: Real Madrid (Spa), Manchester City (Ing), Ajax (Ola), Borussia Dortmund (Ger) - Gruppo E: Chelsea (Ing), Shakthar Donetsk (Ukr), Juventus, Nordsjaelland (Dan) - Gruppo F: Bayern Monaco (Ger), Valencia (Spa), Lilla (Fra), Bate Borisov (Blr). - Gruppo G: Barcellona (Spa), Benfica (Por), Spartak Mosca (Rus), Celtic Glasgow (Sco). - Gruppo H: Manchester United (Ing), Sporting Braga (Por), Galatasaray (Tur), Cluj (Rom). -

giovedì 30 agosto 2012

ROSARNO RAPINA IN SUPERMERCATO, IN 4 MILLE EURO DI BOTTINO

4 persone con il volto coperto da passamontagna, due dei quali armati di pistola, hanno rapinato il supermercato MD in via provinciale . I quattro hanno prelevato dalla cassa circa mille euro in contanti e si sono dileguati a bordo di un'auto mobile facendo perdere le loro tracce. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che anno avviato le indagini.

RAID VANDALICI A SIDERNO, RINTRACCIATI GLI AUTORI

Sono stati identificati dai carabinieri gli autori del raid vandalico che ha provocato il danneggiamento di 24 auto tra domenica e lunedì a Siderno. Si tratta di A.L., di 24 anni, e G.G. di 25, allo stato irreperibile. Alla base dell'episodio ci sarebbe un raptus scatenato dalla gelosia di A.L. che avrebbe reagito così dopo avere notato l'ex fidanzata in atteggiamenti affettuosi con un altro giovane. Le auto sono state danneggiate con una mazza da lavoro.

CHAMPIONS, PARTE CACCIA AL CHELSEA

Torna la Coppa piu' amata, il vero e proprio campionato d'Europa. Al quale l'Italia partecipa da comprimaria. Domani a Montecarlo, dalle ore 17,45, dal Chelsea detentore del trofeo al Barcellona, ma anche Juventus e Milan - le uniche due di A rimaste - le grandi d'Europa conosceranno le loro avversarie per la fase a gironi della Champions League. Per la prima volta dal 1999, ossia la data alla quale l'Uefa ha ammesso piu' di due squadre per i principali paesi europei nella sua competizione regina, l'Italia e' al via con solo due formazioni, dopo l'eliminazione ai play-off dell'Udinese ieri sera. I rossoneri, teste di serie, hanno maggiori chances di figurare in un gruppo abbordabile rispetto ai bianconeri, in terza fascia: dazio pesante, da parte dei bianconeri, alla lunga assenza dall'Europa, legata a Calciopoli. Nel corso della cerimonia per la Champions League, l'Uefa eleggera' anche il 'miglior giocatore dell'anno in Europa'. Il sorteggio dei gironi di Europa League e' invece previsto venerdi' alle ore 13, sempre a Montecarlo, prima della Supercoppa europea (ore 20,45). In Champions League, come di consueto, le 32 qualificate (le ultime cinque saranno note stasera dopo gli ultimi ritorni delle gare di play-off), verranno divise in otto gironi da quattro squadre. Passano agli ottavi le prime due, la terza viene ripescata ai sedicesimi di finale di Europa League e l'ultima e' definitivamente eliminata. Le date delle gare (andata e ritorno) sono 18-19 settembre, 2-3 e 23-24 ottobre, 6-7 e 20-21 novembre ed infine 4-5 dicembre. Per comporre i gruppi, l'Uefa dividera' le squadre in quattro fasce di 'merito', a seconda dei coefficienti europei, basati sui risultati ottenuti nelle competizioni continentali negli ultimi cinque anni. Vietato per due formazioni dello stesso paese figurare nel medesimo gruppo. Le fasce, in particolare le ultime due, possono ancora subire cambiamenti in funzione dell'esito delle gare di stasera. Il Milan e' comunque sicuro di far parte delle teste di serie, mentre la Juventus figurera' nel terzo « cappello ». I rossoneri sono quindi certi di evitare Chelsea, Barcellona, Manchester United, Real Madrid, Arsenal e Porto. Con molta sfortuna, potrebbero ritrovarsi in un girone di ferro, assieme, ad esempio, al Manchester City di Roberto Mancini, al Paris Saint-Germain di Carlo Ancelotti (nonche' di Ibrahimovic e Thiago Silva) ed ai campioni di Germania del Borussia Dortmund. Decisamente piu' morbido sarebbe invece un raggruppamento con il Braga, l'Anderlecht ed il Nordsjaelland. Di media difficolta' un girone con Valencia, Olympiakos e Bate Borisov. Per la Juve la certezza di affrontare una grande d'Europa. Porto e Arsenal sono le teste di serie meno temibili. I bianconeri potrebbero pero' ritrovarsi in un girone difficilissimo con Barcellona, City e Borussia Dortmund. Uno meno impressionante potrebbe essere col Porto, lo Zenit e la Dinamo Zagabria. Di media difficolta' un raggruppamento con Manchester United, Shakhtar Donetsk e Montpellier. Da segnalare ancora la forte presenza di tecnici italiani, con, oltre a Carrera e Allegri, la presenza fra i top clubs di Roberto Di Matteo (Chelsea, detentore del trofeo), Roberto Mancini (Manchester City), Carlo Ancelotti (Paris Saint-Germain) e Luciano Spalletti (Zenit San Pietroburgo). Sempre domani pomeriggio, l'Uefa svelera' il nome del migliore giocatore in Europa. Verra' designato sulla base dei voti di giornalisti specializzati provenienti dai 53 paesi che fanno parte dell'Uefa. I tre finalisti sono lo spagnolo Andres Iniesta (Barcellona), l'argentino Lionel Messi (Barcellona) ed il portoghese Cristiano Ronaldo (Real Madrid): Spagna ancora padrona, nonostante lo smacco dello scorso anno quando la finale fu tutta 'straniera' e il Chelsea inverti' i pronostici. Difficilissimo fare pronostici per il sorteggio della fase a gironi di Europa League, in programma venerdi', che interessera' Napoli, Udinese e molto probabilmente Lazio ed Inter se confermeranno domani le loro vittorie in trasferta nei play-off. Infatti quasi tutte le gare di ritorno dei play-off si disputano domani. Le 48 qualificate (comprese le 10 rispescate dalla Champions League, fra cui l'Udinese) verranno divise in 12 gruppi da quattro squadre. Partite di andata e ritorno (20 settembre, 4 e 25 ottobre, 8 e 22 novembre, 6 dicembre), vanno ai sedicesimi di finale le due prime di ogni girone. Due squadre dello stesso paese non si possono affrontare ed in ogni gruppo vi e' una formazione delle quattro fasce di merito. L'Inter e' sicura di figurare in prima fascia, Napoli e Udinese saranno probabilmente in seconda, la Lazio in seconda o terza in fuzione dei risultati delle gare di ritorno dei play-off. I club piu' blasonati della competizione (oltre all'Inter), sono Liverpool, Atletico Madrid (detentore del trofeo), Lione, Marsiglia e PSV Eindhoven. Infine, sempre a Montecarlo, si diputera' venerdi' la Supercoppa europea fra Chelsea ed Atletico Madrid (ore 20,45), rispettivamente vincente dell'ultima edizione di Champions League ed Europa League.

ISAAC PUNTA NEW ORLEANS, LOUISIANA DEVASTATA

A New Orleans e' entrato in vigore il coprifuoco imposto dopo il passaggio dell'uragano Isaac, e la polizia ha ribadito che sara' fatto rispettare. Chiunque sara' trovato in strada senza un legittimo motivo verra' arrestato o multato, ha ammonito Ronald Serpas, sovrintendente del New Orleans Police Department, la polizia locale, precisando che ''siamo in uno stato di emergenza'' e che Isaac, che nelle ultime ore e' stato 'degradato' a tempesta tropicale, ha lasciato detriti ovunque. I semafori non funzionano, cosi' come l'illuminazione stradale. E' pertanto logico, ha detto, che in citta' ci sia il coprifuoco, fino alle 06:00 di domani, (le 14:00 di oggi in Italia). Frattanto, una misura analoga e' stata imposta anche in numerosi distretti della Luoisiana e a Baton Rouge, una citta' ad un centinaio di km ad Ovest di New Orleans, verso cui si dirige Isaac. Le autorita' locali hanno motivato la decisione con il fatto che nelle prossime ore ci sara' il rischio di inondazioni e di tornado. Più forte del previsto: retrocesso solo nelle ultime ore a tempesta tropicale, l'uragano Isaac si è abbattuto sulla Louisiana con una capacità distruttiva che ha sorpreso molti e ha fatto sentire la sua forza sollevando montagne d'acqua anche in Mississippi e Alabama, fino in Florida. I danni già superano abbondantemente il miliardo e mezzo di dollari. E non è ancora finita, perché muovendosi a meno di dieci chilometri l'ora, secondo le previsioni Isaac potrebbe imperversare ancora per un paio di giorni prima di sgonfiarsi e ridursi a depressione tropicale. Sin dalle prime ore del suo arrivo, oltre 650 mila persone, di cui molte a New Orleans, ma anche in altri tre Stati, sono rimaste senza elettricità, ha reso noto il governatore della Louisiana, Bobby Jindal. E per tornare alla normalità saranno necessari diversi giorni, si dovrà aspettare che il vento, che ora raggiunge i 113 kmh, scenda sotto ai 50 kmh. Il responsabile della protezione civile del Sud-Est della Louisiana, Timothy Doody, ha raccontato che la mareggiata causata da Isaac ha fatto elevare il livello del fiume Mississippi di quasi due metri e mezzo, e ha ammesso che si tratta di un livello "maggiore del previsto". La buona notizia è che i sistemi di difesa dalle inondazioni costruiti dopo il passaggio devastante di Katrina con un investimento di oltre 14 miliardi di dollari attorno a New Orleans hanno finora retto. "Il sistema federale di argini è ok", ha detto il sindaco della città, Mitch Landrieu, aggiungendo che "non ci sono rischi. Tutto sta funzionando esattamente come deve". Inoltre, ha aggiunto, "non c'é gente fuggita sui tetti che possa lontanamente avvicinarsi al ricordo di Katrina", che però era un uragano di categoria tre mentre Isaac 'solo' di categoria uno. Ben diversa la situazione nella contea di Plaquemines Parish: il presidente Billy Nungesse ha confermato che Isaac "ha colpito più duro di quanto la gente pensasse" e ha detto che ci sono informazioni secondo cui sulla riva Est del Mississippi "ci sono persone sui tetti delle loro case, e tre o quattro metri d'acqua". "E' stato peggio di Katrina", ha sottolineato. Centinaia di persone sono state evacuate da quelle parti, in particolare da Boothville Venice, e alloggiate in un centro a Belle Chasse dove stamattina si parlava di venti, trenta persone ancora bloccate sui tetti in attesa di soccorsi. La Plaquemines Parish, a Sud-Est di New Orleans, è stata una delle contee più duramente colpite e dove i soccorsi sono dovuti intervenire per trarre in salvo decine di persone dopo che la forza di Isaac ha causato la rottura degli argini e un'ondata di piena che ha superato i quattro metri. Drammatiche le immagini diffuse dai social network: intere cittadine sommerse, con i soccorritori costretti ad usare i motoscafi. In serata, le preoccupazioni crescono anche a Guste Island, dove si registra la rottura degli argini, con le operazioni di "search and rescue" ordinate in fretta e furia. Il presidente Barack Obama ha fatto sapere di aver parlato con i governatori di Louisiana, Mississippi e Alabama e con il sindaco di New Orleans, a cui ha chiesto di comunicare alle autorità federali le eventuali necessità che emergessero in seguito a Isaac. "Il governo federale - ha detto - è pronto". Sul campo, intanto, si guarda alle prossime ore, con l'emergenza che ancora ben lungi dall'essere superata. Nel corso della notte New Orleans, che già oggi appare come una città spettrale, sarà investita in pieno dalla tempesta. In strada non si avventura nessuno. Il sindaco Landrieu ha però comunque dichiarato il coprifuoco, dal tramonto all'alba di domani. Così come hanno fatto gli sceriffi di diverse contee vicine alla città, perché come ha affermato ad esempio il responsabile della sicurezza nella Saint Bernard Parish, una zona dell'area periferica di New Orleans, James Pohlmann, in questa situazione "non vogliamo nessuno nelle strade".

SCUOLA: OLTRE 22MILA ISTITUTI VULNERABILI AD EVENTI SISMICI

Quasi la metà delle scuole pubbliche - 22.858 su circa 42.000 - sono state identificate dal ministero delle Infrastrutture e dalla Protezione Civile come vulnerabili da eventi sismici e quindi da verificare. Nei fatti, però, dopo tre terremoti e dieci anni di leggi, provvedimenti e stanziamenti di fondi, meno di una su dieci è stata davvero ispezionata. E' quanto sostiene la rivista Wired che ha dedicato al tema un'inchiesta. Otto milioni di studenti italiani stanno per tornare in classe "ma, dopo i terremoti in Emilia e a dieci anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, ancora non conosciamo il rischio sismico del 90% dei nostri edifici scolastici" afferma Wired. parlando di "lacuna inquietante". "A dieci anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, dove sotto le macerie della Francesco Jovine morirono 27 bambini e un'insegnante, e nonostante i quasi quattro miliardi di euro complessivamente stanziati dal governo, queste informazioni non sono disponibili a genitori e studenti, se non in pochissimi casi. Il problema è - spiega la rivista in una nota - che i Comuni (proprietari di scuole materne, elementari e medie) e le Province (a cui fanno capo le superiori) non usano un unico standard per la raccolta dei dati. Il risultato è un patchwork di dati regionali spesso impossibili da confrontare, e che il ministero dell'Istruzione per ora non divulga, nemmeno dietro le ripetute richieste di Wired. Conoscere gli indici di rischio può fare la differenza, perché - prosegue la nota - mette i cittadini in condizione di esigere dai propri enti locali il rispetto di leggi e normative. Il prossimo 31 ottobre sarà il decennale della strage di San Giuliano: le sentenze definitive del 2010 indicano che è proprio il non rispetto della sicurezza dell'edificio ad aver causato il crollo. Per quella data, la miglior commemorazione sarebbe la pubblicazione da parte del Ministero di tutte le verifiche compiute e di quello che ancora c'è da fare. Perché nelle scuole si costruisce il futuro. E un futuro migliore va costruito su sicurezza e trasparenza". Il ministero respinge al mittente le accuse. "Politica di questo ministro - afferma l'ufficio stampa del dicastero - è l'assoluta trasparenza e l'accessibilità ad atti, numeri e dati in possesso dell'amministrazione. Escludiamo nella maniera più assoluta di aver negato dati in nostro possesso a Wired o a qualsiasi altra pubblicazione piccola, grande, grandissima o piccolissima che sia. Evidentemente quei dati non erano in nostro possesso".

mercoledì 29 agosto 2012

NEWSONEPLUSAC UNICO CORRISPONDENTE FISSO DELL' INGV PER IL TERRITORIO DI ROSARNO

Noi di Newsoneplusac siamo gli unici su tutto il territorio di Rosarno ad essere corrispondenti per l'Istituto Nazionale Di Geofisica E Vulcanologia (INGV), questo ci permette di essere i primi e gli unici in tutta l'intera area ha poter riferire direttamente con l'INGV, per eventuali segnalazioni di sciagura naturale legati a terremoti, eruzioni, inondazioni ecc. Questo incrementa ancora di piu l'importanza di questa nostra testata giornalistica on-line soprattutto per la nostra area. Nella seguente mappa vi facciamo visualizzare tutti i corrispondenti sul territorio Italiano, noi siamo nel cerchio, ma siccome la mappa ha una scala molto vasta vi diamo il link dell' INGV dove potrete consultare la lista di tutti i quasi 18 mila corrsipondenti sul nostro territorio comune per comune e potrete vedere che a Rosarno ne risulta solo uno e siamo propio noi.