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mercoledì 26 settembre 2012
iPHONE 5 VENDUTI 5 MILIONI DI PEZZI
Apple ha venduto oltre cinque milioni di iPhone 5 nel primo fine settimana, era in vendita in 8 Paesi tra cui Usa, Giappone e Regno Unito. Lo comunica Apple in una nota, sottolineando che oltre 100 milioni di dispositivi iOS sono stati aggiornati a iOS6. ''La domanda e' stata incredibile e stiamo lavorando duramente per far si' che chi vuole un iPhone 5 lo possa avere il prima possibile'', dice l'Ad di Apple, Tim Cook, sottolineando che ''la fornitura iniziale e' stata esaurita''.
CATTUTRO' GHEDDAFI, IN MIGLIAIA AL SUO FUNERALE
Migliaia di libici hanno partecipato ieri a Misurata al funerale di Omran Ben Shaban, il giovane ribelle che l'anno scorso ha catturato Muammar Gheddafi: la bara di Shaban è stata portata a spalla fino allo stadio della città, dove oltre 10mila persone gli hanno reso omaggio. Shaban, 22 anni, che era stato sequestrato e torturato dai fedelissimi di Gheddafi lo scorso luglio e tenuto prigioniero per 50 giorni nella città di Bani Walid, è morto ieri in un ospedale di Parigi, dove era stato ricoverato dopo il suo rilascio. La sua salma è stata subito riportata a Misurata, la sua città natale, secondo quanto riporta la Bbc online. Il giovane era stato liberato la settimana scorsa, grazie alla mediazione del presidente dell'Assemblea nazionale libica, Mohammed al Magarief. Ma le sue condizioni sono apparse subito critiche: sul suo corpo erano evidenti i segni delle torture subite durante la prigionia e l'uomo, secondo quanto riportato dalla stampa, aveva le gambe paralizzate in seguito a una ferita da proiettile vicino alla spina dorsale. Il mondo aveva conosciuto Shaban il 20 ottobre dell'anno scorso, grazie alle immagini e ai video che lo ritraevano insieme a Gheddafi mentre veniva portato fuori da una grande conduttura definita 'la fogna del ratto', dove il giovane aveva riconosciuto l'ex leader e lo aveva segnalato ai suoi compagni, di fatto decretando la fine del Colonnello. Ieri l'Assemblea nazionale libica ha denunciato la "perdita di un eroe coraggioso" e si è impegnata a portare i responsabili davanti alla giustizia, secondo una dichiarazione pubblicata dall'agenzia ufficiale libica Lana.
GIORNALISTA IRANIANO UCCISO IN DIRETTA
Giornalista iraniano della Presse Tv ucciso da cecchini a Damasco. Maya Nasser è stato colpito mentre stava facendo un collegamento in diretta sulle esplosioni avvenute stamane a Damasco per la tv pubblica iraniana. Press Tv sottolinea che il giornalista è stato ucciso da "insorti appoggiati dall'estero". Anche l'altro giornalista ferito, viene precisato, stava riferendo sulle esplosioni.
Due esplosioni si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato siriana, aggiungendo che nell'area è ancora in corso un incendio.
"Due esplosioni ad opera di terroristi si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco", ha detto la tv siriana senza per il momento dare un bilancio di eventuali vittime. Anche l'ong Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo ha confermato le due esplosioni, precisando che una si è verificata nella piazza 'blindata' di Omeyyades, al centro di Damasco, l'altra nel quartiere di Kafar Sussé, nell'area ovest della capitale. La seconda esplosione, riferisce l'ong, è stata anche accompagnata da colpi di arma da fuoco.
Una delle due bombe nei pressi dello Stato maggiore delle forze armate può esser stata posta all'interno del compound militare. Lo ha detto il ministro dell'informazione Umran Zobi, portavoce del governo, citato dalla tv di Stato.
RE GIORDANIA, NO ALTERNATIVE A SOLUZIONE POLITICA - "In Siria non c'é alternativa ad una soluzione politica per porre fine al bagno di sangue, riportare la stabilità nel Paese, preservare la sua integrità territoriale e la dignità del suo popolo": lo ha detto il re Abdallah di Giordania intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "La violenza deve finire immediatamente e la transizione iniziare ora", ha aggiunto il re di Giordania.
GIORNALISTA IRANIANO UCCISO IN DIRETTA
Giornalista iraniano della Presse Tv ucciso da cecchini a Damasco. Maya Nasser è stato colpito mentre stava facendo un collegamento in diretta sulle esplosioni avvenute stamane a Damasco per la tv pubblica iraniana. Press Tv sottolinea che il giornalista è stato ucciso da "insorti appoggiati dall'estero". Anche l'altro giornalista ferito, viene precisato, stava riferendo sulle esplosioni.
Due esplosioni si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato siriana, aggiungendo che nell'area è ancora in corso un incendio.
"Due esplosioni ad opera di terroristi si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco", ha detto la tv siriana senza per il momento dare un bilancio di eventuali vittime. Anche l'ong Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo ha confermato le due esplosioni, precisando che una si è verificata nella piazza 'blindata' di Omeyyades, al centro di Damasco, l'altra nel quartiere di Kafar Sussé, nell'area ovest della capitale. La seconda esplosione, riferisce l'ong, è stata anche accompagnata da colpi di arma da fuoco.
Una delle due bombe nei pressi dello Stato maggiore delle forze armate può esser stata posta all'interno del compound militare. Lo ha detto il ministro dell'informazione Umran Zobi, portavoce del governo, citato dalla tv di Stato.
RE GIORDANIA, NO ALTERNATIVE A SOLUZIONE POLITICA - "In Siria non c'é alternativa ad una soluzione politica per porre fine al bagno di sangue, riportare la stabilità nel Paese, preservare la sua integrità territoriale e la dignità del suo popolo": lo ha detto il re Abdallah di Giordania intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "La violenza deve finire immediatamente e la transizione iniziare ora", ha aggiunto il re di Giordania.
GIORNALISTA IRANIANO UCCISO IN DIRETTA
Giornalista iraniano della Presse Tv ucciso da cecchini a Damasco. Maya Nasser è stato colpito mentre stava facendo un collegamento in diretta sulle esplosioni avvenute stamane a Damasco per la tv pubblica iraniana. Press Tv sottolinea che il giornalista è stato ucciso da "insorti appoggiati dall'estero". Anche l'altro giornalista ferito, viene precisato, stava riferendo sulle esplosioni.
Due esplosioni si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato siriana, aggiungendo che nell'area è ancora in corso un incendio.
"Due esplosioni ad opera di terroristi si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco", ha detto la tv siriana senza per il momento dare un bilancio di eventuali vittime. Anche l'ong Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo ha confermato le due esplosioni, precisando che una si è verificata nella piazza 'blindata' di Omeyyades, al centro di Damasco, l'altra nel quartiere di Kafar Sussé, nell'area ovest della capitale. La seconda esplosione, riferisce l'ong, è stata anche accompagnata da colpi di arma da fuoco.
Una delle due bombe nei pressi dello Stato maggiore delle forze armate può esser stata posta all'interno del compound militare. Lo ha detto il ministro dell'informazione Umran Zobi, portavoce del governo, citato dalla tv di Stato.
RE GIORDANIA, NO ALTERNATIVE A SOLUZIONE POLITICA - "In Siria non c'é alternativa ad una soluzione politica per porre fine al bagno di sangue, riportare la stabilità nel Paese, preservare la sua integrità territoriale e la dignità del suo popolo": lo ha detto il re Abdallah di Giordania intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "La violenza deve finire immediatamente e la transizione iniziare ora", ha aggiunto il re di Giordania.
GIORNALISTA IRANIANO UCCISO IN DIRETTA
Giornalista iraniano della Presse Tv ucciso da cecchini a Damasco. Maya Nasser è stato colpito mentre stava facendo un collegamento in diretta sulle esplosioni avvenute stamane a Damasco per la tv pubblica iraniana. Press Tv sottolinea che il giornalista è stato ucciso da "insorti appoggiati dall'estero". Anche l'altro giornalista ferito, viene precisato, stava riferendo sulle esplosioni.
Due esplosioni si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato siriana, aggiungendo che nell'area è ancora in corso un incendio.
"Due esplosioni ad opera di terroristi si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco", ha detto la tv siriana senza per il momento dare un bilancio di eventuali vittime. Anche l'ong Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo ha confermato le due esplosioni, precisando che una si è verificata nella piazza 'blindata' di Omeyyades, al centro di Damasco, l'altra nel quartiere di Kafar Sussé, nell'area ovest della capitale. La seconda esplosione, riferisce l'ong, è stata anche accompagnata da colpi di arma da fuoco.
Una delle due bombe nei pressi dello Stato maggiore delle forze armate può esser stata posta all'interno del compound militare. Lo ha detto il ministro dell'informazione Umran Zobi, portavoce del governo, citato dalla tv di Stato.
RE GIORDANIA, NO ALTERNATIVE A SOLUZIONE POLITICA - "In Siria non c'é alternativa ad una soluzione politica per porre fine al bagno di sangue, riportare la stabilità nel Paese, preservare la sua integrità territoriale e la dignità del suo popolo": lo ha detto il re Abdallah di Giordania intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "La violenza deve finire immediatamente e la transizione iniziare ora", ha aggiunto il re di Giordania.
GIORNALISTA IRANIANO UCCISO IN DIRETTA
Giornalista iraniano della Presse Tv ucciso da cecchini a Damasco. Maya Nasser è stato colpito mentre stava facendo un collegamento in diretta sulle esplosioni avvenute stamane a Damasco per la tv pubblica iraniana. Press Tv sottolinea che il giornalista è stato ucciso da "insorti appoggiati dall'estero". Anche l'altro giornalista ferito, viene precisato, stava riferendo sulle esplosioni.
Due esplosioni si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato siriana, aggiungendo che nell'area è ancora in corso un incendio.
"Due esplosioni ad opera di terroristi si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco", ha detto la tv siriana senza per il momento dare un bilancio di eventuali vittime. Anche l'ong Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo ha confermato le due esplosioni, precisando che una si è verificata nella piazza 'blindata' di Omeyyades, al centro di Damasco, l'altra nel quartiere di Kafar Sussé, nell'area ovest della capitale. La seconda esplosione, riferisce l'ong, è stata anche accompagnata da colpi di arma da fuoco.
Una delle due bombe nei pressi dello Stato maggiore delle forze armate può esser stata posta all'interno del compound militare. Lo ha detto il ministro dell'informazione Umran Zobi, portavoce del governo, citato dalla tv di Stato.
RE GIORDANIA, NO ALTERNATIVE A SOLUZIONE POLITICA - "In Siria non c'é alternativa ad una soluzione politica per porre fine al bagno di sangue, riportare la stabilità nel Paese, preservare la sua integrità territoriale e la dignità del suo popolo": lo ha detto il re Abdallah di Giordania intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "La violenza deve finire immediatamente e la transizione iniziare ora", ha aggiunto il re di Giordania.
GIORNALISTA IRANIANO UCCISO IN DIRETTA
Giornalista iraniano della Presse Tv ucciso da cecchini a Damasco. Maya Nasser è stato colpito mentre stava facendo un collegamento in diretta sulle esplosioni avvenute stamane a Damasco per la tv pubblica iraniana. Press Tv sottolinea che il giornalista è stato ucciso da "insorti appoggiati dall'estero". Anche l'altro giornalista ferito, viene precisato, stava riferendo sulle esplosioni.
Due esplosioni si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato siriana, aggiungendo che nell'area è ancora in corso un incendio.
"Due esplosioni ad opera di terroristi si sono verificate vicino alla sede dello stato maggiore di Damasco", ha detto la tv siriana senza per il momento dare un bilancio di eventuali vittime. Anche l'ong Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo ha confermato le due esplosioni, precisando che una si è verificata nella piazza 'blindata' di Omeyyades, al centro di Damasco, l'altra nel quartiere di Kafar Sussé, nell'area ovest della capitale. La seconda esplosione, riferisce l'ong, è stata anche accompagnata da colpi di arma da fuoco.
Una delle due bombe nei pressi dello Stato maggiore delle forze armate può esser stata posta all'interno del compound militare. Lo ha detto il ministro dell'informazione Umran Zobi, portavoce del governo, citato dalla tv di Stato.
RE GIORDANIA, NO ALTERNATIVE A SOLUZIONE POLITICA - "In Siria non c'é alternativa ad una soluzione politica per porre fine al bagno di sangue, riportare la stabilità nel Paese, preservare la sua integrità territoriale e la dignità del suo popolo": lo ha detto il re Abdallah di Giordania intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "La violenza deve finire immediatamente e la transizione iniziare ora", ha aggiunto il re di Giordania.
MILANO INCIDENTE IN METRO: SOLO FERITI
Tanta paura a Milano per il tamponamento tra due treni della linea 2 della metropolitana milanese tra le fermate Garibaldi e Gioia. Nell'incidente, avvenuto poco prima delle dieci, si registrano undici feriti, tra i quali il macchinista del treno. Secondo i primi accertamenti, sono nove i feriti lievi assistiti sul posto e due più seri ma non gravi portati in pronto soccorso: coloro che hanno riportato i danni maggiori accuserebbero uno schiacciamento toracico e sospette fratture alle gambe. Qualche preoccupazione in un primo momento aveva sollevato lo stato di agitazione di una passeggera incinta, ma la situazione sarebbe risolta.
Il treno che ha causato l'incidente avrebbe frenato bruscamente e poi leggermente tamponato un altro convoglio. Il tamponamento è avvenuto a 14 km orari, secondo quanto spiega il sindaco Giuliano Pisapia che ha informato fin da subito della situazione sul suo profilo Twitter. L'area della fermata Gioia, dov'è avvenuto lo scontro, è stata chiusa al traffico. Sul posto sono presenti ambulanze e il Coordinamento per le maxiemergenze.
L'incidente, secondo il presidente dell'Atm Bruno Rota e l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo, sarebbe avvenuto per 'cause umane', in particolare per il "malore del macchinista, che è più di un'ipotesi", dice Rota. Secondo Cattaneo "dalle prime ricostruzioni si è trattato di un errore umano indotto dal malore del macchinista, che poi si è ripreso, ma in qualche modo sono stati superati i sistemi di blocco automatico dei treni" che scattano al verificarsi di condizioni di pericolo, come quando due convogli si trovano oltre le distanze minime di sicurezza.
Molte le persone spaventate e diversi i passeggeri degli altri treni bloccati lungo la linea che sono affluiti senza panico in superficie. Secondo le testimonianze dei passeggeri dei treni coinvolti, quasi tutti al momento dell'impatto sono caduti a terra, ma trovandosi seduti per lo scarso affollamento dei treni, i danni sono stati per lo più ridotti.
Al momento tutti i passeggeri sono usciti in superficie e nella fermata 'Gioia' non vi sono più né contusi né feriti. La circolazione e' ripresa normalmente sul tratto della linea 2 della metropolitana di Milano.
Testimoni, dopo tamponamento al buio - "Dopo il tamponamento sul treno c'é stato un breve periodo di totale black out, con molta paura tra tutti i passeggeri che per guardarsi intorno hanno usato i display dei telefonini". Questa la ricostruzione di una passeggera del treno che ha tamponato l'altro convoglio nella metropolitana milanese. "Dopo di che la luce è tornata e siamo rimasti fermi circa un quarto d'ora in attesa che il treno si muovesse e anche quando si è mosso verso la fermata - prosegue la testimone visibilmente colpita - la luce se ne è andata".
"Non c'é stato panico - aggiunge un impiegato che si trovava a bordo del treno tamponato - ma molta confusione e tutti hanno pensato a quali sarebbero potute essere le conseguenze se l'incidente fosse avvenuto nelle ore di punta e con i treni affollati". Al momento, in superficie, davanti alla fermata della metropolitana 'Gioia' alcuni contusi vengono assistiti sul posto e nelle ambulanze, soprattutto per leggeri choc accusati. Alcuni passeggeri indossano il collarino di protezione.
JVENTUS PAREGGIA A FIRENZE O A O
Anticipo della quinta giornata del campionato, finisce 0-0 la sfida del Franchi tra Fiorentina e Juve. I bianconeri riescono a mantenere l'imbattibilità, che dura da 44 giornate. Un punto tutto sommato positivo, soprattutto considerata la prestazione sotto tono della squadra di Conte, che ha trovato un'avversaria tonica e più in palla dal punto di vista fisico. Con questo pareggio, la Juve sale a 13 punti e mantiene comunque la testa della classifica.
TRAVERSA DI JOVETIC - Conte decide di far riposare Marchisio: al suo posto a centrocampo c'è Giaccherini. In avanti la coppia Giovinco-Quagliarella. Bonucci è acciaccato, si scalda per precauzione Marrone, ma il difensore stringe i denti e si presenta in campo. Il primo tiro pericoloso è della Juve, al 9': Giovinco ci prova da fuori, la palla esce di poco alla destra di Viviano. C'è grande pressing a centrocampo, da parte di entrambe le squadre: il risultato sono tanti errori e poche emozioni vere. La gara si accende, però, al 24'. Pasquale scambia con Jovetic che gli restituisce il pallone in area, arriva Vidal e in scivolata allontana la minaccia. Il pubblico del Franchi e la Fiorentina protestano, ma il bianconero tocca il pallone. La squadra viola ora preme sull'acceleratore e la Juve va in difficoltà: Ljajic può colpire da ottima posizione dopo una bella azione corale, il tiro però finisce sulla schiena di Jovetic. La squadra di Conte reagisce alzando il baricentro, ma la Fiorentina dietro è concentratissima e il centrocampo accorcia spesso per dare una mano in fase di copertura. E allora serve sfruttare bene i calci piazzati, ma Pirlo non sembra in serata. Prima della fine del tempo, la Fiorentina va vicinissima al vantaggio due volte in due minuti: prima Jovetic colpisce la traversa con un colpo di testa, poi Ljajic spreca a tu per tu con Buffon.
I CAMBI NON BASTANO - La ripresa comincia senza sostituzioni. La Juve torna in campo timida. All'8' il difensore Roncaglia supera tre giocatori sulla trequarti e fa partire un rasoterra pericoloso che si spegne di poco a lato della porta difesa da Buffon. Conte e Carrera decidono di cambiare qualcosa: al 13' Vucinic entra al posto di uno spento Quagliarella. Non basta, Pirlo fatica e allora dentro anche Pogba. I bianconeri ora fanno più movimento. Ma i viola continuano a macinare gioco: Cuadrado ci prova con il destro da fuori area, ancora fuori di poco. Giaccherini non ce la fa più: dentro Marchisio. Al 30' arriva il primo cambio viola: esce Ljajic ed entra il trequartista Matias Fernandez. Ancora Fiorentina al '35': cross da destra di Cuadrado, sul secondo palo tutto solo colpisce di testa in tuffo Pasqual, fuori. Nel finale c'è spazio anche per l'ex Luca Toni e per Migliaccio. Ma non cambia più nulla. La sfida finisce 0-0.
domenica 23 settembre 2012
GP DI SINGAPORE, HAMILTON IN POLE ALONSO QUINTO
SINGAPORE – Tutti si aspettavano che la pole fosse una questione da risolvere tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Così era sembrato nelle prove libere, così era sembrato nelle prime due sessioni di qualifica. Così è stato fino al momento decisivo quando Hamilton ha continuato a sfoderare tempi irraggiungibili a tutti gli altri, e ha conquistato la pole con mezzo secondo di vantaggio (1’46’’362). «Dall’ultima gara abbiamo portato piccoli aggiornamenti che hanno funzionato», spiega l’inglese. Mentre Vettel, quello che sembrava predestinato alla pole, si è fermato al terzo posto: ha chiuso in 1’46’’905. «Sì, sono deluso, non so cosa sia successo nel giro buono, ma la macchina è veloce».
SORPRESA MALDONADO- La sorpresa è stata Pastor Maldonado che, con la sua Williams a corrente alternata, si è infilato tra i duellanti e partirà dalla prima fila al secondo posto: 1’46’’804 per lui. Lewis ha distaccato di un bel po’ anche il compagno di squadra Button (4°, 1’46’’939), evidentemente meno a proprio agio sul circuito cittadino di Singapore, un paradiso artificiale, che in realtà nasconde un inferno: per il caldo e l’umidità (73%), per le tantissime curve (23) e per la fastidiosa presenza dei muri vicinissimi al tracciato.
MCLAREN DOMINA- L’aspetto tecnico è che su un circuito cittadino che richiede un alto carico aerodinamico la Red Bull è tornata vicina alle McLaren che domina dalle ultime tre gare. L’aspetto umano è che su un circuito così fanno bene solo i super piloti, quelli che non commettono neanche un piccolo errore, e anche per questo vale ancora di più l’impresa di Maldonado. «Abbiamo lavorato molto per adattare la macchina al mio stile di guida, sarò competitivo anche in gara», annuncia il venezuelano che ha già vinto a Barcellona.
ALONSO QUINTO Anche le difficoltà della Ferrari si erano capite sin dalle prove: il circuito non è tra quelli preferiti dalla Rossa e le novità aerodinamiche che dovevano renderlo meno indigesto non hanno funzionato molto, soprattutto l’ala posteriore arrivata a Singapore all’ultimissimo momento. Alonso con il suo immenso talento si salva qualificandosi 5°, mentre il compagno Felipe Massa – sin dai primi giri incapace di domare la Ferrari mal bilanciata – partirà 13°. Il sospetto è che il valore della macchina si trovi a una metà strada tra la super prestazione del primo e le gravi difficoltà del secondo.
PENALITA’- Spettacolare il circuito, spettacolari gli incidenti: Senna ha tolto più volte l’intonaco al muro che si trova all’uscita della curva 21, Grosjean (al rientro dopo la gara di squalifica a Monza), ha scodato pericolosamente sfiorando le barriere. Pic (Marussia) che nelle prove ha superato con le bandiere rosse, sarà punito con l’aggiunta di 20’’ al tempo che farà in gara ma soprattutto con un giorno di impiego nella campagna di sicurezza stradale della Fia.
SONO 264 I BONIFICI SENZA NOME. COSI' FIORITO GESTIVA I CONTI DEL PDL
Bonifici senza intestatario e senza causale disposti per far uscire dal conto del Pdl oltre un milione e centomila euro. Un fiume di denaro che comincia a scorrere nell'agosto del 2011 e ha la sua massima potenza nella primavera scorsa quando Franco Fiorito arriva a disporre pagamenti anche per 100 mila euro in un solo giorno. Oppure quando in una mattinata ordina 38 mandati di pagamento e tra le somme destinate a collaboratori e consiglieri «nasconde» altre cifre altissime. Soldi che in parte ha trasferito sui propri depositi italiani ed esteri, ma che - questo è il sospetto - potrebbe aver girato anche ad altri colleghi di partito proprio per continuare a godere dell'impunità. Del resto quale fosse il criterio di gestione dei fondi destinati al funzionamento del Gruppo si capisce analizzando l'elenco dei collaboratori esterni. Pur potendo contare sui dipendenti della Regione, il Pdl aveva messo sotto contratto circa 40 persone e tra loro c'è chi riceveva addirittura un doppio compenso mensile. Nella lista ci sono anche alcuni partecipanti all'ormai famoso «Olympus party» organizzato dal consigliere Carlo De Romanis al Foro Italico due anni fa. Tutte le spese non giustificate come «politiche» sono all'esame del Nucleo valutario, così come le «schede» dei sedici consiglieri che hanno ottenuto i rimborsi. E sono proprio gli estratti conto a smentire le versioni assolutorie sin qui fornite dai diretti interessati. Tra gli otto «ladri» che avrebbero ottenuto soldi senza giustificazione Fiorito aveva inserito Romolo Del Balzo. «Ho preso soltanto una volta una somma in contanti» ha replicato lui. Le carte acquisite presso l'Unicredit svelano che il 7 giugno scorso del invece ha ottenuto un bonifico da 6.000 euro. Collaboratori e consulenti Contratti a progetto, consulenze. Ragazzi che vengono presi, poi mandati via, poi richiamati. E così in alcuni periodi - ad esempio nel dicembre 2011 e nel gennaio 2012 - si arriva ad assoldare ben 42 persone. I compensi sono vari, la media oscilla tra i 788 euro e i 1.272 euro al mese, ma c'è anche chi arriva a guadagnarne 2.022. Nella lista compaiono tre giovani certamente inseriti nell' entourage di De Romanis e immortalati nelle foto della festa in maschera. Emanuel Kristador, che ha lavorato anche a Bruxelles, prende 1.165 euro. Contratto a progetto anche per Olimpia Valentini di Laviano con un compenso di 1.117 euro e per Riccardo Monaco con 1.037 euro. E poi c'è lo strano ruolo di Marco Cesaritti che l'8 novembre 2011 riceve tre bonifici di uguale importo, 5.001 per un totale di 15,003 come «compenso forfettario per l'organizzazione politica». A fine mese i conti oscillano tra i 30.000 e i 70.000 euro e anche su queste «uscite» bisognerà effettuare controlli per stabilire se si tratti di persone che effettivamente svolgono attività per il partito. Anche perché in media si tratta di tre collaboratori a disposizione di ogni consigliere, che vanno ad aggiungersi a tutti coloro che
FINTO PILOTA IN DIVISA, VOLA GRATIS IN CABINA
Come il Leonardo Di Caprio del film 'Prova a prendermi' si è finto dipendente di una compagnia aerea e con un nome inventato, una divisa e un tesserino che era riuscito a procurarsi, è riuscito, almeno un'occasione nel 2012, a volare in cabina come terzo pilota. Tutto questo ovviamente senza pagare il biglietto. E' un italiano di 32 anni, che è stato denunciato dai carabinieri di Torino per attentato alla sicurezza dei trasporti aerei, sostituzione di persona e usurpazione di titolo.
Si faceva chiamare Andrea Sirlo (come un corridoio di atterraggio dell'aeroporto 'Pertini' di Torino), si era auto-promosso da poco da tenente a capitano dell'aeronautica civile e aveva oltre 400 amici su Facebook il torinese di 32 anni denunciato dai carabinieri dopo avere viaggiato nella cabina di comando di un volo (il Monaco di Baviera-Torino dello scorso 6 aprile) fingendosi pilota di linea.
Disoccupato e con numerosi precedenti, alcuni dei quali passati in giudicato, per truffa, quando è stato individuato al check-in dello scalo di Torino-Caselle ha subito portato gli investigatori al luogo dove custodiva uniformi, tesserini falsi e manuali di teoria di volo. Invece, non ha spiegato il perché del suo comportamento e il movente è ancora in fase di accertamento.
Così come è ancora da appurare l'effettivo numero di voli in cui, come il Leonardo Di Caprio di 'Prova a prendermi', aveva chiesto un 'passaggio ponte' ai piloti di altri voli. Per rendere più credibile il personaggio, su Facebook aveva creato anche un falso profilo di una hostess sua amica con cui discuteva di volo, viaggi e destinazioni.
ROCK E SOLIDARIETA', CAMPOVOLO SOLD OUT
Il primo a salire su un palco sterminato quanto il Campovolo, impressionante tappeto di oltre 150.000 persone, e’ stato Zucchero. Ha aperto le danze sulla struttura lunga 90 metri con due stage che hanno assicurato 4 ore di musica ininterrotte. ‘Sugar’ Fornaciari ha dato il via al concerto per la gente emiliana colpita dal terremoto con ‘Un soffio caldo’, assieme al virtuosista Jeff Beck, unico non italiano ad esibirsi.
Dopo, il primo corale: Zucchero, Beck, Elisa e Mannoia hanno intonato una struggente ‘Madre dolcissima’. Hanno dato proprio l’impressione di divertirsi a cantare assieme, duetti o corali, i 13 big a Reggio Emilia. L’aveva detto anche Jovanotti in conferenza stampa: ‘’le prove? Una delle mie esperienze piu’ emozionanti’’. I momenti di contaminazione sono stati i piu’ intriganti. Come quando i Nomadi e Baglioni hanno intonato ‘Io vagabondo’, o Giorgia e Jovanotti hanno ballato ‘Tu mi porti su’. Unico in solitaria, Tiziano Ferro, ‘orfano’ di Laura Pausini. ‘’Contavo sulla sua presenza per il nostro duetto – ha raccontato – ma e’ meglio cosi’, e’ per una buona notizia’’ ha aggiunto col sorriso, riferendosi alla bimba che la collega aspetta, la cui attesa l’ha costretta al forfait. Tanti pero’ gli striscioni e i palloncini rosa del pubblico, con scritto ‘Laura c’e’’. Fiorella Mannoia con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro ha regalato a tutti un tributo a Lucio Dalla, a pochi mesi dalla sua morte, raccontando quella storia di ‘Anna e Marco’ che tanto sa di periferie, balere e corse in moto in Emilia. Renato Zero ha ringraziato con ‘I migliori anni della nostra vita’ la terra l’aveva accolto con affetto nel 1973 ‘’quando facevo base qui per le mie peregrinazioni, io alieno incompreso’’. E poi: ‘’dobbiamo dire all’Emilia e a noi stessi: resisti’’. Dopo, un’avvolgente ‘Via le mani dagli occhi’ eseguita da Negramaro, Elisa e Jovanotti ha aperto la strada a Elisa.
L’artista di Monfalcone con Ligabue (‘’il vostro padrone di casa’’, ha detto al pubblico) ha intonato ‘Gli ostacoli del cuore’. Una ‘’Strada facendo’’ di Claudio Baglioni in versione ritmata ha preparato il pubblico alla scossa dei Litfiba, che con Ligabue hanno travolto tutti con una scatenatissima ‘Tex’. Il secondo brano corale, ‘Il mio nome e’ mai piu’, ha visto assieme Litfiba, Ligabue, Jovanotti, Mannoia e Baglioni. E alla fine tutti e 13 hanno intonato insieme ‘A muso duro’. Con le parole di Pierangelo Bertoli (‘’affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro’’) attualissime per una terra che vuol rialzarsi. Perché, come ha detto Liga alla fine del concerto, a chi è venuto dai campi degli sfollati di paesi come Cavezzo o Mirandola, per una "sera di vita normale", bisogna dire che "non abbiamo scelta: dobbiamo per forza pensare che il meglio deve ancora venire".
RINVIATA CAGLIARI-ROMA, LA FIGC APRE UN'INCHIESTA
La partita Cagliari Roma è stata rinviata. Lo ha deciso questa notte il prefetto di Cagliari al termine di un lunga riunione convocata al seguito della decisione della società rossoblù di far entrare il pubblico allo stadio Is Arenas nonostante il divieto.
E la procura federale della Figc ha aperto un'inchiesta sulla vicenda del rinvio di Cagliari-Roma e "sui comportamenti che hanno portato alla decisione". Lo si apprende in ambienti federali, nei quali si fa notare "lo sconcerto per un caso inaccettabile, a maggior ragione visto che Cellino è rappresenta la Lega in consiglio".
La Procura federale già domani si metterà al lavoro per acquisire elementi e testimonianze in coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza e la magistratura ordinaria.
Intanto dopo il rinvio della gara contro il Cagliari deciso nella notte dalla Prefettura, la Roma è rientrata questa mattina nella Capitale con un volo di linea. Il tecnico Zdenek Zeman ha concesso ai giocatori un giorno libero. Gli allenamenti dei giallorossi riapriranno domani con una doppia seduta di lavoro. A Trigoria, però, si terrà questa mattina una riunione d'urgenza tra i dirigenti per discutere di quanto accaduto in Sardegna (la Roma non era stata inizialmente nemmeno avvisata della riunione in Prefettura) al termine della quale verrà presa una posizione ufficiale della società.
L'INVITO DI CELLINO AI TIFOSI - Partita tra Cagliari e Roma ufficialmente a porte chiuse (secondo la Prefettura) ma per la società Rossoblù l'impianto di Is Arenas a Quartu è agibile e sicuro. Ed allora ecco le scelte del Club: "Visto il perdurare della situazione - si legge nel sito internet del Cagliari - che porta a non vedere più un futuro per via delle difficoltà burocratiche ed il disinteresse collettivo delle istituzioni la Società Cagliari Calcio invita e chiede a tutti i suoi tifosi, titolari di biglietto e abbonamento, di recarsi allo stadio per assistere alla partita nel rispetto dell'ordine e della civiltà". La comunicazione, firmata dal presidente Massimo Cellino, è arrivata ieri poco dopo la nota della Prefettura che, nel pomeriggio, aveva ribadito che la gara si dovesse disputare senza pubblico (poi nella notte il rinvio). "Questo atto - conclude il comunicato della Società - assolutamente pacifico, spinto dal dolore e dalla frustrazione, per difendere il diritto di esistere. Viceversa è giusto prenderne atto".
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