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martedì 30 aprile 2013

Champions League - Il Real sfiora l'impresa, ma in finale va il Dortmund


Non riesce l’impresa al Real Madrid, che batte per 2-0 il Borussia Dormund nella semifinale di ritorno di Champions League, ma non riesce a ribaltare il 4-1 subito in terra tedesca. Sono arrivate troppo tardi le reti di Benzema e Sergio Ramos, rispettivamente al minuto 83 e 88, e l’assedio finale non ha prodotto l’incredibile rimonta. In finale ci va la squadra di Klopp, che dopo 16 anni torna a giocarsi il trofeo più importante d’Europa. A Wembley i tedeschi se la vedranno con ogni probabilità con il Bayern Monaco, che deve gestire le quattro reti di vantaggio con il Barcellona, in un derby di Germania che si preannuncia accesissimo. Per Mourinho un’uscita a testa alta, in quella che potrebbe essere stata la sua ultima gara europea alla guida delle merengues.
REAL, TRE OCCASIONI CLAMOROSE SPRECATE.Mourinho, in avvio, punisce Pepe per la pessima prestazione dell’andata e schiera Essien terzino destro, con Ramos e Varane centrali. L’altra novità riguarda il centrocampo, con l’esclusione di Khedira dall’undici di partenza e l’inserimento di Di Maria (Modric arretrato in mediana). Klopp, invece, conferma interamente l’11 dell’andata, vittorioso per 4-1 sulle merengues. L’avvio del Real è da urlo, con il Borussia rintanato nella propria metà campo e i giocatori blancos ad attaccare, cattivi su ogni pallone e lucidi anche in fase di impostazione. Quello che manca ai padroni di casa, però, è la precisione sotto porta, visto che nei primi 15 minuti il Real ha 3 nitidissime palle gol, sprecate da Higuain dopo quattro minuti, Ronaldo dopo 10 e Oezil al quarto d’ora. Se nei primi due casi è bravo Weidenfeller che mura letteralmente l’attaccante argentino e CR7 a tu per tu, nella terza occasione è scellerato il piatto sinistro del tedesco che, nonostante avesse tutto il tempo per decidere il da farsi, calcia malamente a lato.
LA PRESSIONE SI ALLENTA. Passati indenni i primi 20 minuti di fuoco, il pressing feroce del Real Madrid si allenta, Modric e Xabi Alonso, eccezionali in avvio, iniziano a sentire la fatica e i tedeschi, piano piano, cominciano a prendere campo. Così, pur senza strafare, la squadra di Klopp, non

Velletri, crolla il solaio di uno stabile Muore un operaio sotto le macerie

«Una morte ingiustificata e intollerabile» la definisce la Cgil. È l'ennesimo dramma del lavoro, che giunge proprio alla vigilia del primo maggio. Un operaio romeno di 46 anni è morto mentre faceva i lavori di ristrutturazione sul solaio di un edificio storico a Velletri, cittadina dei castelli romani. L'edificio di due piani, si trova nel centro di Velletri, in via San Francesco. Il solaio è crollato mentre l'operaio stava lavorando e l'uomo è morto sotto le macerie. Il corpo è stato trovato nel piano interrato. I vigili del fuoco sono sul posto con quattro squadre e hanno messo in sicurezza l'edificio. Non risultano altri dispersi.
«EMERGENZA SICUREZZA» - «Alla vigilia del primo maggio, festa dei lavoratori, ci troviamo purtroppo a piangere ancora una volta un operaio morto sul lavoro». È quanto afferma, in una nota, Giuseppe Cappucci, segretario generale Cdlt Cgil Roma Sud-Pomezia-Castelli, commentando. «Questa è l'ennesima tragedia che si registra nel nostro territorio, una morte ingiustificata ed intollerabile, come tutte le morti sul lavoro. Quella della sicurezza rimane un'emergenza a cui non sono state date ancora risposte adeguate».

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L'auto elettrica più potente del mondo tenta di raggiungere i 700 km/h

OLTRE 3 MILA CAVALLI-L'obiettivo è arrivare a 700 km/h e senza un goccio di benzina contando su motori capaci di sviluppare una potenza equivalente di 3 mila cavalli. La sfida è partita lunedì scorso da Parigi. La «vettura» si chiama «Jamais Contente» in onore alla prima auto nella storia a superare i 100 km/h nel 1899, un'elettrica anche quella, guidata dal l'avventurosa conte Camille Jenatzi. Il razzo da dell'Ohio sarà lanciato in settembre sui laghi salati dello Utah, a Boneville, dove ogni anno si tiene la «speed week». Evento che attira centinaia di «folli» da tutta l'America con mezzi a volte improbabili. A costruire la nuova«Jamais Contente» è però una ditta francese, la Venturi, specializzata in prototipi a batterie. Già quattro anni fa, un mezzo simile aveva raggiunto i 482 km/h. Per la tecnologia elettrica si tratta di una prova fondamentale - sostengono i ricercatori- di resistenza e affidabilità.

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5 euro, ecco la nuova banconota


La nuova Banconota da €5
La nuova banconota da 5 euro debutterà giovedì prossimo, il 2 maggio. Si tratterà della prima della nuova serie "Europa", che porterà ad un pieno rinnovamento delle banconote in circolazione nell'Unione valutaria. Lo riferisce la Banca centrale europea, che proprio giovedì terrà, in trasferta a Bratislava, il Consiglio direttivo di inizio mese, da cui si attende un possibile taglio sul costo del danaro.

La nuova banconota verrà diffusa mediante i canali tradizionali, ovvero sportelli bancari e bancomat e circolerà in parallelo con le vecchie banconote da 5 euro, che avranno pieno valore legale senza termine e comunque continueranno a circolare per un periodo ancora da definirsi. Le vecchie banconote verranno ritirate solo progressivamente, spiega la Bce.

Nel nuovo biglietto sono state integrate alcune caratteristiche di sicurezza nuove e avanzate. La filigrana e l'ologramma recano il ritratto di Europa, figura della mitologia greca da cui la nuova serie prende il nome. L'elemento più evidente è "numero verde smeraldo", che cambia colore passando dal verde smeraldo al blu scuro e produce l'effetto di una luce che si sposta in senso verticale. 

Sui margini destro e sinistro della banconota sono percepibili dei trattini in rilievo che ne agevolano il riconoscimento, soprattutto per le persone con problemi visivi. L'autenticità delle banconote è facile da verificare applicando il consueto metodo "toccare, guardare, muovere". La nuova serie riporta gli stessi disegni della prima serie (ispirata al tema "Epoche e stili") e gli stessi colori dominanti. 

Il pezzo da 5 euro è il primo ad essere emesso, mentre gli altri tagli, ovvero 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro, saranno introdotti in ordine ascendente nel corso dei prossimi anni. La banconota da 5 euro era stata presentata dal presidente della Bce Mario Draghi nel gennaio scorso. Le banconote della prima serie potranno essere cambiate presso le banche centrali nazionali dei Paesi dell'area dell'euro in qualsiasi momento. Nella penisola quindi si potranno portare presso la banca d'Italia.

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Primo Maggio: Cgil, Cisl e Uil a Perugia per ricordare le due impiegate uccise

In vista del Primo Maggio, quest'anno, fino ad ora, han tenuto banco le polemiche sul coté musicale della festa dei lavoratori: ha aperto le danze Elio con la canzone anti-Concertone romano, poi l'annuncio della contromanifestazione a Taranto in polemica con la ufficiale e infine il bando a Fabri Fibra, sempre dal palco di San Giovanni, con relative baruffe. Ebbene, ora che si è arrivati alla vigilia, la tensione si stempera e mentre a Roma si allestiscono i preparativi per la lunga giornata sonora di mercoledì, arriva il momento di parlare di politica e lavoro: già, oltre al momento più ludico di Piazza San Giovanni (ospite d'onore proprio lo sbeffeggiante Elio), arriva quello istituzionale dei tre sindacati confederali, con corteo e comizio, quest'anno a Perugia.
A PERUGIA PER LE DUE IMPIEGATE UCCISE - Cgil, Cisl e Uil, in una nota congiunta, escludono problemi di sicurezza e prefigurano l'atmosfera che si dovrà instaurare mercoledì in Piazza IV Novembre nel capoluogo umbro, dove sono attese oltre 10.000 persone da tutt'Italia. I sindacati ricordano che la scelta di tenere proprio a Perugia l'evento principale del primo maggio 2013 (cui saranno presenti anche i tre segretari nazionali, Camusso, Bonanni e Angeletti) intende anche ricordare l'uccisione delle due dipendenti della Regione, il 6 marzo scorso nel palazzo del Broletto, proprio a Perugia. «E se Daniela e Margherita saranno l'emblema della nostra marcia - ribadiscono Cgil, Cisl e Uil - il nostro pensiero sarà rivolto naturalmente anche al carabiniere gravemente ferito nella sparatoria davanti a palazzo Chigi, un altro lavoratore drammaticamente colpito nello svolgimento del suo compito».
DUE CORTEI A MILANOA Milano, invece, oltre all'appuntamento classico dei confederali in mattinata, si terrà nel pomeriggio l'oramai altrettanto tradizionale happening dei precari, la MayDay Parade: tema del corteo ol reddito di cittadinanza, il diritto al lavoro e l'abolizione della precarietà con la cancellazione delle riforme Fornero, Biagi e Treu, la eliminazione dei ticket sanitari e la difesa della scuola pubblica. Il concentramento si terrà, al solito, in piazza XXIV Maggio. La novità essenziale è la messa in discussione delle modalità con cui sarà realizzato l'Expo 2015 e cioè «tanto cemento e tanta precarietà con il rischio di assecondare speculazioni anche di natura mafiosa». Per questo motivo il corteo si concluderà in mezzo ai grattacieli di via della Liberazione «simbolo del sacco della città», secondo i Cub.

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Quirinale, Napolitano taglia gli stipendi «La mia rielezione? Senso del dovere»

Nuovi tagli agli stipendi al Quirinale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha provveduto a ridurre del 15% l'indennità di funzione del Segretario generale, del 12% i compensi dei Consiglieri del Presidente della Repubblica, e del 5% le indennità previste per il personale comandato e distaccato. 
Con apposito decreto emanato su proposta del Segretario generale, si legge in una nota diffusa dal Quirinale, ha poi dato mandato al Segretario generale di predisporre ulteriori misure per ridurre le spese del Segretariato generale e, in particolare, gli oneri relativi al personale, consultando le Organizzazioni sindacali in quello stesso spirito di responsabile collaborazione già positivamente sperimentato nel corso del precedente settennato.
«SENSO DEL DOVERE» - In messaggio sul Primo maggio, Napolitano è tornato sulle motivazioni che lo hanno indotto a restare al Colle. «Ho accolto la sollecitazione a rendermi disponibile per una rielezione solo per senso del dovere - ha scritto il presidente della Repubblica - in un momento grave per la Nazione: essendo urgente sbloccare la formazione di un Governo che affrontasse le difficoltà in cui si trovano oggi troppe famiglie, troppe imprese, troppi lavoratori italiani».

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Governo Letta, fiducia anche al Senato

Incassata la fiducia alla Camera, il governo di Enrico Letta ha anche il via libera del Senato. Il nuovo esecutivo ha infatti ricevuto 233 sì, mentre i no sono stati 59 e gli astensioni 18. Per avere l'ok, bastavano 156 voti positivi.
«CARICO DI ASPETTATIVE ECCESSIVE» - «La mia giornata stamattina è iniziata carica di preoccupazione perché - ha esordito Letta - dalla lettura dei giornali, dall'incontro con Shimon Peres e dal dibattito in Aula mi sono reso conto che c'è un carico di aspettative assolutamente eccessive nei confronti di questo governo». Letta ha quindi sottolineato: «La situazione rimane di grandissima difficoltà ed emergenza». In sostanza, spiega Letta parlando ai senatori, i problemi non scompariranno una volta incassata la fiducia da parte del governo. «Su tutti i temi vale il discorso di lunedì alla Camera - ha detto ancora Letta - A partire dai temi più spinosi». Letta non ha fatto riferimento esplicito all'Imu ma ha accennato alle questioni su cui «in queste ore c'è stata polemica». Quindi il premier ha ribadito le indicazioni programmatiche del suo esecutivo annunciate alla Camera lunedì e ha sottolineato l'importanza di temi come quello del lavoro giovanile, della riorganizzazione del welfare e dell'Europa. «Dobbiamo cambiare su tante cose» ha detto durante l'intervento a Palazzo Madama con un richiamo forte ad un agire «concreto» dell'esecutivo.

Imu, Berlusconi: «Toglierla o ce ne andiamo»

Sta ancora chiedendo la fiducia al Senato (poi, ottenuta) che il governo Letta deve affrontare il primo dei nodi della sua larga maggioranza: l'Imu. Silvio Berlusconi chiede sia l'abolizione che la restituzione dell'imposta municipale. «Non sosterremmo un governo che non attua queste misure né lo sosterremmo dall'esterno», ribadisce ancora martedì mattina. E bastano alcune frasi dette ai giornalisti da Dario Franceschini, ministro ai Rapporti con il Parlamento, per scatenare una raffica di interventi, minacce e rassicurazioni da parte dei due rami del «governissimo».
LE PAROLE DI FRANCESCHINI - Alle 9.21 del mattino l'agenzia Agi batte le seguenti parole del neoministro: «L'Imu non verrà tolta, ci sarà una proroga per la rata di giugno. Avremo quindi un problema di cassa per i comuni e ci sarà anche la questione di evitare l'aumento dell'Iva nell'estate 2013. Ci siamo appena insediati, ma la prossima settimana vareremo un provvedimento apposito. È comunque nostra intenzione evitare decreti legge omnibus».
Immediata la reazione del Pdl. «Le parole del ministro Franceschini sull'Imu non le possiamo condividere e chiediamo al presidente del Consiglio Letta che chiarisca le intenzioni del governo in sede di replica al Senato prima del voto di fiducia» dichiara il senatore Altero Matteoli. Ed Enrico Lettachiarisce: sull'Imu «vale quello che ho detto qui in Aula» dice il premier ai giornalisti. Ovvero: «Bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa, intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo al governo e al Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti». Interviene anche il ministro degli Affari regionali Graziano Del Rio: «L'Imu verrà sospesa per la rata di giugno con l'impegno ad alleggerirla soprattutto per i meno abbienti. Il lavoro sarà fatto con il Parlamento, non possiamo sapere il punto di approdo».
Più tardi, è lo stesso Franceschini a tornare sulla questione e precisare: «Sull'Imu valgono le parole pronunciate dal presidente del Consiglio ieri (lunedì, ndr) alla Camera e riconfermate oggi». E spiega: «Siccome il pagamento della rata di giugno ha una scadenza, ci vuole un provvedimento entro

lunedì 29 aprile 2013

Dieci anni di iTunes, rivoluzione digitale


Sono passati dieci anni da quando Steve Jobs si presentò sul palco del Moscone Center ad annunciare la rivoluzione nella musica digitale: un negozio online dove poter acquistare legalmente singoli brani e interi lp. Quella del 28 aprile 2003 fu una delle presentazioni più ispirate per annunciare uno dei servizi che ha auto più successo. I numeri di iTunes Store sono impressionanti: 25miliardi di download, 35 milioni di canzoni in catalogo, 435 milioni di utenti registrati in 119 Paesi del mondo. Oggi il negozio digitale, che non vende più solo musica ma molto altro, è il più grande distributore di musica al mondo e nell'ultimo trimestre ha portato nelle casse della mela più di quattro miliardi di dollari. 


Il logo di iTunesIl logo di iTunes
C'ERA UNA VOLTA - Per capire l'importanza di iTunes i numeri, seppur impressionanti, forse non bastano. Bisogna ricostruire il contesto e quello che accadeva alla musica digitale nel 2003. Il file -sharingdominava la scena e sollevava problemi legali e dibattiti culturali. Uno dei termini più usati nelle cronache dell'epoca eraCelestial Jukebox, e cioè l'idea di una immensa collezione di musica in cui trovasse posto tutto quello che era stato registrato dall'umanità. L'industria della musica innalzava le prime barricate tentando di arginare un fenomeno che stava contagiando tutti gli utenti. Napster era stato da poco dichiarato fuorilegge e già era spuntata un'alternativa tecnicamente migliore e a prova di accusa, KaZaa. La reazione delle major musicali era però colpevolmente solo concentrata su un fronte, condannare gli utenti e i servizi peer-to-peer, ma non era stata in grado di organizzare un'offerta alternativa per la musica digitale a quella che voleva dichiarare illegale. Fu qui che intervenne Steve Jobs. 

Il primo iPod di AppleIl primo iPod di Apple
IPOD+ITUNES
 - Al capo di Apple la musica è sempre piaciuta e già un anno e mezzo prima di del negozio online era stato in grado di confezionare il primo lettore di mp3 che ebbe diffusione planetaria, l'iPod. Per caricare la musica sul lettore gli utenti dovevano passare per un programma che trasformava i cd in file compressi mp3 e li passava all'iPod. Contemporaneamente alla commercializzazione del lettore, Jobs iniziò una lunga serie di colloqui con le major della musica – che all'epoca erano 5, mentre oggi dopo qualche fusione sono rimaste in 3 – per ottenere i diritti dei loro cataloghi e metterli a disposizione degli utenti. Dopo lunghe trattative venne allestito un'offerta complessiva di 200mila canzoni, in formato compresso proprietario di Apple (l'AAC) e al prezzo di 0,99 centesimi a brano con offerte speciali per chi acquistasse l'intero album. In 18 ore vennero vendute 275mila canzoni, meno di un anno più tardi ne erano state comprate 50milioni. 

CRESCITA - Dall'aprile del 2003 a oggi la crescita di iTunes è stata costante e segnata da tappe significative ricostruite in una bella timeline pubblicata proprio sullo store. Sono aumentate le versioni locali dello store, che è giunto in Italia nell'ottobre del 2004, è aumentata la disponibilità di formati di compressione e soprattutto è stato ampliato il catalogo con l'acquisizione progressiva di artisti prestigiosi. Tra questi sono da ricordare Madonna, che ha messo a disposizione la propria opera nel 2005, i Led Zeppelin nel 2007 e soprattutto i Beatles, che hanno deciso di vendere la propria musica su iTunes solo nel novembre 2010, dopo un corteggiamento durato anni. Gli ultimi mostri sacri del rock a cedere dopo più di una ritrosia sono stati gli AC-DC nel novembre del 2012. Oltre ai numeri e ai nomi ci sono episodi nella storia dello store musicale di Apple che sono particolarmente significativi. Come quando una sconosciuta Adele balzò in testa alla classifica dei singoli su iTunes prima ancora che la sua opera prima, l'album 19, fosse disponibile nei negozi di cd. 

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India, tenta il record e muore di infarto

Morto di infarto. Appeso a un filo, sopra uno strapiombo. Succede in India, dove Sailendra Nath Roy, 50 anni, detentore di un primato Guinness nello Stato orientale del West Bengal è stato probabilmente stroncato da un attacco di cuore. Il tutto mentre cercava di migliorare il primato che già deteneva: l'attraversamento per 183 metri di un fiume appeso per i capelli ad un cavo metallico.
DAVANTI A CENTINAIA DI SPETTATORI - Come racconta il quotidiano The Hindu, Roy, impiegato nella polizia, aveva stabilito il suo primato registrato nel libro dei Guinness il primo marzo 2011 quando era riuscito a percorrere appeso per una coda di capelli ad una fune 82 metri nel cielo del Neemrana Fort Palace del distretto di Alwar in Rajasthan. Fra le altre sue imprese, anche lo spostamento di 2,5 metri di un trenino della Darjeeling Himalayan Railway con una catena legata ai capelli nel settembre 2012. L'ultimo tentativo di Roy di oltrepassare il fiume Teesta all'altezza del Coronation Bridge, e a 70 metri dal letto del fiume, era cominciato in un clima festoso, alla presenza di centinaia di spettatori che gli inviavano grida di incoraggiamento. Quando però era arrivato a quasi metà del percorso, l'uomo ha mostrato preoccupanti segni di agitazione, muovendosi in modo scomposto nell'aria, per poi riprendersi e cercare di accelerare affannosamente la sua progressione. All'improvviso, fra le grida della gente, Roy ha smesso di muoversi, rimanendo appeso per i capelli al cavo metallico senza compiere più alcun gesto. A nulla sono valsi i tentativi dei soccorritori che hanno impiegato circa 45 minuti per recuperarlo.

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Guida Ferrari a 9 anni, arrestato il padre

Un imprenditore indiano è stato arrestato per aver permesso al figlio di 9 anni di guidare la sua Ferrari. Lo riferisce il Times of India. L'uomo, che si chiama Mohammed Nisham e che appartiene allo stato indiano del Kerala, è stato accusato "di aver messo in pericolo la vita del figlio" e di "aver permesso a un minore senza patente di guidare la sua auto". La Ferrari è stata sequestrata. La polizia è intervenuta in seguito a un video caricato su YouTube in cui si vede il bambino alla guida di un rombante bolide rosso con un amichetto al fianco percorrere più volte una strada in un quartiere residenziale. Il genitore gli aveva dato le chiavi della Ferrari come regalo per il suo nono compleanno e aveva filmato con orgoglio la scena circa due settimane fa. Il video è diventato in poco tempo un'attrazione sul popolare sito internet a tal punto da essere visto da un milione di persone. Ma ha anche attirato l'attenzione delle autorità locali che sono intervenute con le manette. Nisham, a capo di diverse aziende nel settore del tabacco e dell'edilizia nel sud dell'India, è un collezionista che che possiede 18 costosissimi bolidi. Dopo l'arresto, sua moglie ha difeso con orgoglio la bravura del figlio dicendo che "ha imparato a guidare a 5 anni" e "che guida anche la Lamborghini e la Bentley" che fanno parte della collezione di famiglia. "E' molto bravo e anche prudente" ha detto alla polizia.

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Juve, meno uno allo scudetto


In serie A si e' giocata la 34/a giornata. La Juve ha battuto il Torino nel derby della Mole ed ora e' a soltanto un punto dalla conquista matematica dello scudetto. Il Napoli ha consolidato il secondo posto battendo il Pescara. La Fiorentina ha travolto la Samp a Genova e resta all'inseguimento del Milan per il terzo posto che vale i preliminari di Champions League . Bene l'Udinese e la Roma in chiave Europa League. Ancora una sconfitta per l'Inter che perde anche Zanetti per infortunio.
In Premier League, lo United gia' campione, non e' andato oltre il pari contro l'Arsenal. E' tornato alla vittoria il City di Mancini. Liverpool a valanga. Vince il Chelsea. Il Tottenham ora rischia l'Europa.
Nella Liga, il Barcellona ha pareggiato con l'Athletico Bilbao mentre il Real si e' aggiudicato il derby con l'Atletico Madrid.
In Bundesliga, il Bayern Monaco gia' campione, ha vinto col Friburgo cosi' come il Borussia Dortmund con il Dusseldorf.
In Ligue 1, la capolista PSG ha battuto l'Evian fuori casa, il Marsiglia ha fatto lo stesso con il Lorient mentre non e' andato oltre il pari il Lione con il St.Etienne.
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Grecia: collisione tra due cargo, 2 morti e 8 dispersi


Due marinai siriani morti e otto dispersi nella collisione tra due navi mercantili avvenuta oggi nel sud-ovest del Peloponneso, in Grecia. Lo ha reso noto il ministero greco della Marina mercantile. Con un equipaggio di 17 marinai, tutti siriani, il cargo Piri Reis e' affondato dopo essere entrato in collisione con un altro cargo il Consouth. Ancora da determinare la cause dell'incidente.
I due marinai siriani facevano parte, insieme con altri 15 loro connazionali, dell'equipaggio del cargo Piri Reis che trasportava un carico di grano dall'Algeria all'Ucraina. Il mercantile, dopo l'urto, è rapidamente affondato intorno alle 06:00 locali. Per cause ancora in via di accertamento, il Piri Reis ha urtato un altro mercantile, il Consouth, battente bandiera di Antigua-Bermuda, che con 16 uomini a bordo faceva rotta verso Malta. Per prestare soccorso, sul luogo della collisione sono accorse altre cinque navi e due motovedette della Guarda costiera ellenica tuttora impegnate nelle operazioni di ricerca dei marinai dispersi.
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Crollo palazzo a Dacca, stop ricerca superstiti


I soccorritori hanno deciso di interrompere le ricerche dei superstiti del palazzo crollato mercoledì mattina alla periferia di Dacca e di impiegare le macchine per rimuovere le macerie. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Bss. Il responsabile dell'esercito che guida i soccorsi ha annunciato ieri sera la "seconda fase" delle operazioni più volte rinviata per la presenza di persone intrappolate sotto i detriti. Nel pomeriggio le voci degli ultimi superstiti sono cessate. Dalla tarda serata sono quindi entrate nel sito due gru idrauliche per rimuovere i lastroni di cemento armato dello stabile di otto piani.
Intanto continua a salire il bilancio delle vittime aggravato da un incendio scoppiato ieri. Finora sono stati trovati 381 corpi senza vita. Mentre sono state estratte vive 2.437 persone.
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Chat gratis sorpassano sms

 Il volume di messaggi gratuiti scambiati con gli smartphone grazie a servizi come WhatsApp o i-Message, ma anche con le chat di Facebook e altri social network, nel 2012 ha superato quello dei messaggi Sms (19,1 miliardi di messaggi gratuiti di media al giorno, contro 17,6 miliardi di sms a pagamento) e alla fine del 2013 sarà addirittura doppio. E' partendo da questo dato, pubblicato dal Financial Times, che la commissaria europea per le telecomunicazioni, Neelie Kroes, ha lanciato un allarmato twitter con cui avverte le compagnie telefoniche che "la mucca degli incassi sta morendo" affermando che "é tempo si svegliarsi e odorare il caffé del traffico dati". Il messaggio twitter della Kroes è stato rilanciato più di 400 volte in appena tre ore.

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