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giovedì 24 gennaio 2013

BERGAMO- ESPLODE UNA PALAZZINA, FERITI, PROBABILE FUGA DI GAS

Un'esplosione, probabilmente causata da una perdita di gas, ha fatto crollare una palazzina di tre piani, nelle prime ore del mattino, nel quartiere Longuelo di Bergamo. Sei persone sono rimaste ferite, due delle quali hanno riportato ustioni gravi. Lo scoppio e' avvenuto alle 5.45. La zona e' stata transennata mente sul posto, oltre alle ambulanze del 118, sono giunti gli uomini della polizia locale e della Questura.

La facciata dell'edificio e' stata completamente sventrata. Al pianterreno sono presenti due negozi, entrambi inagibili, mentre nei due piani superiori ci sono 6 abitazioni. L'esplosione e' avvenuta all'ultimo piano.

Coinvolte in tutto sette persone. Quattro anziani sono stati portati in buone condizioni all'ospedale Gavazzeni, un giovane e' rimasto illeso, mentre due coniugi (lei 35 anni, lui 50) sono stati portati in codice rosso, per ustioni estese, all'ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

Il boato della deflagrazione e' stato cosi' forte, che e' si e' sentito a svariati chilometri di distanza, e ha svegliato gli abitanti della zona.



mercoledì 23 gennaio 2013

IL PREMIER BRITANNICO DAVID CAMERON ANNUNCIA CHE FARÀ UN REFERENDUM SE RESTARE O NO NELL' UE

'Io voglio che l'Unione europea sia un successo. E voglio un rapporto tra la Gran Bretagna e l'Ue che ci veda dentro l'Unione'. A parlare e' il primo ministro britannico David Cameron, che ha annunciato un referendum per decidere se lasciare o rimanere in Europa. 'Oggi - ha aggiunto - la delusione verso l'Ue e' ai livelli piu' alti di sempre. Per il futuro la Gran Bretagna vuole avere una parte attiva e impegnata'.

Il primo ministro britannico ha promesso che entro la fine del 2017, se sara' ancora premier, terra' un referendum per decidere la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea. .'Abbiamo dato il nostro contributo nei momenti piu' bui, siamo sempre stati una potenza europea e sempre lo saremo', ha detto. Cameron pero' ha avvertito: 'Bisogna scegliere con molta attenzione se restare o uscire perche' non ci sarebbe ritorno, sarebbe un biglietto di sola andata'. Berlino: 'Vogliamo che la Gran Bretagna rimanga parte attiva della Ue' 'La Germania vuole che la Gran Bretagna resti parte dell'Ue attiva e costruttiva', ha dichiarato al riguardo il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, commentando il discorso di Cameron. Merkel: 'Londra abbia un ruolo attivo in Europa' 'La Germania, e io personalmente, si augura che la Gran Bretagna rimanga una parte importante e un membro attivo dell'Unione europea'. Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel nella conferenza stampa seguita all'incontro, a Berlino, con il presidente del Benin, Thomas Boni Yayi, presidente di turno dell'Unione africana. Barroso: 'Gb resti membro attivo e centrale' D'accordo anche il presidente della Commissione europea Jose' Barroso, che risponde al discorso di Cameron assicurando che la Ue vuole che la Gran Bretagna resti in Europa, precisando che e' nell'interesse di entrambi mantenere Londra attiva e al centro dell'Europa.

ATTERRAGGIO DI EMERGENZA PER VOLO RYANAIR

Un volo della Ryanair proveniente da Valencia, in Spagna, e diretto a Bergamo, e' stato costretto a un atterraggio di emergenza a Genova. Il velivolo, con a bordo 93 passeggeri, ha avuto problemi di pressurizzazione. La manovra e' stata effettuata in tutta sicurezza. Sulla pista erano pronti a intervenire mezzi dei vigili del fuoco e del 118. Due passeggeri sono rimasti feriti: si tratta di due donne, che hanno accusato malori e dolori al torace.

Il traffico aereo dello scalo genovese e' stato fermato per permettere al velivolo di atterrare in tutta sicurezza. Per quanto riguarda le donne ferite, una e' stata accompagnata in codice giallo all'ospedale San Martino di Genova, l'altra, sempre in codice giallo, al Villa Scassi di Sampierdarena.

FABRIZIO CORONA SI È COSTITUITO! ERA A LISBONA

Fabrizio Corona, l'ex agente dei paparazzi, si e' costituito a Lisbona. Corona era latitante da venerdi', quando si era sottratto, a Milano, a un provvedimento di arresto. Secondo la polizia italiana, investigatori della Squadra mobile erano in Portogallo da alcuni giorni, ed erano gia' sulle sue tracce. 'Piu' che costituito si e' arreso', e' il commento dei vertici milanesi della Questura.

L'ex fotografo ha dato un appuntamentoi per consegnarsi agli agenti portoghesi, ai quali si sono affiancati gli investigatori italiani, e lo ha fatto nella stazione ferroviaria metropolitana di Queluz. Corona durante l'arresto e' apparso in preda a un evidente sconforto: era in lacrime.

'Non sono fuggito, ho paura delle carceri italiane'
'Non sono fuggito, me ne sono andato dall'Italia perche' turbato da una sentenza ingiusta e perche' temo per la mia vita nelle carceri italiane'. Secondo il legale di Corona Nadia Alecci, sono state queste le prime parole dell'agente dei paparazzi, al momento in cui si e' consegnato alla polizia.

L'sms all'amico: 'Per la prima volta ho paura'
Corona ha parlato di sentimenti di paura anche nell'sms inviato poco prima della fuga all'amico Mario Ferri, noto con il soprannome di 'Falco'. 'Per la prima volta in vita mia - ha scritto ho paura. Fabry'. Falco e' il 25enne originario di Pescara e residente a Monteroduni (Isernia), conosciuto per le invasioni di campo durante le partite di calcio. Ferri, intervistato mentre Corona veniva arrestato in Portogallo, dopo avere visto il videomessaggio dell'amico sull'iPhone ha interrotto il discorso ed e' rimasto in silenzio per alcuni minuti.

'Fabrizio aveva paura - ha poi spiegato -. E ora, invece di cinque anni di carcere, ne rischia sette'. Falco aveva contatti frequenti con Corona, tanto che dovra' essere ascoltato in Questura a Pescara. 'Poche ore prima dell'inizio della latitanza - ha ricordato - ci eravamo scambiati una serie di messaggi. Per scherzo, nei giorni prima della latitanza, aveva parlato anche di una sua possibile fuga. Gli avevo detto che farsi cinque anni di carcere per una foto e' troppo. Lui poi mica ha ricattato Madre Teresa di Calcutta, ma chi ha tradito. Anche perche' Trezeguet non si e' mai costituito parte civile, ma ha detto che Corona, ai tempi, gli fece il favore'.

L'arresto di Corona ha immediatamente annullato le polemiche emerse nei giorni scorsi dopo la fuga. Gli inquirenti che coordinano le indagini hanno gia' telefonato agli investigatori milanesi per complimentarsi dell'operazione.

Gia' da sabato la polizia sapeva che si trovava a Lisbona
Gia' da sabato gli investigatori avevano raccolto elementi utili sulla probabile presenza di Fabrizio Corona a Lisbona. A confermare l'ipotesi portoghese le indagini su alcuni amici del fuggitivo, che la scorsa notte sono sottoposti a controlli, anche presso le loro abitazioni.

Corona studiava da giorni la fuga, in auto non era da solo
Era stata preparata almeno con due giorni di anticipo la fuga di Fabrizio Corona. E' il sospetto degli inquirenti che, da Torino, hanno seguito le ricerche del fotografo. Sembra infatti che un collaboratore di Corona, il mercoledi' precedente alla condanna, gli abbia comperato un Tom Tom per l'automobile usata per il viaggio. Corona non era da solo in macchina, ma e' stato accompagnato da un amico.

lunedì 21 gennaio 2013

CORONA: EMESSO MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE. CONDANNA LIEVITATA A 7 ANNI

E' stato diramato un mandato di cattura internazionale per Fabrizio Corona, l'agente dei fotografi dei vip, che ha fatto perdere le sue tracce ed e' ora ufficialmente latitante. A disporre il provvedimento e' stata la Procura generale di Torino. In seguito alla fuga, la pena per il re dei paparazzi sale a sette anni, dieci mesi e 17 giorni. E per lui viene revocato l'affidamento in prova ai Servizi sociali.

Corona era scomparso dopo la sentenza della Cassazione, che aveva reso definitiva per lui una condanna a cinque anni di carcere. A occuparsi delle ricerche sono ora la Squadra mobile di Milano e l'Interpol.

Dopo la fuga la pena sale a sette anni
In seguito alla fuga del re dei paparazzi, la condanna per Corona sale a sette anni, dieci mesi e 17 giorni: e' questo infatti il cumulo delle pene che l'agente dovra' scontare in carcere. Secondo quanto appreso da ambienti giudiziari, dopo la revoca dell'affidamento in prova ai Servizi sociali da parte del Tribunale di Sorveglianza di Milano, la condanna a cinque anni della Cassazione si aggiunge ad altre pene conteggiate a Milano pere diverse condanne definitive. Proprio su queste ultime Corona aveva ottenuto l'affidamento in prova, ma il beneficio e' decaduto dopo la fuga.

Sfuggito agli agenti che lo sorvegliavano
Corona era scomparso gia' alle 11,30 di venerdi' e quindi alcune ore prima della pronuncia della Cassazione. Gli agenti del commissariato di Milano, che lo stavano sorvegliando, lo hanno perso di vista dopo che e' entrato in una palestra. E' probabile che si sia allontanato passando attraverso un ingresso secondario.

GENERAZIONI "WIKI" SONO PIU' CONSAPEVOLI

Non solo egocentrici e ansiosi, come gli attuali teenager protagonisti dell'ultima ricerca Eurispes, ma in futuro sempre piu' attenti agli sprechi, indipendenti e amanti della condivisione. La nuova generazione 'Wiki', i ragazzi del 2000, e' al centro di un ampio servizio sul mensile Focus: le preoccupazioni degli adulti nei confronti dell'attuale generazione di adolescenti saranno ribaltate nei prossimi anni.

In Italia entro il 2020 i teenager saranno 3 milioni e 700 mila.

COPPA ITALIA: JUVE-LAZIO ARBITRATA DA DAMATO

E' Damato di Barletta l'arbitro designato per Juventus-Lazio, semifinale di andata di Coppa Italia in programma domani alle 20.45. Gli assistenti sono Di Fiore-La Rocca, quarto uomo Guida. Roma-Inter, in programma mercoledì sera allo stadio Olimpico, sarà invece diretta da De Marco di Chiavari (Bianchi-Padovan, Celi).

BORSA DI MILANO TORNA POSITIVA (0,2%)

Torna sopra la parita' Piazza Affari a due ore dall'apertura (Ftse Mib +0,14% a 17.600 punti), favorita da Unicredit (+1,18%), Fiat (+0,53%) e Fiat Industrial (+2,07%). Bene anche Banco Popolare (+1,66%), mentre restano deboli Mediaset (-3,37%), Telecom (-2,35%), Ti Media (-2,41%), Autogrill (-1,19%) e Finmeccanica (-1,81%). Pesa la Roma (-2,6%) dopo il pareggio con l'Inter, vola Premafin (+15%) su cui non sono ammessi ordini senza limite di prezzo dopo i rialzi delle ultime 2 sedute.

PROVINCIA DI CATANZARO, 4 E 5 FEBBRAIO FARMACIE CHIUSE

La Federfarma ha proclamato il secondo stato di agitazione consistente nella chiusura volontaria di tutte le farmacie della provincia di Catanzaro dalle ore 8.30 del 4 febbraio alle 19,30 del 5 febbraio prossimi. La protesta e' contro i ritardi nei pagamenti da parte dell'Azienda sanitaria provinciale. Il presidente della Federfarma Vincenzo Defilippo ha reso noto la prosecuzione della sospensione del servizio Centro Unico di Prenotazione dal 7 febbraio al 7 marzo 2013.

ALLERTA PROTEZIONE CIVILE PER PIENA RENO

La Protezione civile ha diramato la fase di attenzione per la piena del Reno dalle 10 di oggi alle 12 di domani, a seguito delle intense precipitazioni e dello scioglimento della neve che hanno interessato il bacino del fiume. La piena e' transitata a Bonconvento con un livello idrometrico di 8,16 metri, e si prevede nel pomeriggio il transito del colmo a Cento (Ferrara). A Casalecchio Chiusa sono stati registrati due colmi di piena a 1,23 e 1,19 metri, alle 17 di ieri e alle 3 di notte.

FINITO ATTACCO A KABUL, 8 MORTI

L'attacco di oggi contro il quartier generale della polizia stradale di Kabul da parte di un commando di talebani appoggiati da kamikaze e' terminato 9 ore dopo il suo inizio con un bilancio di 8 morti, fra cui 3 agenti e 5 insorti. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno. La zona, ha detto un portavoce, ''e' ora nuovamente sotto il controllo delle forze di sicurezza afghane, che hanno liberato l'edificio e stanno procedendo a disinnescare giubbotti esplosivi rinvenuti sul posto''.

VIENNA SCONTRO FRONTALE TRA DUE TRENI


E' di cinque feriti gravi e una ventina leggeri il bilancio dello scontro frontale fra due treni stamani alla periferia di Vienna. Lo hanno reso noto i servizi di soccorso. Ancora ignote le cause dell'incidente, avvenuto intorno alle 8:45 nel municipio di Penzing, nella zona ovest della capitale.
Ci sono volute due ore per portare via tutti i passeggeri dal convoglio. Uno era incastrato fra le lamiere. Tra i feriti gravi c'è il macchinista di uno dei due treni.
Nei prossimi articoli, maggiori aggiornamenti da Vienna!

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GIANNI AGNELLI, DIECI ANNI DOPO

Da dieci anni Gianni Agnelli, l'Avvocato, non c'é più. E' il 24 gennaio 2003 quando, nella sua casa torinese, Villa Frescot, muore, a 82 anni, l'ultimo grande capitano d'industria d'Europa, come lo ha definito lo storico Valerio Castronovo, per molti 'il re d'Italià. Agnelli scompare in uno dei momenti più difficili della storia della Fiat, quattro anni dopo il centenario: conti in rosso, indebitamento altissimo, la spada di Damocle del prestito convertendo da 3 miliardi e il rischio che le banche assumano il controllo, mentre già vacilla l'accordo con General Motors. 

Eppure la stima di cui gode non viene mai scalfita, resta altissima in Italia e in tutto il mondo. La coda di decine di migliaia di persone che rendono omaggio al suo feretro, nella camera ardente allestita nella Pinacoteca Agnelli, rimarranno per sempre scolpite nell'immaginario collettivo. Ed è in fondo anche il suggello di un consenso da lui sempre ambito. In azienda entra a 22 anni quando il nonno, Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat, lo chiama e da subito è "l'Avvocatò. La responsabilità della gestione è affidata però a Vittorio Valletta, già braccio destro del nonno, mentre lui frequenta più il jet set internazionale che l'azienda. Sono gli anni del grave incidente auto (1952) e del matrimonio con Marella Cacciolo (1953) da cui nascono Edoardo e Margherita. Assume la presidenza operativa solo nell'aprile del 1966, a 40 anni, quando la Fiat e’ già la più importante e solida impresa italiana. E' irrequieto, elegante e raffinato, ama feste, yacht e belle donne, è appassionato di pittura, tifoso della Juventus. I suoi volti e i suoi ruoli sono tanti, tra luci e ombre rappresenta per quarant'anni l'Italia. 

La sua leadership è forte in azienda, in famiglia, nel Paese. Amico dei più potenti personaggi del mondo, è ascoltato, rispettato, imitato. Le sue battute restano scolpite, come si imitano le mode da lui lanciate a cominciare dal celebre orologio sopra il polsino. Agnelli è anche il protagonista delle grandi trattative, diplomatico. Per questo gli imprenditori gli affidano la guida della Confindustria dal '74 al '76: a casa porta la storica intesa per il punto unico di contingenza con la Cgil di Luciano Lama, con cui ha un buon rapporto. La politica lo attrae ma non si schiera con un partito anche se dice 'il mio cuore batte repubblicano''. In Parlamento ci arriva quindici anni dopo, nel 1991, nominato senatore a vita dall'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga. In Fiat pilota l'ingresso dei libici di Gheddafi nel capitale. Sono gli anni del terrorismo, al quale l'azienda paga un tributo di morti e feriti e dell'autunno caldo, culminato con la marcia dei 40 mila. La Fiat, sotto pressione, rinuncia ai licenziamenti e mette in cassa integrazione ventitremila dipendenti. Per il sindacato e la sinistra italiana è una sconfitta storica. Per la Fiat è una svolta decisiva. L'azienda torinese è pronta a ripartire di slancio e su nuove basi. 

Agnelli, affiancato da Cesare Romiti, rilancia la società in campo internazionale. Nel '93, in un altro periodo difficile per la Fiat, chiede il sostegno dell'amico Enrico Cuccia, patron di Mediobanca, ma deve rinunciare alla nomina del fratello Umberto come successore. Proprio quella della successione si rivela una partita estremamente difficile con la morte prematura di Giovanni Alberto, figlio di Umberto, il suicidio del figlio Edoardo, fino alla scelta del nipote John Elkann. Dopo la sua morte ci saranno gli scontri per l'eredità con la figlia Margherita contro la madre Marella, ma resta la solida struttura-fortezza eretta nel 1987 con in cima la società in accomandita Giovanni Agnelli & C, da lui voluto per salvaguardare la coesione familiare. Dieci anni dopo la Fiat sopravvive a Gianni Agnelli ed è una Fiat diversa, con una carta d'identità nuova. "Ha lasciato un vuoto senza eredi", scrive Alan Friedman. Di certo dell'Avvocato mancano il carisma, l'autorevolezza, l'eleganza.

PROCESSO RUBY, SENTENZA DOPO ELEZIONI


 I giudici del Tribunale di Milano, davanti ai quali si sta celebrando il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, ritoccando il calendario assieme alle parti, hanno preannunciato che la sentenza arriverà comunque dopo il voto delle politiche, in quanto l'ultima udienza si terrà l'11 marzo. Probabile anche la requisitoria dopo il voto.
Dopo l'intervento dei difensori dell'ex premier che hanno ribadito oggi la richiesta di sospensione del processo durante la campagna elettorale (i giudici sono in camera di consiglio), il collegio della IV sezione Penale ha fatto presente che uno dei tre giudici (Carmen D'Elia) è stata applicata ad un'altra sezione del tribunale e che quindi le prossime udienze del processo dovevano essere calendarizzate con cura.
I giudici hanno spiegato che non potevano essere utilizzate le udienze del 18 e del 25 febbraio, perché riservate a processi con imputati detenuti. Dunque, da calendario, per il prossimo 28 gennaio è prevista l'audizione come teste della mamma di Ruby e le richieste da parte della difesa di ulteriori testimoni. Il 4 febbraio verrà utilizzato invece per l'ascolto di eventuali ulteriori testi. Resta a febbraio una sola udienza che rimane fissata, quella dell'11 febbraio. I giudici hanno chiesto ai pm se non avessero bisogno di un "momento di riflessione" e quindi che si andasse anche con la requisitoria a dopo il voto. Il procuratore aggiunto Boccassini ha risposto spiegando che la Procura non ha necessità di questa pausa e si è rimessa alle valutazioni dei giudici. Dunque non si sa ancora se la requisitoria si terrà l'11 febbraio o slitterà a dopo il voto. Due le udienze già fissate a marzo, il 4 e l'11. L'11 marzo quindi potrebbe arrivare la sentenza.
I difensori di Silvio Berlusconi imputato al processo sul caso Ruby a Milano hanno ribadito oggi la richiesta di sospendere il dibattimento altrimenti sara' impossibile svolgere la campagna elettorale non solo per l'ex premier ma anche per loro stessi in quanto sono candidati al Senato. Lo hanno detto Niccolo' Ghedini e Piero Longo spiegando che se ci sara' la requisitoria "si consentira' di potere intervenire pesantemente alla procura in campagna elettorale".
GHEDINI, O RINUNCEREMO MANDATO O ATTIVITA' POLITICA - Se il tribunale di Milano non sospenderà il processo sul caso Ruby i suoi difensori, avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, anch'essi candidati alle elezioni, dovranno scegliere "se rimettere il mandato per attività politica" o continuare a fare i legali dell'ex premier. E' in sintesi quanto ha detto in aula l'avvocato Ghedini chiedendo ai giudici di Milano di sospendere il dibattimento "tenendo conto che questa necessità di 30 giorni c'é sempre stata data in passato".
GHEDINI A GIUDICI, NON CI CONSENTITE DI FARE CAMPAGNA - "Niccolò Ghedini, uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, in aula, al processo sul caso Ruby, ha detto di essere "amareggiato" in quanto "il tribunale non consente a parlamentari uscenti di contribuire alla campagna elettorale". Lo ha affermato lo stesso legale che insieme al collega Piero Longo e all'ex premier imputato sono candidati al Senato, ai giudici milanesi ai quali è stata chiesta la sospensione del processo fino a dopo il voto.
GIUDICI A PM, NON E' MEGLIO RINVIARE REQUISITORIA? - I giudici del processo sul caso Ruby, che non avevano sospeso il dibattimento per la campagna elettorale, hanno proposto oggi alla Procura un 'momento di riflessione' e quindi hanno chiesto ai Pm se non volessero rinviare la loro requisitoria al 4 marzo, ossia dopo il voto. Il pm Boccassini ha spiegato invece al collegio di non avere bisogno di questa pausa, e che non è giusto che "il peso eccessivo" di un rinvio venga 'scaricato' sulla procura.

domenica 20 gennaio 2013

USA-15ENNE COMPIE UNA STRAGE, MORTI BAMBINI E DONNE

Ennesima tragedia negli Stati Uniti. Un 15enne e' stato arrestato e accusato di una strage compiuta ieri in una casa ad Albuquerque, in New Mexico, dove sono stati ritrovati i corpi senza vita di un uomo, una donna, due bimbi e una bimba. Ancora frammentarie le notizie che giungono dall'ufficio dello sceriffo della contea di Bernalillo, che coordina le indagini.

Sulla scena del crimine la polizia ha rinvenuto numerose armi da fuoco, tra cui un potente fucile d'assalto in stile militare, simile a quello usato poco piu' di un mese fa dal ventenne Adam Lanza per massacrare con raffiche di decine di colpi 20 bambini tra i sei e sette anni e sei adulti, nella scuola elementare Sandy Hook di Newtown, in Connecticut.

L'ufficio dello sceriffo non ha rivelato ne' i nomi delle vittime ne' quello del ragazzo arrestato, ne' ha precisato quale possa essere un possibile movente o la relazione tra le vittime e il loro presunto assassino. Un portavoce, Aaron Williamson, si e' limitato a riferire che il ragazzo e' stato incriminato per diversi capi d'accusa, tra i quali omicidio plurimo, aggiungendo che gli investigatori stanno cercando di determinare a chi appartengano le numerose armi ritrovate nel luogo della strage.

Si tratta di una nuova tragedia che andra' certamente ad alimentare il dibattito innescato dall'eccidio di bambini a Newtown e dal pacchetto di misure disposte dal presidente Obama nei giorni scorsi per cercare di arginare il fenomeno degli omicidi di massa e che grazie ad una serie di ordini esecutivi sono gia' operative. Prevedono tra l'altro per la prima volta rigorose verifiche sui potenziali acquirenti, per scoprire se abbiano precedenti penali o soffrano di disturbi mentali.

Il presidente ha elaborato anche altre misure piu' incisive, come il divieto di vendita delle armi da assalto, la messa al bando di super-pallottole in grado di perforare i giubbotti antiproiettile dei poliziotti e il ritiro dal commercio dei super-caricatori con piu' di dieci proiettili, che permettono di sparare all'impazzata. Sono pero' tutte misure che dovranno passare al voto del Congresso, e la potente National Rifle Association (la lobby delle armi) ha giurato che fara' tutto il possibile per evitare che vengano approvate, parlando di 'battaglia del secolo'.