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lunedì 14 gennaio 2013

CRISI, 9 ITALIANI SU 10 SONO PESSIMISTI

Gli italiani sono sempre piu' scettici sull'uscita rapida dalla crisi. Per i prossimi dodici mesi, solo il 16%, la meta' rispetto al 2012, vede in arrivo un miglioramento per l'economia del Paese, mentre il restante 84% pensa che il nuovo anno non portera' alcuna evoluzione positiva, ma addirittura un ulteriore peggioramento. E' il quadro che emerge da un sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per il 2013.

La salute dell'economia italiana e' giudicata negativamente dall'87% degli intervistati. Il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell'1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione piu' positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%). Il 40% degli italiani ritiene invece che la situazione restera' la stessa del 2012: anche in questo caso, i valori massimi si registrano nella fascia d'eta' tra 18 e 24 anni, dove si registra un picco del 42,9%. Solo poco meglio le prospettive personali Se per l'Italia ci si aspetta un ulteriore peggioramento, le prospettive per la propria famiglia e la situazione personale sono solo un po' meno negative. L'86% degli intervistati non crede in un miglioramento. Il 52% ritiene che la situazione rimarra' la stessa, in aumento del 5% sullo scorso anno. Calano gli ottimisti, che passano dal 17 al 14 per cento, cosi' come i pessimisti, che scendono al 34% dal 36% dello scorso anno. Nuovo governo ed emergenza lavoro Per il 2013, la maggioranza degli italiani (il 59%) vuole far leva sul nuovo esecutivo per porre alla sua attenzione l'emergenza lavoro, scelta dal 31% degli intervistati a causa del forte sentimento d'insicurezza sul futuro. E' significativo che, subito dopo, gli italiani chiedano di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23% del campione in entrambi i casi). Ovvero meno spese e meno sprechi per liberare risorse utili a tagliare l'insostenibile pressione fiscale. La difficolta' ad arrivare a fine mese L'accento posto sulla questione lavoro nasce dalla crescente difficolta' degli italiani ad arrivare alla fine del mese con i loro guadagni. Nel 2012 il 41% degli interpellati dichiara di non riuscirci, ne' con il proprio reddito, ne' con quello familiare. E se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest'anno la percentuale cala bruscamente al 59%.

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